La guerra Usa ai narcos venezuelani, il WP: “Hegseth ha ordinato: uccideteli tutti”. Lui: “Fake news”. E Trump apre a un incontro con Maduro

  • Postato il 29 novembre 2025
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“Le nostre attuali operazioni nei Caraibi sono legali sia secondo il diritto statunitense che quello internazionale, e tutte le azioni sono conformi al diritto dei conflitti armati e approvate dai migliori avvocati militari e civili, lungo tutta la catena di comando”.

Nel giorno in cui il New York Times scrive che presidente Usa Donald Trump ha avuto una conversazione telefonica, la scorsa settimana, con il leader venezuelano Nicolas Maduro per discutere un possibile incontro – di ufficiale al momento non c’è nulla – il segretario alla Difesa, Peter Hegseth, replica alle indiscrezioni pubblicate dal Washington Post, secondo cui il 2 settembre, data del primo attacco ordinato dalla Casa Bianca contro i narcotrafficanti venezuelani, lo stesso Hegseth avebbe ordinato: “Uccideteli tutti”.

Questa indicazione avrebbe determinato un doppio attacco da parte dei Navy Seal agli ordini dell’ammiraglio Mitch Bradley, capo dello Special Operations Command; il primo aveva distrutto una imbarcazione, il secondo doveva eliminare due persone rimaste aggrappate ai rottami del barchino, per evitare che potessero chiedere aiuto ad altri trafficanti e recuperare il carico.

La campagna voluta dal presidente Trump per debellare il Cartel de los soles ha scatenato polemiche anche all’interno del Congresso. Per la Casa Bianca, il cartello della droga è direttamente organizzato dagli alti ufficiali del presidente Maduro e da lui stesso, tanto da aver messo una taglia sul leader chavista e su alcuni dei suoi generali. Il regime di Caracas ha risposto chiedendo aiuto agli alleati: Russia e Iran in testa, per potenziare le proprie difese. I raid nei Caraibi, secondo i media americani, avrebbero portato a circa 20 attacchi diretti e alla morte di 80 persone.

Su quanto ha denunciato il Washington Post il senatore repubblicano Roger Wicker si è alleato con i democratici per chiedere “un controllo rigoroso per accertare i fatti” in merito alla ricostruzione secondo cui la Marina Usa, il 2 settembre scorso, avrebbe intenzionalmente ucciso i due sopravvissuti. Altri due repubblicani – il senatore Wicker, presidente del Comitato per le forze armate del Senato e Jack Reed, membro dello stesso Comitato – hanno promesso una indagine scrupolosa.

Hegseth ha replicato sul social X: “Come sempre, le fake news stanno fornendo un resoconto fabbricato, infiammatorio e denigratorio per screditare i nostri incredibili guerrieri che combattono per proteggere la patria”; ha definito gli attacchi della Marina Usa “cinetici” mirati a “fermare droghe letali, distruggere i narco-boat e uccidere i narco-terroristi che stanno avvelenando il popolo americano. Ogni trafficante che uccidiamo è affiliato a un’Organizzazione Terroristica Designata”. La Casa Bianca sostiene che gli attacchi siano legali in quanto i cartelli dei narcos sono classificati come “organizzazioni terroristiche straniere”. Chi contesta questa linea invece ritiene che il compito di fermare i trafficanti sia da assegnare alle forze dell’ordine federali, per arrestare i responsabili e sequestrare i carichi di stupefacenti, e non all’Esercito o alla Marina che mettono a segno raid letali.

Nei giorni scorsi, sei tra senatori e deputati democratici hanno pubblicato un video in cui invitano forze armate e funzionari di intelligence a disubbidire a ordini provenienti dall’amministrazione Trump che potrebbero portare ad azioni illegali. Il presidente li ha bollati come “sediziosi, meritevoli della pena capitale”.

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