“La Germania ha già pronto l’Oplan Deu, il piano per una guerra contro la Russia”: tutti i punti nell’inchiesta del Wsj
- Postato il 27 novembre 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Caserma Julius-Leber, Berlino ovest. Oltre le mura grigie e il filo spinato di questo anonimo avamposto militare appena fuori dalla capitale tedesca, due anni e mezzo fa, una decina di alti ufficiali tedeschi ha iniziato a riunirsi in gran segreto. Era l’estate del 2023, un anno e mezzo dopo l’invasione russa dell’Ucraina e quei militari, come rivela il Wall Street Journal, stavano preparando quello che è poi diventato Oplan Deu, abbreviazione di Operazione Piano Germania, il progetto tedesco composto da 1.200 pagine per una guerra aperta contro la Russia di Vladimir Putin.
All’epoca, cancelliere era ancora il socialista Olaf Scholz, ma è nelle parole del suo successore, Friedrich Merz, che si ritrova il clima nel quale si è deciso di ipotizzare e, di conseguenza, studiare una possibile guerra nel cuore dell’Europa: “Non siamo in guerra, non viviamo però più in tempo di pace”. Il piano si concentra su un’operazione principale, pensata e descritta nei minimi dettagli: trasportare 800mila soldati verso est, in direzione della linea del fronte, nel caso in cui si fosse reso necessario uno scontro aperto con i militari di Mosca. Un progetto ambizioso, che richiede un approfondito studio delle infrastrutture, sia per il trasporto dei combattenti che per le successive catene di approvvigionamento. Così, nei documenti svelati dal quotidiano finanziario americano si trovano mappe di porti, fiumi, ferrovie e strade che potrebbero servire in questo grande esodo armato verso i confini russi. “Indipendentemente dal suo potenziale punto di inizio”, spiega Tim Stuchtey, direttore del Brandenburg Institute for Society and Security, considerando che le Alpi costituiscono una barriera naturale, in caso di scontro con la Russia le truppe Nato dovrebbero attraversare la Germania.
Per far sì che questa enorme operazione possa andare a buon fine, gli autori del piano hanno pensato a un totale coinvolgimento della società tedesca: una “sfumatura della linea tra il civile e il militare che segna – osserva il Wsj – un ritorno a una mentalità da Guerra Fredda“, aggiornata alle nuove minacce e consapevole degli ostacoli presenti oggi, dalle infrastrutture fatiscenti a una legislazione inadeguata e a un esercito più piccolo. Il dossier non ha tempistiche di applicazione, dato che, da quanto si apprende, farebbe scattare l’intervento solo a scopi difensivi o preventivi: funzionari tedeschi hanno detto di recente che considerano la Russia pronta e disposta ad attaccare la Nato nel 2029, ma una serie di incidenti di spionaggio, atti di sabotaggio e intrusioni nello spazio aereo europeo preoccupano i vertici militari.
A spiegare le motivazioni che hanno spinto Berlino a mettere al lavoro i suoi alti ufficiali per stilare Oplan Deu è uno dei suoi autori che ha parlato al Wsj con garanzia di anonimato: “L’obiettivo è prevenire la guerra chiarendo ai nostri nemici che se ci attaccano non avranno successo”.
Il progetto, aggiunge il quotidiano, spiega anche una recente esercitazione che si è tenuta nelle campagne della Germania orientale in autunno e che ha attirato l’attenzione degli osservatori: in quell’occasione, il colosso della Difesa Rheinmetall ha allestito un campo notturno per 500 soldati, con dormitori, 48 cabine doccia, cinque stazioni di servizio, una cucina da campo, sorveglianza con droni e guardie armate. Costruito in 14 giorni, è stato smantellato in sette. L’esercitazione è servita anche a far emergere i problemi che potrebbero ostacolare l’operazione: il terreno non poteva ospitare tutti i veicoli e consisteva in appezzamenti non contigui, costringendo Rheinmetall a trasportare i soldati avanti e indietro. Una precedente prova generale, invece, aveva evidenziato la necessità di un nuovo semaforo in una posizione specifica per alleviare gli ingorghi quando i convogli militari si spostano attraverso il paese, come emerge dagli allegati al piano. Tra gli ostacoli che i pianificatori militari affrontano ci sono determinate norme sugli appalti, particolari leggi sulla protezione dei dati e altre regolamentazioni create in un’epoca più pacifica. Eseguire il piano richiede di riprogrammare mentalità, cancellando quasi una generazione di abitudini.
Un ulteriore ostacolo riguarda le infrastrutture dual use (a uso sia civile che militare) che rappresentavano la norma in Germania durante la Guerra Fredda: autostrade, ponti, stazioni ferroviarie e porti erano progettati per servire come risorse militari, se necessario. Oggi, questa necessità era venuta meno, così tunnel e ponti costruiti successivamente erano spesso troppo stretti o fragili per ospitare i convogli. E pure quelle risalenti alla Guerra Fredda non sono sempre utilizzabili: Berlino stima che il 20% delle autostrade e oltre un quarto dei ponti stradali necessitino di riparazioni a causa di un cronico sottoinvestimento; ai porti tedeschi del Mare del Nord e del Mar Baltico servono lavori per un valore di 15 miliardi di euro.
Anche allo scopo di riadattare il Paese a sostenere un conflitto sul proprio territorio, o su quelli dei Paesi vicini, mira il progetto di riarmo da 100 miliardi di euro lanciato da Scholz. Il nuovo governo Merz, poi, ha promosso un piano di spesa nel settore della difesa da 500 miliardi di euro annunciando un ritorno alla coscrizione. Intanto, le Forze Armate tedesche operavano sottotraccia informando ospedali, polizia e agenzie di soccorso in caso di disastri, stipulando accordi con i Länd e il gestore autostrade e tracciando rotte di transito per i convogli militari.
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