La generazione Z in massa alle urne per dire no, Pregliasco: “C’è stata una voglia di rivalsa anche legata al voto ai fuori sede”
- Postato il 25 marzo 2026
- Politica
- Di Blitz
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La Generazione Z si è mobilitata in modo decisivo per il No al referendum, con un’affluenza superiore alla media e una chiara indicazione politica. Secondo YouTrend, nello studio condotto per Sky TG24, “La fascia di popolazione tra i 18 e i 34 anni ha registrato l’affluenza più alta: 67,3%, quasi 8 punti sopra la media – hanno spiegato -. I giovani hanno votato no intorno al 60%”. Un dato che segnala una partecipazione mirata, mentre “Il Sì ha prevalso in una sola fascia d’età (50-64 anni). È una dinamica coerente con quella che definiamo politica on demand: partecipazione alta su singole questioni, senza adesione partitica stabile”.
Dietro questo risultato c’è una mobilitazione che va oltre il merito del quesito. “Svegliatevi, muovetevi, vogliamo altro per il nostro futuro, non la guerra” è il messaggio che, secondo gli osservatori, i giovani hanno voluto inviare. Per Lorenzo Pregliasco pesa anche una “voglia di rivalsa”, legata alla partecipazione dei fuori sede.
“I dati delle ultime elezioni politiche – ragiona il sociologo Mario Morcellini – attestavano già un voto giovanile molto interessante e singolare: nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni i giovani sceglievano vocazioni non ideologiche ma ideali: l’ambiente e l’Europa innanzitutto”. Un orientamento che aiuta a spiegare il successo del No, rafforzato anche da un diffuso sentimento di distanza dalle politiche governative percepite come restrittive.
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