La “dottrina Homan” sbarca in Minnesota: linea dura sull’immigrazione e sfida alle città santuario

  • Postato il 30 gennaio 2026
  • Di Panorama
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Inizia a prendere forma la strategia che Tom Homan ha intenzione di adottare in Minnesota contro l’immigrazione clandestina. In una conferenza stampa tenuta giovedì, il responsabile delle frontiere statunitensi ha toccato vari punti.

Da una parte, il diretto interessato ha ammesso degli errori da parte delle forze federali. “Il presidente Trump e io, insieme ad altri membri dell’amministrazione, abbiamo riconosciuto che alcuni miglioramenti potrebbero e dovrebbero essere apportati. È esattamente ciò che sto facendo qui”, ha detto, per poi aggiungere: “Vengo qui in cerca di soluzioni. Non voglio sentirmi dire che tutto quello che è stato fatto qui è stato perfetto. Niente è mai perfetto”. “Voglio essere chiaro: gli agenti dell’Ice e della Cbp stanno svolgendo i loro compiti in un ambiente difficile, in circostanze estreme, ma cercano di farlo con professionalità. Se non lo fanno, saranno puniti. Come qualsiasi altra agenzia federale, abbiamo degli standard di condotta”, ha anche detto.

Dall’altra parte, Homan ha comunque confermato la linea dura. Ha dichiarato che resterà in Minnesota fin quando “il problema non sarà risolto”. Il diretto interessato ha anche annunciato che gli agenti federali si concentreranno su operazioni maggiormente “mirate”, dando priorità gli “animali criminali, alle minacce alla sicurezza pubblica e alle minacce alla sicurezza nazionale”. Homan ha altresì criticato la campagna di demonizzazione a cui è stato sottoposto l’Ice negli scorsi mesi. E ha poi subordinato la possibilità di una riduzione degli agenti attualmente sul campo alla cooperazione delle autorità locali con quelle federali. “Quando vedremo che la cooperazione avrà luogo, allora avverrà anche il ridispiegamento”, ha affermato.

Questo vuol dire che Homan non ha intenzione di arretrare rispetto alle posizioni del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, che continua a voler mantenere in vigore una “giurisdizione santuario” nella sua città. Proprio per questa ragione, il primo cittadino aveva avuto un nuovo scontro con Donald Trump negli scorsi giorni. In sostanza, quello che emerge dalla conferenza stampa di Homan non è una ritirata da parte dell’amministrazione americana ma una strategia ricalibrata. Il che rappresenta un duro colpo al segretario alla Sicurezza interna, Kristi Noem, che, con l’invio dello stesso Homan in Minnesota da parte di Trump, si è vista scavalcata dalla Casa Bianca. Il presidente americano non era del resto soddisfatto di come la diretta interessata aveva gestito il dossier del Minnesota a seguito della morte di Alex Pretti. E ha quindi deciso di ridimensionarla. Certo, a livello ufficiale, Trump continua a esprimere fiducia nei suoi confronti e a difenderla dalle critiche. Tuttavia, nel corso del consiglio dei ministri tenutosi giovedì, non le ha dato la parola.

Non solo. Nella sua conferenza stampa, anche Homan ha lanciato una stilettata implicita alla Noem. “Non sono venuto in Minnesota per fare foto o fare notizia. Sono venuto qui per cercare soluzioni, ed è quello che faremo”, ha affermato. Non è un mistero che una delle ragioni del dissidio tra Homan e la Noem sia sempre stato quello dello stile di comunicazione: asciutto quello del primo, enfatico quello della seconda. Homan ha inoltre preso le distanze dall’attuale capo del Dipartimento per la Sicurezza interna anche quando ha annunciato operazioni più mirate da parte dell’Ice, per dare priorità ai clandestini con precedenti penali. La Noem si era invece posta degli obiettivi molto più ambiziosi, finendo però così col sovraccaricare di lavoro le forze federali.

Chiaramente Homan si trova davanti a una sfida complicata, soprattutto se Frey dovesse continuare con la sua linea ostruzionistica. Tuttavia, qualora riuscisse a portare a casa il risultato, per il responsabile delle frontiere potrebbero aprirsi delle porte molto in alto nell’amministrazione americana: chissà, magari addirittura la guida del Dipartimento per la Sicurezza interna.

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Panorama

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