La democrazia ha radici globali

  • Postato il 26 marzo 2026
  • Di Focus.it
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I più associano la nascita del concetto di democrazia (almeno nelle sue antiche accezioni) alla vita politica di alcune città dell'Antica Grecia, ma forme di amministrazioni più inclusive e partecipate del potere pubblico, in grado di limitare a compiti ben precisi il potere dei governanti, erano assai più diffuse nel mondo antico di quanto si credesse. Lo suggerisce una ricerca pubblicata su Science Advances, che ha preso in considerazione 40 esempi di antiche civiltà sorte nell'arco di millenni in 31 diversi luoghi tra Europa, Nord America e Asia, e che ha cercato di capire come fosse suddiviso il potere a partire dall'analisi degli elementi architettonici e di altre testimonianze concrete della vita cittadina di un tempo.. Le mura raccontano. Non per tutte le civiltà del passato sono disponibili documenti scritti che raccontino il clima politico vigente. Così un gruppo di ricercatori guidato da Gary Feinman, archeologo statunitense curatore dell'Antropologia del Mesoamerica e del Centro America presso il Negaunee Integrative Research Center del Field Museum di Chicago, ha provato a dedurre il tipo di governo delle società studiate partendo da come usavano lo spazio cittadino.. «Quando si trovano aree urbane con ampi spazi aperti, o quando si vedono edifici pubblici con grandi spazi in cui le persone possono riunirsi e scambiarsi informazioni, quelle società tendono ad essere più democratiche» racconta Feinman. Mentre «se si vedono piramidi con un piccolo spazio in cima, o piani urbanistici in cui tutte le strade convergono verso la residenza del sovrano, o società in cui c'è pochissimo spazio per riunirsi e scambiarsi informazioni, questi sono tutti indicatori di società più autocratiche», in cui cioè il potere è detenuto da una sola persona o da un piccolo gruppo di persone.. Un indice di autocrazia. Oltre agli elementi architettonici, il team ha esaminato le opere d'arte e i monumenti che rappresentavano i sovrani: quando questi erano sovrabbondanti ed "esagerati", con figure più grandi del vero, era più probabile che quella fosse una società autocratica, mentre le rappresentazioni più infrequenti e realistiche sono state associate a una più bilanciata suddivisione del potere. Infine sono state esaminate le pianificazioni urbanistiche: piazze ampie e aperte fanno pensare a momenti di vita cittadina condivisa e a società più inclusive, in cui ai cittadini era permesso partecipare ad alcuni aspetti della vita politica. . Questi due elementi - grado di accesso al potere dei cittadini e concentrazione del potere nelle mani di uno o pochi - sono stati i due criteri per definire l'indice di autocrazia di una società. Si è scelto invece di non considerare le elezioni come parametro per valutare la democrazia perché, anche se spesso la presenza di elezioni è associata a una forma di governo democratica, non di rado gli autocrati salgono al potere dopo libere elezioni.. La democrazia ha radici diffuse. L'autocrazia, pure. Le analisi hanno dimostrato che molte civiltà in diversi contesti geografici svilupparono modi per gestire il potere in un modo condiviso, e rivelato che - a dispetto della convinzione che identifica il concetto di democrazia con la forma di governo delle città-Stato dell'Antica Grecia - una gestione inclusiva ed equilibrata del potere esisteva anche altrove. «Tra gli archeologi è radicata la convinzione che Atene e la Roma repubblicana fossero le uniche due democrazie del mondo antico, e che in Asia e nelle Americhe il governo fosse tirannico o autocratico», spiega Feinman. «Nella nostra analisi, abbiamo riscontrato società in altre parti del mondo altrettanto democratiche di Atene e Roma».. Se la democrazia ha radici antiche, altrettanto si può dire del suo opposto. Anche in questo caso, però, lo studio ha portato a conclusioni sorprendenti: non sono le dimensioni di una popolazione, né il numero di livelli in cui è suddivisa la classe politica, a decidere se quella debba essere una società democratica o meno. Era invece il modo in cui un leader finanziava la propria autorità, il fattore più determinante del tipo di potere esercitato da quel politico: quelle in cui gli introiti dipendevano fortemente da entrate controllate dalla politica, come rotte commerciali, lavoro di schiavi, bottini di guerra o attività minerarie, erano tendenzialmente più autocratiche, mentre quelle finanziate soprattutto attraverso sistemi di tassazione interna o lavoro comunitario prevedevano una distribuzione più equa del potere. Non sorprendemente, queste ultime presentavano anche livelli inferiori di disuguaglianze economiche.. Una speranza in giorni bui. Lo studio ci dice che la democrazia o l'autocrazia non sono conseguenze naturali, nel senso di inevitabili, né dei luoghi dove una società si sviluppa, né delle sue dimensioni. Ma che sono una scelta possibile anche quando le condizioni sono difficili. In questo senso, quanto osservato sulle civiltà antiche può costituire una guida anche per i tempi moderni, in cui la democrazia, e la pace, sono minacciate dagli interessi di pochi..
Autore
Focus.it

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