La corsa ai nuovi farmaci anti-grasso è iniziata
- Postato il 30 marzo 2025
- Di Panorama
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La corsa ai nuovi farmaci anti-grasso è iniziata, e in gara ci sono quasi tutte le super potenze del mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, passando per l’Europa. Dopo gli exploit di Ozempic, Wegovy e Mounjaro, in grado di far perdere dal 15 al 22 per cento del peso in poco più di un anno, ormai oggetto di discussione – soprattutto a tavola – per i loro notevoli effetti contro l’obesità, ora non c’è casa farmaceutica che non voglia testare e produrre molecole analoghe, o persino più efficaci. È il nuovo grande business, perché sono farmaci richiestissimi e che garantiscono enormi ricavi. Al momento, a quasi quattro anni dall’approvazione da parte dell’agenzia regolatoria statunitense Fda, ne fa uso un americano su otto. In Europa i medicinali di questo tipo – semaglutide e tirzepatide – sono stati autorizzati per l’obesità con molto ritardo, nonostante gli studi avessero dimostrato i loro effetti benefici anche su malattie cardiovascolari, glicemia, apnee ostruttive e altre patologie molto gravi. La danese Novo-Nordisk, prima casa farmaceutica ad averli prodotti, nel 2024 ha macinato ricavi per quasi 39 miliardi di euro, in aumento del 25 per cento rispetto al 2023 e il doppio del 2019, quando questi farmaci non erano ancora in commercio. Ma si calcola che il mercato globale di questi «blockbuster» si avvii verso i 100 miliardi, se non di più, di valore complessivo. Al momento, nel mondo sono in corso quasi 160 linee di sperimentazione, volte alla ricerca di «qualsiasi cosa» funzioni contro il grasso corporeo. Alcuni trial sono già in fase 3, quindi potrebbero essere prossimi all’approvazione e poi alla commercializzazione.
Quasi tutti questi studi sono diretti verso gli stessi recettori GLP-1 (ormoni prodotti da cervello e intestino dopo i pasti) contro i quali agiscono Ozempic e Wegovy. «Con la scoperta degli agonisti del GLP-1 è come se la ricerca avesse trovato la combinazione per accedere a una cassaforte» spiega con efficacia Carlo Sbraccia, ordinario di Medicina interna dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e componente del board della Società europea obesità. «Scoprendo che all’interno del sistema nervoso esistono i recettori di questi ormoni, abbiamo il grimaldello per cercare – miscelando le molecole – di creare altri farmaci che possano tradursi in ulteriori benefici. Ci sono trial in corso, con combinazioni di principi attivi che magari fanno dimagrire un po’ meno, ma riescono ad agire sul fegato, o sui reni o su altri organi. Si sta anche cercando – e 20 trial vanno in questa direzione – di sintetizzare molecole uniche, in grado di interagire con tre recettori, anziché solo con il GLP-1, per renderle ancora più efficaci e con effetti collaterali minori».
Novo-Nordisk e Lilly sono impegnate in trial per arrivare a «convertire» in farmaci somministrabili per bocca le loro iniezioni da fare settimanalmente, così da rendere la terapia più semplice da seguire e favorire anche quei pazienti che non gradiscono o addirittura non riescono ad accettare l’idea di fare una puntura (tipicamente in pancia) ogni settimana. Ma c’è chi cerca anche altre strade: la casa farmaceutica americana Amgen ha avviato due studi di fase avanzata per la propria iniezione MariTide, che costituisce un nuovo approccio alla cura dell’obesità: un anticorpo monoclonale legato a due peptidi, che ha consentito di perdere fino al 20 per cento del peso in un anno. In questa corsa al farmaco anti-grasso l’Europa non resta a guardare: la tedesca Boehringer sta conducendo cinque studi di fase tre per valutare l’efficacia della survodutide (agonista dei recettori del Glp-1 e del glucagone, ormone rilasciato dal pancreas): i dati di fase due avevano dimostrato che la combinazione di queste molecole riusciva a ridurre il peso del 20 per cento dopo solo dieci mesi. Mentre l’inglese AstraZeneca si concentra sulle terapie orali: sta sviluppando la pillola AZD5004, in fase 2 di sperimentazione, che mira a ridurre gli effetti collaterali degli agonisti del GLP-1. I risultati arriveranno entro la fine del 2025. Sul farmaco per bocca stanno fortemente puntando anche le californiane Structure Therapeutics e Viking Therapeutics, quest’ultima appena entrata in trial di fase 2 con una compressa che ha dimostrato di ottenere un’ingente perdita di peso e pochi effetti collaterali, tra l’altro molto lievi.
E la Cina? Arriva anche il gigante asiatico: Gan & Lee Pharmaceuticals vuole entrare nel mondo della lotta all’obesità con un agonista GLP-1 iniettabile che avrebbe «battuto» Ozempic in uno studio di fase due: il farmaco, chiamato GZR18, viene somministrato ogni due settimane (quindi più comodo e sostenibile per i pazienti) e ha permesso di arrivare a una perdita di peso del 18 per cento in poco più di sette mesi, con effetti collaterali di tipo gastro intestinale più contenuti. Non tutti i trial, però, procedono come da previsioni. Proprio Novo-Nordisk appena un paio di settimane fa ha condiviso la notizia che il loro nuovo prodotto, chiamato CagriSema, formulato per essere più potente dei predecessori, non ha dato i risultati sperati: l’effetto è stato quello di un’immediata perdita in Borsa del 10 per cento. «I trial sono molto costosi e lunghi» conclude Sbraccia. «Non stiamo parlando di aspirine, ma di farmaci innovativi, complessi, di molecole evolute: una tecnologia che richiede costi immensi per essere sviluppata. Il tema del futuro sarà nella contrattazione tra i governi e le case farmaceutiche: perché i prezzi scenderanno per effetto della concorrenza, ma rimarranno comunque alti».
Mentre si attende l’avvento di Godzilla: prodotto da Eli Lilly, non è ancora autorizzato nemmeno negli Usa. È a base di retatutride, promette un dimagrimento quasi doppio rispetto ai farmaci precedenti e, diversamente da questi, accelera anche il metabolismo. Addirittura, molti pazienti arruolati nelle sperimentazioni hanno riportato un dimagrimento quasi eccessivo – il 25 per cento del peso in meno di un anno – accendendo un faro su effetti potenzialmente pericolosi. In ogni caso, la ricerca, tra alti e bassi, corre sempre più veloce: l’epidemia mondiale di obesità, che coinvolge ormai oltre un miliardo di persone, potrebbe avere, se non i giorni, quantomeno gli anni contati.