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La cavalcata straordinaria del Treviso, promosso in serie C, raccontata da Robert Gucher - ESCLUSIVA

  • Postato il 9 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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La cavalcata straordinaria del Treviso, promosso in serie C, raccontata da Robert Gucher - ESCLUSIVA

Il Treviso è tornato tra i professionisti dopo 13 anni di assenza. Dopo fallimenti e ripartenze, il club è finalmente approdato in Lega Pro, dominando il suo girone di Serie D grazie al lavoro svolto dal ds Strano e dal tecnico Gorini e al contributo in campo di calciatori forti e di esperienza come il capitano Robert Gucher: è lui a raccontare i segreti della promozione del Treviso.

Treviso, Bentornato in C!

Il Treviso è tornato tra i professionisti, mancava in Lega Pro dal 2013. Ha superato burrasche e turbolenze, è sprofondato fino al campionato di Promozione per due volte, si è rimboccato le maniche avviando una poderosa risalita nel 2021, con il salto in Eccellenza, a cui hanno fatto seguito la vittoria del campionato nel 2023 e un continuo migliorarsi in Serie D: 3° nel 2024, 2° l’anno scorso, 1° quest’anno.

Ha dominato il suo girone chiudendo la pratica promozione con quattro turni di anticipo. I meriti vanno attribuiti alla proprietà, che dopo la delusione dell’anno passato ha rilanciato il progetto affidandolo a un ds giovane Pierfrancesco Strano, cresciuto con i consigli di Giorgio Perinetti, e a un allenatore di due categorie superiori, Edoardo Gorini, ex Cittadella in B.

Rivoluzionato l’organico, sono arrivati a Treviso calciatori esperti come Munaretto e Salvi in difesa, e Luigi Scotto dalla Torres in attacco. Importanti anche gli innesti dei vari Gianola, Serena e Svidercoschi, andati ad aggiungersi ai riconfermati Artioli e Beltrame. A dirigere l’orchestra in mezzo al campo un vincente come Robert Gucher, ex bandiera di Frosinone e Pisa, sceso per la prima volta in Serie D a trascinare il Treviso verso la promozione.

Gucher, il direttore d’orchestra del Treviso

“È una sensazione bellissima, vincere un campionato è sempre bello, riuscirci con quattro giornate di anticipo, dopo essere stati sempre in vetta, staccando le nostre inseguitrici, lo è ancora di più. È un orgoglio per tutti noi”, ha commentato Gucher, austriaco di Graz ma ormai italiano di adozione: tranne per un’esperienza nel suo Paese, al Kapfenberg nel 2011-2012, ha sempre giocato in Italia dal 2008 ad oggi.

Vincendo tanto: “Rispetto alle altre vittorie della mia carriera questa ha un sapore diverso. Per la prima volta ho disputato un campionato di Serie D, rischiando e scommettendo con me stesso. Sono orgoglioso di aver vinto questa sfida, perché non conoscevo la categoria. Quando ho vinto i campionati di C e di B è stato diverso, venivamo da anni di costruzione e di progettualità. Qui a Treviso eravamo obbligati a vincere subito. Le aspettative erano alte, ambientarmi all’inizio non è stato semplice, ma con il contributo di tutti siamo riusciti a riportare questo club nel professionismo”.

Il Treviso festeggia la promozione in serie C insieme ai tifosi

Gucher-Treviso, amore a prima vista

Per il Treviso, Gucher ha rifiutato offerte provenienti dalle categorie superiori: “In estate ho ricevuto un’offerta dalla Serie B e tre proposte dalla Lega Pro, ma nessuna di queste mi convinceva. Sembrava che non puntassero davvero su di me. Poi è arrivato il Treviso e mi ha offerto due anni di contratto, che in Serie D non è mai scontato: significa che se non avessimo vinto quest’anno, ci avremmo riprovato l’anno prossimo. Invece ce l’abbiamo fatta al primo colpo. Mi ha convinto il progetto e sono felice di aver accettato di indossare questa maglia e di esserne il capitano”.

Non è stato tutto semplice. La stagione è iniziata con una battuta di arresto, ma poi ha prevalso la qualità di una rosa compatta e ben amalgamata: “Dopo il ko in Coppa Italia contro la Luparense abbiamo immediatamente reagito, sono arrivate vittorie una dopo l’altra in campionato. Eravamo un gruppo completamente rinnovato, con 20 calciatori nuovi e un nuovo allenatore. Partita dopo partita ci siamo resi conto che stavamo costruendo qualcosa di forte. È stato questo il nostro segreto, anche perché non appena abbiamo pensato oltre la partita successiva, dopo il successo sul campo del Cjarlins Muzane, ne abbiamo perse due di fila in casa. Poi ad Altavilla ci siamo rimessi in carreggiata e anche grazie a due risultati favorevoli provenienti dagli altri campi, abbiamo potuto festeggiare la promozione con largo anticipo”.

Una tifoseria in festa per il ritorno al calcio professionistico

Gucher, il rapporto con Gorini e il futuro a Treviso

Idilliaco il rapporto tra la squadra e l’ambiente. La tifoseria trevigiana ha trascinato la squadra al trionfo, mettendo da parte le amarezze delle ultime stagioni: “L’anno scorso il Treviso aveva perso il campionato sprecando alcuni punti di vantaggio. Non era facile ripartire, ma i nostri tifosi sono sempre stati al nostro fianco. Il giorno della presentazione, presi il microfono e dissi che se avessimo messo in campo l’1% della loro passione e del loro entusiasmo, avremmo vinto il campionato. Per noi, loro ci sono sempre stati”.

A guidare il Treviso è stato chiamato Edoardo Gorini, ex Cittadella in Serie B. Tecnico navigato, ma alla prima esperienza nei dilettanti: “Con il mister il rapporto è stato buono sin dall’inizio. Anche lui ha dovuto calarsi in questa dimensione dopo aver fatto bene in Serie B. È un uomo vero, ti ascolta, ti segue, ti sta vicino, soprattutto con i più giovani. Sembra quasi un calciatore, uno di noi, più che un allenatore. Ha letto benissimo i momenti della stagione, si è creato un bellissimo mix tra esperti, giovani e riconfermati dell’anno passato. Una sinergia bellissima”.

Archiviata la vittoria del campionato, rimane da completare la stagione, poi si potrà pensare al futuro e alla Lega Pro: “Ora non ci penso ancora, mi farebbe piacere restare, ma dipende anche dal volere della società. Oggi onoriamo il campionato, ci sono squadre che lottano per la salvezza e altre che puntano ai playoff, dobbiamo rispettarle. Poi parleremo di futuro”, ha concluso Gucher.

Autore
Virgilio.it

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