La Cassazione accoglie un nuovo quesito per il referendum sulla giustizia: si rischia un rinvio del voto

  • Postato il 6 febbraio 2026
  • Di Il Foglio
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La Cassazione accoglie un nuovo quesito per il referendum sulla giustizia: si rischia un rinvio del voto

L'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini. Il nuovo quesito era stato depositato per il vaglio dei giudici lo scorso 28 gennaio. Al momento non è possibile sapere se la decisione comporti un riconteggio dei termini per l'indizione del referendum e quindi uno slittamento della sua data, poiché l'ordinanza della Suprema corte non è ancora stata depositata

L'indizione del voto è avvenuta lo scorso 13 gennaio tramite un decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Consiglio dei ministri. La procedura rispettava i termini indicati dalla legge, che prevedono che il voto venga indetto non oltre sessanta giorni dall'ordinanza della Cassazione che accoglie il quesito referendario. L'ordinanza per il quesito presentato dai parlamentari di centrodestra in Cassazione era infatti stata emessa lo scorso 18 novembre. E i termini per indire il referendum con quel quesito sarebbero dunque scaduti il 18 gennaio. Come si spiega dunque questo colpo di scena?

 

In caso di referendum confermativi, la Costituzione concede a chiunque di presentare un quesito entro tre mesi dall'approvazione definitiva di una riforma costituzionale. Questo termine scadeva lo scorso 30 gennaio. E, due giorni prima, i promotori hanno presentato il nuovo quesito. Ora dunque cosa succede? Per capirlo sarà necessario leggere l'ordinanza della Cassazione. A Via Arenula la speranza è che la decisione non abbia effetto sulle date, limitandosi a cambiare il testo su cui a metà marzo gli italiani dovrebbero votare. Se, invece, così non fosse, servirebbe un nuovo decreto d'indizione, da fissare questa volta in base alla nuova ordinanza di oggi. La legge prevede che, anche se il nuovo decreto arrivasse nei prossimi giorni, la nuova data del voto andrebbe fissata tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno succesivo al decreto d'indizione. E dunque difficilmente si voterebbe prima di aprile. Con un rinvio del voto di almeno un mese.

 

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Autore
Il Foglio

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