La Casa del made in Italy avrà una sede a Matera

  • Postato il 27 gennaio 2026
  • Matera
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
La Casa del made in Italy avrà una sede a Matera

Casa del made in Italy, l’ex sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, ribadisce la vocazione produttiva e innovativa della città: «Lo ha annunciato il ministro Urso, scelta coerente con Zes cultura»


«Il Ministro Adolfo Urso ha comunicato la istituzione in Matera di una delle Case del made in Italy. A breve, quindi, nella città dei Sassi sarà insediato questo presidio territoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) che fornirà assistenza continuativa alle imprese insediate e da insediare nella complessa transizione green e digitale, per favorire crescita, innovazione e tutela del marchio “Made in Italy”». Lo ricorda l’ex sindaco della città Raffaello De Ruggieri facendo riferimento ad un recente intervento proprio di Urso.

CASA DEL MADE IN ITALY A MATERA, L’ANNUNCIO DEL MINISTRO URSO

«La scelta è rispettosa della vocazione territoriale della città e rientra, con coerenza, nel progetto regionale della “Zes della Cultura: la fabbrica-giardino di La Martella”.
Questo ulteriore riconoscimento dovrà fare uscire dall’attuale torpore l’iter attuativo dell’inedito progetto industriale diretto a realizzare un insediamento produttivo ove ospitare le imprese manifatturiere culturali, creative e del made in Italy.
Queste positive coincidenze intrecciano le ultime impietose analisi economiche e sociali sulla Basilicata» continua De Ruggieri.

L’EX SINDACO DE RUGGIERI, «UNA SCELTA RISPETTOSA DELLA VOCAZIONE TERRITORIALE»


«Il 13 gennaio in un incontro organizzato dal Meic di Potenza, Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez, ha ricordato che non si emigra più solo perché in cerca di lavoro, ma perché in cerca di sbocchi che il Sud e la Basilicata non offrono in termini di valorizzazione delle competenze acquisite.
Se non si attivano politiche innovative – ha concluso Bianchi – tra venticinque anni gli abitanti della Regione scenderanno a 410.000.
Il Direttore della Svimez, tra le soluzioni per contenere l’avanzata di questo deserto demografico, ha indicato il modello della Zona Economica Speciale (ZES)» continua l’ex sindaco.

LA ZES DELLA CULTURA A MATERA

«In questo difficile contesto, la Zes della cultura di Matera rappresenta uno dei progetti pronti per contenere l’irrefrenabile emigrazione dei giovani lucani, emigrazione che, come ha precisato Bianchi “tende ad aumentare, incentivata da una occupazione che ha riguardato per lo più il turismo e le costruzioni, cioè lavori stagionali e precari, di basso valore aggiunto, non in grado di incrociare l’ingente investimento in formazione delle famiglie meridionali sui figli mantenuti fuori per anni nelle università».

«NON UN GIROTONDO VISIONARIO»

«Per tale ragione la Zes della cultura di Matera non è un girotondo visionario, come sostiene chi, per sistema o per pregiudizio, contraddice il lavoro degli altri.
È invece un progetto industriale che vuole rallentare il sismografo dell’abbandono e della emigrazione. Rappresenta l’innesto di un’oasi di produzione e di occupazione per frenare la desertificazione in atto. Il dato più eloquente è l’avvenuto rilascio, il 3 luglio 2025, della autorizzazione unica per realizzare l’opera progettuale, passata dal filtro approvativo di una struttura autorevole e nazionale. Mentre in Basilicata tale attuazione è inspiegabilmente bloccata, la Presidente Giorgia Meloni, in occasione della sua recente conferenza stampa si è così espressa: “… se lei chiede a me quale considero il modello per sostenere gli investimenti, secondo me è quello della Zes Unica del Mezzogiorno, il modello dal quale partire per favorire gli investimenti per tutto il territorio nazionale”.

«NON GIUSTIFICABILE LA CULTURA DEL TEMPOREGGIARE»


La cultura del temporeggiare non può, dunque, essere giustificata. Neppure la soppressione per legge della struttura di missione può fermare il percorso preparatorio di attuazione del progetto. Io continuo ad inseguire una Regione ancora incredula di aver assunto il ruolo rivoluzionario di impresa» dice De Ruggieri.

CASA DEL MADE IN ITALY A MATERA, LA SODDISFAZIONE DI RUGGIERI

«Sono convinto della bontà di questo modello di sviluppo che, potrebbe diventare replicabile nell’intero territorio lucano. Nei miei incontri romani presso la Presidenza del Consiglio ipotesi concrete di tali espansioni sono state condivise da Giosy Romano.
La replicabilità del modello potrebbe portare la Basilicata a divenire frontiera di inedite strategie economiche, realizzando, come soggetto attuatore, insediamenti industriali nei settori della Zes agro-industriale del Metapontino e della Zes silvo-pastorale della montagna Lucana.
Se la cultura è anche scommessa creativa, ora è il tempo di tale sfida».

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La Casa del made in Italy avrà una sede a Matera

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