La campana anti-aborto spacca Sanremo: imbarazzo anche tra i cattolici, in difesa del vescovo arriva Forza Nuova
- Postato il 15 gennaio 2026
- Diritti
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’intenzione dichiarata era invitare a riflettere sui “bambini non nati”, definiti “vittime innocenti degli aborti, delle guerre, delle disuguaglianze”. Ma l’effetto della campana installata sulla torre della curia di Sanremo è soprattutto un aumento della polarizzazione. A due settimane dall’avvio dei rintocchi delle 20, la campana con inciso il nome del vescovo Antonio Suetta suona tra polemiche, contestazioni e strumentalizzazioni.
Campana per i “non nati”, scoppia la polemica
Il centrodestra resta prudente e segue una linea di sostanziale silenzio. La consigliera di parità della Regione Liguria, Laura Amoretti, invece, si rivolge direttamente al Papa: “L’iniziativa genera preoccupazione, dolore e stigmatizzazione rispetto a scelte complesse e sofferte. La funzione delle istituzioni dovrebbe essere accompagnare, ascoltare e sostenere, non riaprire ferite e acuire conflitti sociali”.
Le forze di centrosinistra ribadiscono la propria contrarietà, insieme ad associazioni e collettivi per i diritti civili, che sono già scesi due volte in piazza. Al netto del circuito “Pro Vita”, tra le realtà cattoliche locali prevale l’imbarazzo: alcuni referenti contattati da ilfattoquotidiano.it non scorgono l’utilità dell’iniziativa ma preferiscono non metterci il nome, come il parroco che richiama un’intervista del presidente della Cei Matteo Zuppi: la 194 è “una traduzione laica importante” che “oggi nessuno mette in discussione”.
Salvatore Menna di Noi siamo Chiesa spiega a ilfattoquotidiano.it le ragioni del dissenso cattolico: “Il Sinodo ha dimostrato che siamo una comunità con sensibilità diverse”. E, riprendendo un documento di “Donne per la Chiesa”, aggiunge: “Sull’aborto la sovranità morale non può spettare a chi – maschio – per millenni si è arrogato il controllo della generatività. Dov’è l’impegno della chiesa cattolica per superare la cultura patriarcale e una sessualità maschile predatoria? Trasformare la vittima in accusata è un rovesciamento antico. Chiediamo rispetto per la coscienza delle donne, anche quando scelgono o sono costrette a interrompere la gravidanza”.
Aborto, le manifestazioni contrapposte: scendono in piazza Forza Nuova e Radicali
A difendere apertamente la campana sono i neofascisti ultraconservatori di Forza Nuova, che annunciano per sabato un presidio a sostegno del vescovo. “Sosteniamo questa importante battaglia, un popolo che uccide i suoi figli non ha futuro”. Nello stesso giorno, a pochi passi, alle 15 in piazza Colombo è previsto il presidio promosso dai Radicali. “Suetta usa la religione come clava ideologica, ignora che grazie alla 194 sono diminuite morti e sofferenze, è un’indegna parodia della fede”. Al presidio hanno aderito altre realtà che sovrappongono alla contestazione della campana lo sdegno suscitato dalla presenza in città di Forza Nuova. In una nota congiunta firmata da Anpi, Avs, Generazione Sanremo, Movimento 5 Stelle, Pd, Rifondazione, Arcigay e altre liste civiche, si chiede anche al vescovo di prendere le distanze da “persone razziste”. La Cgil accusa Suetta di “colpevolizzare” le donne, imponendo “a un’intera comunità” un pensiero lontano dall’idea di misericordia. L’associazione Non una di meno Ponente definisce quella del vescovo locale “un’espressione di quel ritorno al Medioevo che mai faremo ritornare”. La Rete l’Abuso e l’Uaar propongono una contro-campana “per le vittime dei preti pedofili”.
Il vescovo tira dritto
Nominato vescovo nel 2014, oggi viene ritenuto uno dei rappresentanti dell’ala più conservatrice dell’episcopato: “Io benedico questo polverone, anche le critiche. Sono felicissimo: senza di esse nessuno avrebbe saputo della campana”, dice Suetta a ilfattoquotidiano.it. “Per me l’ascolto e l’apertura non possono far accantonare la dottrina”. Al vescovo dell’estremo ponente ligure piace esprimersi senza peli sulla lingua. Nel 2015 fece una donazione al presidio permanente No borders: quando gli attivisti vennero colpiti da fogli di via per avere aiutato migranti a passare in Francia, li definì dei “martiri”. Lo scorso giugno Suetta ha ricordato che “le frontiere uccidono”. Altre volte si è scagliato contro “i nuovi dogmi politically correct”, l’”immigrazione indiscriminata” e il “catastrofismo climatico”. Nel 2022 definì quella di Giorgia Meloni una vittoria “dell’umanesimo cristiano”.
Quando gli chiediamo se lo imbarazza la solidarietà incassata dagli stessi nostalgici a cui nel 2019 vietò di commemorare Mussolini, risponde: “Non entro nel merito politico, ognuno è libero di esprimere pacificamente il proprio pensiero, anche contrapposto”.
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