La Calabria di Tenuta Contessa e Pietro Parisi protagonista a Palazzo Grazioli

  • Postato il 12 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
La Calabria di Tenuta Contessa e Pietro Parisi protagonista a Palazzo Grazioli

Nelle sale di Palazzo Grazioli (Roma), lo chef Pietro Parisi e Angelo Sorbo (Tenuta Contessa) presentano alla stampa estera una nuova narrazione del Sud. Una Calabria che non si limita a custodire la tradizione, ma la trasforma in progetto culturale, agricolo e imprenditoriale.


COSENZA – Il racconto della Calabria non è fatto soltanto di paesaggi. È fatto di mani che lavorano la terra, di ulivi che attraversano i secoli, di vitigni antichi che resistono al tempo e di una cucina capace di trasformare tutto questo in emozione. È da qui che ha inizio il racconto che ha attraversato le sale di Palazzo Grazioli (Roma), sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, dove giornalisti provenienti da ogni parte del mondo si sono ritrovati per ascoltare – e soprattutto assaporare – una delle storie più autentiche del Sud. L’occasione è stata “A volte ritornano…”, il primo appuntamento del ciclo “I Giovedì del Gusto”, iniziativa che riunisce alcune delle eccellenze italiane premiate negli anni dai corrispondenti internazionali.

Protagonisti della serata lo chef Pietro Parisi — vincitore nel 2017 del Premio della Stampa Estera come Divulgatore — e il Consorzio del Limone Costa d’Amalfi IGP. Accanto a lui, a rappresentare la Calabria, anche Angelo Sorbo, voce e volto di Tenuta Contessa, la realtà agricola e di ospitalità sulle colline cosentine dove lo chef porta avanti la sua filosofia dal 2021.

Chef Pietro Parisi, il “cuoco contadino”: una storia che attraversa il mondo per poi tornare alle radici

Quella di Pietro Parisi è una storia che attraversa il mondo per poi tornare alle radici. Nato a Palma Campania, cresce tra i profumi della cucina di casa e i ritmi della campagna. Poi arrivano gli anni della formazione. Ha studiato con i maestri dell’alta cucina, tra cui Gualtiero Marchesi, e ha affinato la propria tecnica accanto al grande Alain Ducasse. Le sue esperienze lo hanno portato nelle cucine più prestigiose del mondo, fino al leggendario Burj Al Arab.

Eppure Parisi ha scelto una strada diversa da quella delle stelle e dei riflettori. Ha scelto la terra. È da lì che nasce la sua idea di cucina: una cucina etica, agricola, radicata nei cicli naturali, costruita sul rispetto dei produttori e sull’uso consapevole delle risorse per una cucina senza sprechi. Un approccio che lo ha reso celebre come il “cuoco contadino”, capace di trasformare ingredienti semplici in racconti gastronomici profondi.

Nel corso della sua carriera ha cucinato anche per capi di Stato e figure istituzionali, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Ma il suo vero orizzonte resta quello dei campi, degli orti e dei piccoli produttori.

Pietro Parisi e Tenuta Contessa: l’alchimia tra terra, etica e cucina

Quando Parisi arriva a Tenuta Contessa, tra le colline della provincia di Cosenza, trova un luogo che sembra fatto apposta per la sua filosofia. Durante l’incontro con i giornalisti della Stampa Estera, Angelo Sorbo ha raccontato il senso profondo di questo incontro: «Ciò che ci lega allo chef Parisi sono prima di tutto i principi etici di rispetto umano e verso il nostro territorio. L’amore che ogni giorno proviamo a trasmettere per il Sud Italia, per la nostra regione e per l’Italia intera».

Tenuta Contessa: il luogo dove la cucina incontra la natura

Tra le colline che circondano Cosenza, Tenuta Contessa è diventata il laboratorio naturale di questa visione. Un antico casolare rurale dell’Ottocento trasformato in resort immerso nella natura con 22 suite, spa e percorsi di vinoterapia, oggi parte del circuito UNAHOTELS con il nome di UNAHOTELS Tenuta Contessa Farm & Spa Cosenza. È la prima struttura calabrese ad entrare nel marchio nazionale di ospitalità di lusso del gruppo. Ma ciò che rende unico questo luogo non è solo l’ospitalità. È la terra che lo circonda. Ottanta ettari di vigneti, uliveti e pascoli che raccontano una Calabria agricola autentica. L’azienda è certificata biologica da quasi vent’anni e segue una filosofia che la proprietà definisce “passo zero”: la materia prima nasce, cresce e viene trasformata nello stesso luogo.

Le vigne producono circa 30 mila bottiglie l’anno da vitigni autoctoni come Magliocco, Greco Nero, Mantonico e Pecorello. Gli uliveti — oltre 4.500 piante, molte secolari della cultivar Carolea — sono diventati recentemente Presidio Slow Food. E poi ci sono gli allevamenti: podolica calabrese e maialino nero di Calabria, da cui nascono anche i formaggi della Tenuta, come il primosale. È una filiera completa, un microcosmo agricolo che diventa cucina.

Quando il cibo diventa racconto: i piatti dello chef Pietro Parisi

Il momento più atteso della serata è arrivato quando lo chef Parisi ha iniziato a raccontare la Calabria attraverso i piatti. Non era soltanto una degustazione. Era un viaggio. Il primosale con mostarda di limone sotto cenere apre il percorso con una delicatezza quasi primordiale: un equilibrio tra dolcezza e freschezza. Poi arriva la ’nduja di Calabria, intensa e viva, servita con grissini e crostini croccanti. Un’esplosione di carattere che porta in tavola tutta l’anima del Sud.

Il piatto simbolo che racconta l’incontro tra tradizione contadina e sensibilità contemporanea: riso di Sibari con crema di melanzana bruciata e caciocavallo podolico, dove terra e fuoco dialogano in perfetta armonia. Infine il dessert: babà con crema al limone e oli essenziali, un finale luminoso, mediterraneo. Ogni boccone parla di stagioni, paesaggi, persone. Tra un calice e l’altro dei vini della tenuta, i giornalisti della Stampa Estera hanno ascoltato una storia che andava oltre la cucina.

Il Sud che guarda avanti

Quella presentata alla Stampa Estera non è stata soltanto una degustazione. È stata una dichiarazione d’identità. Una nuova narrazione del Sud. Una Calabria che rifiuta gli stereotipi del folklore e non si limita a custodire la tradizione, ma la trasforma in progetto culturale, agricolo e imprenditoriale. Un territorio in cui terra, innovazione, sostenibilità, ospitalità e cultura gastronomica si intrecciano fino a diventare espressione di un’unica visione. È questo il racconto che condividono Tenuta Contessa e lo chef Pietro Parisi: un Sud che affonda le sue radici nella terra ma guarda con decisione al futuro.

Nel silenzio attento dei giornalisti internazionali, tra profumi di limone e calici di vino autoctono, il messaggio è arrivato con chiarezza. La cucina mediterranea non è soltanto una tradizione da preservare. È una visione da raccontare al mondo.

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