Kimi Antonelli e il 12: dietro al numero, la più pesante delle profezie
- Postato il 15 marzo 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Kimi Antonelli e il 12: dietro al numero, la più pesante delle profezie
Un’impresa enorme, di quelle che fanno la storia: Andrea Kimi Antonelli ha conquistato oggi, domenica 15 marzo, al Gran Premio di Cina, la sua prima vittoria in Formula 1, diventando uno dei più giovani vincitori di sempre e riportando l’Italia sul gradino più alto del podio a vent’anni dall’ultimo successo tricolore, quello firmato da Giancarlo Fisichella in Malesia nel lontanissimo 2006. Il talento bolognese della Mercedes ha così scritto una pagina storica del motorsport italiano, completando un weekend già straordinario dopo la pole position ottenuta a Shanghai.
In Formula 1 nulla è casuale, nemmeno il numero scelto per correre. Antonelli gareggia con il 12, una cifra che per lui ha un valore profondo e identitario. È innanzitutto un omaggio ad Ayrton Senna, il suo idolo di sempre, che portò quel numero durante l’ascesa con la Lotus e nella stagione del titolo mondiale 1988 con la McLaren. Il 12, però, accompagna anche la carriera del giovane emiliano da anni: con quel numero ha già vinto in Formula 4 e in Formula Regional, fino a considerarlo parte integrante del proprio percorso sportivo.
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Non solo. Lo stesso Antonelli ha ricordato che il 12 ha anche un significato personale, perché aveva proprio 12 anni quando entrò nel programma junior Mercedes. Portarlo oggi sulla sua monoposto di Formula 1 significa quindi unire memoria, ambizione e ispirazione: rendere omaggio alla storia, a Senna e al proprio cammino, cercando di incarnare in pista quello spirito combattivo e quella precisione tecnica che hanno reso immortale il campione brasiliano.
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