KIERKEGAARD ed io DIMENTICANDO HEGEL. Racconto per non descrivere…
- Postato il 24 marzo 2026
- Antropologia Filosofica
- Di Paese Italia Press
- 3 Visualizzazioni
Pierfranco Bruni
Cosa mi ha lasciato la cena con Hegel?
Non credo più che il tedesco possa segnare la mia strada. Ho rimescolato tutte le carte. Ho sentito la necessità di cercare kierkegaard. È il mio filosofo degli anni giovanili.
Dovrò incontrarlo.
Lo incontro.
Eccoci.
Cammino ora accanto a Sören Kierkegaard. Le strade sono strette e grigie come il pensiero. Lui porta un cappello scuro. Io non porto nulla. Lui mi dice: “La fede è un salto” (“Frygt og Bæven”). Risponde: “Un salto nel vuoto”.
Lui sorride: “Nel pieno della contraddizione” (“Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift”). Passiamo davanti alla Cattedrale.
Lui si ferma. “Qui, dice, ho sentito la voce che mi diceva: ‘O la verità cristiana o la disperazione’” (“Papirer” X1 A 299).

Ho bisogno di dimenticare Hegel e il discorso sulla fenomenologia.
Ci sono verità nascoste e tremori che ho attraversato. Hegel misura ormai distanze.
La verità?
Gli chiedo: “Quale verità”.
Risponde: “La verità che si dà solo nella passione dell’infinito” (“Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift:).
Attraversiamo il mercato.
C’è odore di pane fresco e di morte.
Mi dice: “Il cristianesimo non è una dottrina ma un’esistenza” (“Papirer” X2 A 439).
Domando: “Un’esistenza che si consuma”.
Risponde: “Un’esistenza che si rinnova nella ripetizione” (“Gjentagelsen”).
A questo punto: “La ripetizione è il ricordo in avanti”.
Lui annuisce: “Sì, il ricordo di ciò che non è ancora stato”.
Qualche giorno fa la pioggia giocava con il vento. Vento freddo.
Passiamo davanti al Teatro Reale.
“L’angoscia è la vertigine della libertà” (“Begrebet Angest”).
Chiedo: “La libertà di cosa”.
Lui dice: “La libertà di scegliere se stessi nell’angoscia” (“Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift”).
“E il peccato”.
“Il peccato è il salto nell’errato” (“Begrebet Angest).
“Il salto verso dove”.
“Verso la possibilità di essere se stessi”.
Arriviamo al lago.
C’è nebbia sull’acqua.
Lui: “Dio non è un oggetto di conoscenza ma un soggetto di relazione” (“Opbyggelige Taler”).
“Un rapporto con chi”.
“Con chi ti toglie tutto per darti tutto” (“Frygt og Bæven”).
“E la preghiera”.
“La preghiera è il grido di chi resta, il grido di chi non ha risposta” (“Opbyggelige Taler”).
Sediamo su una panchina.
Lui toglie il cappello e dice: “La verità è soggettività” (“Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift”).
“E l’oggettività”.
“L’oggettività è l’approssimazione infinita, la menzogna del possibile” (“Afsluttende uvidenskabelig Efterskrift”).
“E la fede”.
“La fede è la passione che si getta nel paradosso” (“Frygt og Bæven”).
La sera scende su Copenaghen.
Io e Søren non ci alziamo.
“Scrivi questo: ‘La religione è il luogo dove il dubbio diventa domanda’” (“Papirer” X1 A 299).
Intanto annoto tutto
“E la domanda è il luogo dove Dio diventa silenzio” (“Opbyggelige Taler”).
Alzo gli occhi.
Søren è serio.
Mi dice: “Il silenzio è il vero nome di Dio”.
Ci apprestjamo a consumare la passeggiata con armonia. Ormai Hegel é distante.
Ci fermiamo per un istante.
Osserviamo. Ma le parole hanno un senso?
La notte è lunga. Il silenzio è corto. Il tempo corre oltre ogni nostra pazienza.
Osserviamo il paesaggio.
Il vento scrolla le foglie. Nell’alba prossima rivedrò tutti gli appunti.
….

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.
Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.
Incarichi in capo al Ministero della Cultura:
Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;
Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;
Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.
Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.
Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
@Riproduzione riservata
L'articolo KIERKEGAARD ed io DIMENTICANDO HEGEL. Racconto per non descrivere… proviene da Paese Italia Press.