Juventus, show di Spalletti in diretta tv, poi l’attacco: gli arbitri non sono professionisti. E' tornato il vero Luciano
- Postato il 9 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Ricordate la Spalletti-cam durante Euro2024 che rincorreva l’allora ct mentre urlava, suggeriva, pregava, s’arrabbiava, dava indicazioni? Oggi non c’è ovviamente ma il tecnico di Certaldo sta regalando sempre più show nelle interviste televisive, è successo anche ieri dopo il pari rocambolesco della Juve con la Lazio.
La metamorfosi di Spalletti
E’ cambiato, don Luciano. E’ tornato se stesso. La Juve gli ha ridato verve, entusiasmo, adrenalina. Dal pomeriggio dopo il ko con la Svizzera agli Europei fino al sì a Madama abbiamo visto un’altra versione di Spalletti. Un uomo tormentato, triste, perennemente col senso di colpa per il fallimento in Germania e per una Nazionale che non riusciva a risollevare.
L’esonero, per lui che ci credeva ancora alla qualificazione ai Mondiali, fu l’ultima mazzata. Sempre più depresso e imbronciato l’allenatore che solo poco prima festeggiava il terzo scudetto del Napoli. Quando è arrivata la chiamata di Madama pian pianino Spalletti è rifiorito. E’ tornato quello vero. Quello fluviale nelle conferenze stampa, quello che non si accontenta di niente, capace di rimproverare singolarmente e pubblicamente i giornalisti (“tu hai scritto questo, è falso”), di mandare ai cronisti vocali furiosi sul telefonino nottetempo per poi dimenticare tutto la mattina dopo e far pace con un caffè insieme.
Lo show a Dazn
Lo Spalletti versione empatica ed adrenalinica ha dato il meglio di sè ieri sera, dopo Juve-Lazio, davanti alle telecamere di Dazn, per spiegare la sua rabbia per il rigore negato alla sua Juve. Di fronte ad un’attonita Federica Zille, le ha baciato la spalla, dopo averle chiesto il permesso, e ha iniziato lo “spettacolo”: “Ti tocco un braccio? È contatto. Ti posso dare un bacio? Anche questo è contatto. Gli fo una carezza? È un contatto. Ma contatto è diverso da impatto. Non basta definire generalmente cosa è un contatto così come che se si tocca con la mano è fallo”. Risate in studio con Ambrosini, Hernanes, Douglas Costa mentre Diletta Leotta, in conduzione ha chiuso il collegamento scherzandoci su: “C’è Fede ancora un po’ rossa, come il maglione”.
La richiesta di Spalletti
Fattosi serio l’allenatore bianconero è tornato sul rigore non dato a Cabal: “Il fallo su Cabal è interpretabile come vuole l’arbitro. Il difensore commette un’imprudenza, ma non sono qui a dare se è rigore o non è rigore. Sono episodi che capitano. Cabal viene colpito, McKennie non avrebbe potuto chiudere l’uno-due. Tutti protestano sulle regole che ci sono. Le situazioni vanno sempre valutate, vanno giudicate, anche stasera in campo eravamo in 23 e quello non professionista è l’arbitro. Sono gli unici precari, davvero. Io non voglio parlare di arbitri, non lo voglio fare, però ogni domenica esce qualcosa di nuovo. Se si valuta che ogni step on foot è rigore, quello di stasera è rigore tutta la vita”.
Spalletti ha concluso con un appello: “Va fatta una riforma che mette a posto la classe degli arbitri, gli unici precari di tutto lo stadio. Dobbiamo essere professionisti, tutti! Perché è troppo importante. Questa è una cosa che crea uno squilibrio. La difficoltà ci sarà sempre se si vuole generalizzare una regola”.