Juventus, Pinsoglio a vita: da portiere a custode della memoria bianconera

  • Postato il 26 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Non è una bandiera nel senso tradizionale del termine, non ha collezionato centinaia di presenze e non è stato protagonista delle copertine. Eppure Carlo Pinsoglio è diventato qualcosa di raro nel calcio moderno: una figura identitaria, un uomo spogliatoio, un custode silenzioso della memoria bianconera.

La sua storia con la Juventus è fatta di ritorni, di ruoli diversi, di una presenza che va ben oltre i minuti giocati e il quarto rinnovo a “vita” fino al 2027 va tutto in questa direzione. Il giorno dopo la cocente eliminazione dalla Champions League contro il Galatasaray, la notizia del legame rinnovato con il portiere è un barlume di gioia che il tifo ha accolto con favore.

Cresciuto in casa, tornato per restare

La traiettoria di Pinsoglio è quella di chi ha respirato “juventinità” fin da ragazzo. Carlo è cresciuto nel vivaio bianconero, ha vissuto la classica trafila tra prestiti e nuove esperienze, inseguendo spazio e maturità, ma quando è tornato a Torino, lo ha fatto con una consapevolezza diversa: non solo portiere, ma uomo di fiducia. Negli anni il suo ruolo si è trasformato in terzo portiere ufficiale, sì, ma soprattutto presenza costante nello spogliatoio, ovvero una figura che conosce l’ambiente, le dinamiche interne, i rituali non scritti che tengono insieme un gruppo vincente.

Pinsoglio e la Juventus, tre momenti indimenticabili

Tra i ricordi più iconici della sua lunga avventura bianconera ce ne sono almeno tre che raccontano perfettamente il suo ruolo.

Il primo è l’esordio stagionale in Serie A avvenuto il 19 maggio del 2018 nella partita casalinga contro l’Hellas Verona, quando lo stadio lo acclama come uno dei “senatori silenziosi” dello spogliatoio: pochi minuti, ma un’ondata di affetto autentico.

Il secondo è la prima festa scudetto nel 2017-2018 vissuta da protagonista emotivo, sempre in prima linea nei cori con i tifosi.

Il terzo è l’abbraccio simbolico con Gianluigi Buffon, passaggio ideale tra generazioni di portieri e uomini spogliatoio.

I rinnovi di contratto di Pinsoglio alla Juventus

La storia contrattuale del portiere è la fotografia di una fiducia costruita nel tempo. Il primo rinnovo significativo arriva nel 2017, dopo il ritorno definitivo a Torino e la consacrazione come terzo portiere affidabile. Nel 2019 prolunga ancora, confermando il suo peso umano nello spogliatoio guidato da Massimiliano Allegri.

Nel 2021 arriva un nuovo accordo, segnale di continuità nel progetto tecnico. Poi il rinnovo più recente, nel 2023, che certifica il suo ruolo ormai strutturale: presenza fissa, leader emotivo, punto di equilibrio tra campo e gruppo. E adesso il prolungamento fino al 2027 dove Pinsoglio prenderà circa trecento mila euro.

Il rapporto speciale con Cristiano Ronaldo

Tra Pinsoglio e Cristiano Ronaldo si è creato un rapporto particolare durante gli anni condivisi alla Juventus, fatto più di complicità quotidiana che di riflettori. Il terzo portiere bianconero, pur non essendo quasi mai titolare, era una presenza costante nello spogliatoio: energia, battute, entusiasmo contagioso. I

l portoghese, invece, noto per la sua disciplina quasi maniacale, trovava in lui uno dei pochi capaci di strappargli sorrisi anche nei momenti di maggiore tensione. Dopo gli allenamenti spesso restavano in campo più degli altri: CR7 a perfezionare conclusioni e movimenti, Pinsoglio a sfidarlo tra i pali con spirito leggero ma competitivo.

Un episodio raccontato dallo stesso Pinsoglio parla di una serie infinita di tiri da fermo: Ronaldo voleva segnare dieci volte di fila, il portiere originario di Moncalieri faceva di tutto per impedirglielo, e quando riusciva a parare, esultava come dopo una finale vinta. Ronaldo rideva, ma poi riprendeva subito a calciare, ancora più concentrato. Era una sfida continua, ma sempre con grande rispetto reciproco.

I legami con i senatori

Il valore di Pinsoglio si misura anche nei rapporti costruiti nel tempo. Con Gianluigi Buffon ha condiviso allenamenti, racconti e una visione del mestiere che va oltre la tecnica e dal portiere più rappresentativo della storia bianconera e della Nazionale italiana, Pinsoglio ha assorbito sia mentalità che senso di appartenenza, legami spesso messi in secondo piano in un calcio sempre più modernizzato.

Con Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci ha vissuto gli anni della difesa simbolo di un ciclo vincente (la famosa BBC), diventando parte del nucleo emotivo del gruppo. E poi il rapporto con chi arrivava da fuori: da Paulo Dybala ai compagni più giovani come ad esempio il nuovo numero dieci Kenan Yildiz, Pinsoglio è spesso stato il primo riferimento per capire cosa significhi davvero vestire quella maglia.

Il ruolo nello spogliatoio e il rinnovo fino al 2027

Ogni squadra ha i suoi equilibri invisibili. C’è chi trascina con i gol, chi con le parate, e chi con la presenza quotidiana: Pinsoglio appartiene a quest’ultima categoria. Alla luce di questa motivazione la società ha deciso di proteggerlo e prolungare il suo contratto fino al 2027. Un segnale che nel calcio, prima dell’aspetto tecnico conta tantissimo quello emotivo.

Custode della memoria bianconera

Nel calcio delle carriere veloci e dei trasferimenti continui, figure come Pinsoglio sono sempre più rare e il terzo portiere bianconero è una presenza essenziale per spogliatoio e Luciano Spalletti. Proprio come la memoria di un club che non smette mai di riconoscersi in chi lo vive ogni giorno.

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