Juventus, missione bomber: tra Dovbyk e Sorloth spunta un nome a sorpresa

  • Postato il 5 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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In casa Juve, il rigore fallito da Jonathan David ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, riaprendo discorsi legati a possibili rinforzi in attacco, nonostante gli investimenti fatti la scorsa estate dall’area tecnica guidata da Damien Comolli. Tanti i nomi sul taccuino del neo ds Marco Ottolini: da Dovbyk a Sorloth, fino alla suggestione Chiesa e a profili meno altisonanti come Pellegrino del Parma. Molte di queste, però, sono piste difficilmente percorribili a gennaio.

Juve, rebus attacco: da Dovbyk a Sorloth, piace anche Pellegrino

Il deludente pari con il Lecce, nonostante l’ottima prestazione dei bianconeri, non ha interrotto soltanto la lunga serie di vittorie della Juve di Luciano Spalletti. L’1-1 dello Stadium ha aperto una nuova voragine al centro dell’attacco della Vecchia Signora, già orfano fino al mese di marzo dell’infortunato Dusan Vlahovic, peraltro in scadenza di contratto. David e Openda, al momento, non si sono dimostrati all’altezza della situazione, al di là dei pesanti errori commessi contro i salentini dal dischetto e a pochi passi dalla porta di Falcone. Ed allora è inevitabile che inizi una sorta di casting in avanti, per gennaio e in vista della prossima sessione estiva di mercato. Spalletti ha bisogno di un punto di riferimento avanzato con caratteristiche ben precise.

Si cerca una punta strutturata fisicamente, ma che sappia legare il gioco e consentire i liberi inserimenti dei vari Yildiz, Conceiçao e McKennie. Le idee non mancano: Artem Dovbyk è un’opzione, ma la Roma spinge per una cessione a titolo definitivo o almeno per un prestito con obbligo di riscatto. La Juve, invece, vorrebbe un prestito di 6 mesi, inserendo al massimo un’opzione di riscatto, senza alcun obbligo. Piace molto anche Lorenzo Lucca, ai margini della rosa del Napoli di Antonio Conte. In questo caso, però, c’è il nodo formula, perché il classe 2000 è attualmente in prestito dall’Udinese, con un riscatto che gli azzurri possono esercitare soltanto in estate a causa del “blocco soft” sul mercato. Le piste difficili e la soluzione “estrema” Ci sono poi nomi più allettanti, ma anche più difficili da raggiungere a metà stagione.

Da Sorloth dell’Atletico Madrid a Mateo Pellegrino del Parma, match winner proprio contro la Juve lo scorso campionato. Per il norvegese dei Colchoneros, che attendono di capire anche gli sviluppi sul fronte Raspadori, non è una trattativa facile. Si tratta di un calciatore importante, con caratteristiche diverse rispetto ai giocatori sopracitati. Attaccante dinamico, che può fungere anche da seconda punta, ma capace di reggere il reparto offensivo sulle sue spalle, con l’ausilio di due fantasisti come Yildiz e Conceiçao. Difficile che gli spagnoli se ne privino per meno di 30 milioni, peraltro nell’anno che porta al Mondiale. L’unico modo per imbastire una trattativa è proporre uno scambio con il contestatissimo Jonathan David, che già piaceva in estate al Cholo Simeone. Un’idea per rivitalizzare entrambi i calciatori in due realtà differenti. Non facile.

Con le dovute proporzioni, appare ancor più difficile arrivare a Pellegrino del Parma, giocatore che si sta mettendo in mostra nella nostra Serie A, seppur tra fisiologici alti e bassi in una squadra che lotta per non retrocedere. La formazione di Cuesta ha bisogno dei suoi gol per centrare l’obiettivo salvezza e non se ne priverà nel mercato di gennaio, salvo offerte clamorose che la Juve attualmente non ha intenzione di presentare. La sensazione è che sia un discorso aperto per giugno, quando aumenterà anche la concorrenza per l’argentino.

La soluzione d’emergenza? Si chiama Edin Dzeko. Il centravanti bosniaco, dopo le tante problematiche vissute con la Fiorentina nella prima parte di stagione, valuterebbe anche la possibilità di cambiare aria, complice il rapporto con Luciano Spalletti. Parliamo, però, di un calciatore alla soglia dei 40 anni, che rappresenterebbe solo un’opzione “tampone” per i problemi offensivi della Vecchia Signora. È evidente che sia anche l’operazione meno onerosa e da prendere in considerazione, eventualmente, a fine mercato.

Federico Chiesa, possibile ritorno da jolly

E poi c’è lui, Federico Chiesa. L’ex attaccante di Fiorentina e Juve è di nuovo nel mirino dei bianconeri, che ci proveranno fino alla fine del mercato di gennaio per riportarlo in Italia a poche settimane dai playoff che valgono l’accesso ai Mondiali per gli Azzurri di Gattuso. Entrato anche ieri al minuto 85 di Fulham-Liverpool, con i Reds che non riescono a trovare continuità sotto la guida di Arne Slot, il “figlio d’arte” ha ormai compreso di essere chiuso dalla concorrenza all’ombra di Anfield Road. Del resto, c’è Momo Salah impegnato in Coppa D’Africa e il suo minutaggio non è cambiato. Segnale inequivocabile.

A posticipare un eventuale approdo in Serie A di Chiesa, però, è proprio il torneo continentale che si sta disputando in Marocco: il Liverpool, infatti, vuole prima avere la certezza di riaccogliere un Salah a pieno regime dopo il 18 gennaio, qualora l’Egitto dovesse arrivare fino all’ultimo atto della competizione. Una volta rientrata la stella dei Reds, “esplosa” in Italia con le maglie di Fiorentina e Roma, potranno intensificarsi i contatti con la dirigenza inglese, per mettere nero su bianco un’offerta ufficiale e trovare una soluzione che accontenti le parti in causa.

Sullo sfondo, intanto, restano nomi spendibili per il definitivo passaggio al 4-2-3-1: da Daniel Maldini dell’Atalanta a Gonzalo Garcia del Real Madrid, con scenari e pedigree diversi, che costringerebbero comunque Ottolini a trovare soluzioni alternative in tema di formule e modalità di trasferimento. Non sarà un mercato facile quello di gennaio, ecco perché Spalletti continua a lavorare per valorizzare il materiale che ha attualmente a disposizione. Il calendario non concede particolari riflessioni extra-campo.

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Virgilio.it

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