Juventus, Icardi ultima idea dopo il no per Kolo Muani: con Spalletti torna la pace?

  • Postato il 1 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Chi conosce il calciomercato sa che alla fine non ci sono preclusioni che tengano quando a dettare le condizioni è la necessità: in questo momento la Juventus ha bisogno di rinforzi in attacco, ed è una questione piuttosto dirimente giacché il reparto offensivo non è che può fare tutto questo affidamento sui discontinui David, Openda (forse uno dei flop più brucianti della gestione Comolli) e Vlahovic. Servono innesti, e non c’è da andare troppo per il sottile o essere idealisti. Motivo per cui il nome di Mauro Icardi in questo ore è accostato alla Juve: roba che sarebbe parsa fantascientifica un tempo. E che parrebbe tutt’ora considerato che in panchina siede una nemesi dell’argentino quale è stato Luciano Spalletti.

La Juve non riesce a concludere per Kolo Muani e valuta perciò Icardi

I fatti sono questi: il club bianconero sta facendo una fatica assurda nell’assicurarsi Randal Kolo Muani, attualmente in prestito al Tottenham ma il cui cartellino è proprietà del PSG. Il ritorno del francese a Torino resta in salita, salvo colpi di scena, con gli Spurs che non hanno intenzione di privarsene senza prima avere un degno sostituto (una situazione che sta vivendo suo malgrado anche il Milan con l’obiettivo Mateta).

Una prima alternativa è quindi quella di Joshua Zirkzee, che tuttavia per ora resta al Manchester United dopo l’esonero di Amorim. Gira che ti rigira, la Juve avrebbe adocchiato Icardi, in scadenza questo giugno con il Galatasaray. Questo è quanto sta circolando nelle ultime ore, da una indiscrezione fornita dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà: al momento si parla di un sondaggio conoscitivo e l’ipotesi di un contratto di un anno e mezzo da offrire all’ex Inter. Che attualmente prende 10 milioni a stagione, una cifra che inizia ad essere un po’ eccessiva per le casse del club turco. Il quale intende discutere una eventuale ridefinizione dell’ingaggio in vista della trattativa del rinnovo.

Va detto però che al Galatasaray Icardi sta soffrendo la concorrenza nel reparto di Osimhen, e potrebbe essere allettato da una proposta che gli dia invece peso specifico nella rosa di un club come la Juve. Da qui al 2 febbraio, data di chiusura del mercato invernale italiano (il 6 in Turchia), tutto può ancora succedere, anche che spuntino altre opzioni (difficile però che si possa concludere con altri ipotetici obiettivi come Marcos Leonardo o Beto).

I rapporti tesi tra Icardi e Spalletti ai tempi dell’Inter

Ma se davvero da Torino si riuscisse a intavolare una concreta trattativa per l’argentino e quindi affondare il colpo col Galatasaray, saremmo di fronte ad un colpo di mercato clamoroso: non tanto a livello tecnico, sebbene il numero 9 possa rappresentare il finalizzatore che serve in questo momento alla Juve, quanto per la ricostituzione del binomio con Spalletti. Con il quale i rapporti ai tempi dell’Inter furono non meno che complessi.

Nella stagione 2018/2019 le tensioni giunsero al loro acme con Wanda Nara, allora compagna di Icardi e soprattutto sua procuratrice, che infastidì l’ambiente nerazzurro parlando di un giocatore conteso sul mercato e che al tempo stesso aveva bisogno all’Inter di compagni in grado di metterlo in condizione di valorizzare il suo fiuto per i gol. In quel momento erano in corso le discussioni sul rinnovo dell’argentino, e l’ex ct dell’Italia nella sua biografia uscita nel 2025 aveva rivelato di aspettarsi delle scuse da parte del giocatore che mai arrivarono: il tutto con una situazione tesissima all’interno dello spogliatoio (che dalle ricostruzioni pareva essere diviso nelle fazioni italiane, slave e sudamericane) per via delle dichiarazioni di Nara. Fu in quel periodo che lo stesso Icardi perse la fascia di capitano, che andò ad Handanovic.

Ma Spalletti non ha nulla di personale contro Icardi

Dopo una sconfitta in campionato contro la Lazio, nel 2019, Spalletti dichiarò a proposito dell’argentino che “solo Messi e Ronaldo fanno la differenza”, e che “la disciplina è la vera forza di una squadra e di un professionista, quella che bisogna avere verso sé stessi e nei confronti del contesto in cui si lavora”. Il tecnico di Certaldo però, col senno di poi, aveva fatto capire di non avere nulla di personale contro Icardi. Sempre nella sua biografia aveva infatti tessuto le lodi del numero 9, parlando di un “calciatore fantastico, un rapace come pochi in area di rigore […]. Mauro fu un protagonista fondamentale di quella mia Inter”.

Ma aveva una debolezza, che “si chiamava Wanda” e che “rischiava di portare a fondo tutto il gruppo”. E ancora: “Lei disse che, se si voleva che Icardi facesse più gol, bisognava acquistare giocatori che lo aiutassero a farli. Avere giocatori migliori, insomma, il concetto era questo. Insopportabile. Una bomba. Era una di quelle dichiarazioni che non si potevano liquidare con un WhatsApp, una storia su Instagram o un like; per rimettere le cose a posto occorreva parlare guardandosi negli occhi, alla vecchia maniera”.

Ruggini del passato, giacché anche di recente Spalletti aveva rivolto delle parole al miele all’attaccante in occasione dei sorteggi per i play-off di Champions (dove la Juve affronterà proprio il Galatasaray): “Lui è stato uno dei più grandi finalizzato che abbia mai allenato. Con Osimhen ha il numero 9 come gruppo sanguigno. Con loro hai un piano A, B e anche C”.

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Virgilio.it

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