Juve, Mauro boccia il mercato di Comolli: "Sembra una barzelletta". Spalletti inascoltato, cosa rischia la Signora
- Postato il 9 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Il 3-0 rifilato al Napoli aveva galvanizzato tutto l’ambiente Juventus. Eppure, subito dopo la partita, Spalletti aveva lanciato un appello chiarissimo alla società: “Serve un attaccante con le qualità di Hojlund”. Il suo sos, però, è stato ignorato da Comolli: alla fine il mercato di riparazione ha portato in dote solamente Holm e Boga. E contro la Lazio sono emersi tutti i limiti di una squadra che fa una fatica tremenda a finalizzare. Dal grande ex Massimo Mauro arriva una bacchettata la società.
- Juventus, Mauro boccia il mercato
- Mancano i gol dei centravanti
- Comolli e l’appello ignorato di Spalletti
- Cosa rischiano i bianconeri
Juventus, Mauro boccia il mercato
L’ex centrocampista della Juventus, oggi opinionista di Mediaset, si è soffermato sui difetti dei bianconeri nel corso dell’ultima puntata di Pressing. Sul 2-2 in rimonta con la Lazio sono impresse le firme del solito McKennie, sempre più arma letale di Spalletti, e di Kalulu. Ma dei centravanti nessuno traccia.
David ha steccato, Openda – gettato nella mischia solo nel finale di partita – si è messo in luce per una conclusione sbilenca. E Vlahovic – l’ultima speranza di Lucio – non rientrerà prima di marzo, peraltro con le incognite di una condizione fisica tutta da valutare e un contratto prossimo alla scadenza. “La Juventus ha dimostrato che se Bremer non è in grande forma, non riesce a mettere una pezza agli errori dei compagni – ha detto Mauro -. Poi il centravanti, sembra una barzelletta: ‘Ci sono un italiano, un francese e un americano…’, Kalulu, McKennie e manca proprio l’italiano, l’attaccante”.
Mancano i gol dei centravanti
Sulla stessa lunghezza d’onda che Giampaolo Pazzini, che di gol ne sa qualcosa. “Non può essere che in una squadra come la Juventus anche contro la Lazio il più pericoloso sia stato McKennie e che ti risolva la partita Kalulu. Mancano personalità, qualità di scelte e anche di giocate”.
I numeri condannano senza mezzi termini le punte bianconere: per David 7 sigilli in 33 presenze tra tutte le competizioni mentre in Francia viaggiava a ritmi forsennati con il Lille; Openda ha timbrato il cartellino solamente in due circostanze.
Comolli e l’appello ignorato di Spalletti
Alla fine si andrà avanti come aveva immaginato Spalletti: con McKennie centravanti. Una provocazione? Forse, fatto sta che il centrocampista tuttofare americano sta dimostrando di essere l’ancora di salvezza di una Signora che ha bisogno di rimanere attaccata al treno Champions.
Nelle scorse settimane l’ex ct aveva chiesto una punta fisica in grado di fare a sportellate con i centrali avversari e dialogare con i compagni, ma gli obiettivi trattati sono sfumati uno dopo l’altro. Da Mateta a En-Nesyri fino alla pazza idea Icardi: l’appello inascoltato dell’allenatore di Certaldo può costare carissimo all’ad Comolli, già più volte bersaglio delle critiche dei tifosi.
Cosa rischiano i bianconeri
Inutile girarci intorno: la qualificazione alla prossima Champions è di vitale importanza, e non solo per la Juventus. L’accesso all’Europa che conta fa tutta la differenza del mondo, cambia le prospettive, può accelerare il percorso di crescita. In primis perché aumenta l’appeal del club agli occhi di calciatori altrimenti inaccostabili, ma specialmente perché garantisce ricavi per almeno 50-60 milioni.
Senza i quali si rischia di abbassare – e di tanto – l’asticella. Uno sforzo da parte della società avrebbe facilitato il lavoro a Spalletti. Che, incrociando le dita per Vlahovic, continuerà a puntare tutto sul bomber per caso McKennie.