Jesse Jackson è morto: leader per i diritti civili, era insieme a Martin Luther King nella marcia di Selma

  • Postato il 17 febbraio 2026
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“Nostro padre era un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”. È stata la famiglia a rivelare al mondo la morte del reverendo Jesse Jackson, attivista per i diritti civili, ministro battista e due volte candidato alla presidenza. Aveva 84 anni. Jackson nacque a Greenville, nella Carolina del Sud, e raggiunse la notorietà nell’era dei diritti civili, partecipando alle manifestazioni con Martin Luther King Jr.

Jackson, racconta la Cnn, era quello che gli esperti definiscono “un americano originale”: nato da una madre adolescente non sposata, durante l’era di Jim Crow (norme locali e statali, diffuse soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, che imponevano la segregazione razziale e limitavano i diritti civili degli afroamericani, ndr) divenne un politico innovativo, che negli anni ’80 si candidò due volte in modo elettrizzante alla presidenza. La duplice candidatura di Jackson alla nomination democratica per la presidenza ispirò l’America afroamericana. Era una figura di spicco per la comunità nera ben prima che Barack Obama raggiungesse la scena nazionale.

Jackson raggiunse la notorietà nazionale per la prima volta negli anni ’60 come stretto collaboratore del reverendo Martin Luther King Jr. Dopo l’assassinio di King nel 1968, Jackson divenne uno dei leader per i diritti civili più influenti d’America, con grande disappunto di alcuni collaboratori di King, che lo consideravano troppo sfacciato. Ma la sua Rainbow Coalition, un’audace alleanza di neri, bianchi, latini, asiatico-americani, nativi americani e persone Lgbtq, ha contribuito ad aprire la strada a un Partito Democratico più progressista. “La nostra bandiera è rossa, bianca e blu, ma la nostra nazione è un arcobaleno: rosso, giallo, marrone, nero e bianco, e siamo tutti preziosi agli occhi di Dio”, ha detto una volta Jackson. Una delle frasi più caratteristiche di Jackson era “Mantieni viva la speranza”. La ripeteva così spesso che alcuni iniziarono a farne una parodia, ma per lui non sembrava mai perdere significato.

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Il Fatto Quotidiano

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