Jerakarni, si costituiscono due presunti esponenti del clan Emanuele-Idà
- Postato il 11 aprile 2026
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Il Quotidiano del Sud
Jerakarni, si costituiscono due presunti esponenti del clan Emanuele-Idà
Nell’ambito dell’operazione Jerakarni, si costituiscono dopo giorni di irreperibilità e finiscono in carcere due presunti esponenti del clan Emanuele-Idà
VIBO VALENTIA – Si sono costituiti nelle scorse ore nel carcere di Catanzaro Catanzaro, Domenico Zannino, 37 anni, di Sorianello, e Michele Idà, 29 anni, di Ariola di Gerocarne, entrambi destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Jerakarni”. I due, assistiti dall’avvocato Giuseppe Orecchio, erano irreperibili da martedì scorso, quando erano riusciti a sfuggire alla cattura nel corso del blitz della polizia coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia.
Il provvedimento restrittivo, firmato dal gip distrettuale, li indica come elementi di primo piano del clan Emanuele-Idà, attivo nell’area delle Preserre vibonesi. Le accuse nei loro confronti sono particolarmente gravi e riguardano, a vario titolo, reati associativi e attività criminali riconducibili alla ‘ndrangheta.
OPERAZIONE JERAKARNI, CHI SONO I DUE PRESUNTI ESPONENTI DEL CLAN EMANUELE
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Domenico Zannino, detto “Testazza”, avrebbe ricoperto il ruolo di reggente del gruppo Emanuele di Gerocarne, in posizione subordinata ai fratelli Bruno Emanuele e Gaetano Emanuele, assumendo la guida operativa in assenza di Franco Idà, cognato degli Emanuele. Zannino sarebbe stato coinvolto in attività estorsive, nella pianificazione di azioni omicidiarie e nella gestione dei rapporti con ambienti professionali e politici del territorio. Il suo nome, in passato, era emerso anche in controlli effettuati insieme all’ex sindaco di Soriano Calabro, Vincenzo Bartone, in un contesto poi sfociato nello scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose.
Michele Idà, figlio del boss Franco Idà – già condannato nell’ambito del processo “Luce nei boschi” – avrebbe invece avuto un ruolo strategico nella gestione delle attività del clan. Per gli investigatori, il giovane si sarebbe occupato della cassa comune, del narcotraffico, delle estorsioni e della preparazione di agguati contro gruppi rivali. La loro costituzione segna un ulteriore sviluppo nell’operazione “Jerakarni”, che nei giorni scorsi ha colpito duramente gli equilibri criminali della zona, delineando una struttura organizzata e radicata, con compiti ben definiti tra i vari affiliati. Entrambi si trovano ora detenuti a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini per chiarire ulteriormente ruoli, responsabilità e dinamiche interne alla cosca.
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Jerakarni, si costituiscono due presunti esponenti del clan Emanuele-Idà