Jannik Sinner spiazza tutti: "Non ho una routine della skincare"
- Postato il 23 gennaio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner spiazza tutti: "Non ho una routine della skincare"
Tra campo e microfoni, Jannik Sinner continua a prendersi la scena a Melbourne. Dopo l’esordio vincente contro Hugo Gaston, concluso con il ritiro del francese al termine di due set, il numero uno azzurro si prepara ad affrontare giovedì mattina il beniamino di casa James Duckworth nel secondo turno dell’Australian Open. Nel frattempo, però, il 24enne altoatesino ha mostrato un lato decisamente più leggero e ironico, partecipando come ospite al popolarissimo podcast australiano Pod Laver Arena.
Lì Sinner si è prestato a un siparietto divertente, inscenando un finto primo appuntamento con Lizzy Hoo, comica e conduttrice molto conosciuta in Australia. Un gioco costruito sul contrasto tra la verve della padrona di casa e la proverbiale timidezza del campione italiano, messo alla prova da domande personali e situazioni volutamente imbarazzanti.
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“Ti piace il mio outfit?”, chiede Lizzy rompendo il ghiaccio. “È adorabile, per un primo appuntamento è adorabile”, risponde Jannik. Si passa poi al tema dell’abbigliamento informale: “Se una ragazza si presentasse così in tuta, ti importerebbe? Cioè, anche tu sei in tuta”, incalza lei. “Anch’io sono qui con la stessa cosa addosso, ma dipende dall’orario, no? Se vai nel pomeriggio a fare qualcosa, la tuta va bene. Ma anche a cena?”, replica lui. Il clima resta leggero anche quando compare una bottiglia: “È troppo presto per lo champagne?”. “Non è mai troppo presto per lo champagne”.
Le risate aumentano con le domande più intime: “Ora ho domande serie – attacca la Hoo – Dormi con l’aria condizionata accesa? Perché se sì, non funzionerà mai…”. “Non dormo con l’aria condizionata accesa”. E lei: “Questo è buono. Sento una connessione”. Si resta sul tema camera da letto: “Che tipo di lenzuola hai? Cotone, lino?”. “Cotone”. “Cotone?”. “È il migliore, almeno così credo, tutti dicono cotone. Ogni volta che entro da qualche parte, il cotone è il più tessuto costoso”.
Neppure il galateo passa inosservato: “Beh, di solito è il gentiluomo che versa lo champagne, ma…”. E la risposta: “Oh, vuoi farlo tu?”. “No, va bene, ora è già fatto”. E sul conto: “Come ti sentiresti se pagassi io la cena?”. “Non è una mossa buona da parte mia, credo… dipende quante volte usciamo ancora per un appuntamento”. “Sì, puoi pagare tu il prossimo”. “Esatto, 50 e 50”. “Oh no, 50 e 50 non possiamo farlo”. “No, no, all’inizio, poi dopo so come funziona”. Il colpo di scena arriva con la skincare. “Qual è la tua routine per la skincare?”. “Non ne ho una”. “Questo è un ostacolo insormontabile per me”. “Ok, mi dispiace”. La chiusura è amichevole: “Non sento davvero vibrazioni qui… Beviamo e poi restiamo amici. Ti va bene essere amici?”. “Saremo amici e pago anche il conto io, va bene?”. “Ok. Suona bene. In bocca al lupo per il tour. Cin cin!”.
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