Jannik Sinner, Paolo Bertolucci perde le staffe: "Sempre una tragedia!"

  • Postato il 18 marzo 2026
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  • Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner, Paolo Bertolucci perde le staffe: "Sempre una tragedia!"

Per Paolo Bertolucci il punto è semplice: ogni volta che Jannik Sinner perde una partita, il dibattito si trasforma subito in allarme generale. Dopo il successo dell’azzurro a Indian Wells Masters, l’ex tennista ha scelto ancora una volta un tono diretto per leggere il momento del numero uno italiano: "Qui, come al solito, è così, appena si perde una partita diventa una tragedia — premette in una intervista a Fanpage —. Non impareremo mai che l’imbattibilità non esiste”.

Secondo Bertolucci, il torneo californiano ha semplicemente confermato ciò che era già evidente: "Non è che uno dice ‘Ah, è tornato Sinner'. Ma perché, l’avevamo perso? Non ho capito. Era il numero due del mondo". Per lui il rendimento dell’altoatesino è cresciuto giorno dopo giorno, con una gestione mentale che resta il vero marchio di fabbrica: "L'abbiamo visto giorno dopo giorno salire di qualità, di intensità. Non ha mai tremato, anzi nei momenti importanti, come al solito, è venuto fuori. Perché poi quando il match diventa cerebrale, lì non è secondo a nessuno”.

 

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L’aspetto tecnico che più colpisce Bertolucci riguarda il servizio, fondamentale su cui Sinner ha fatto un ulteriore salto: "Beh, ma è il servizio. Quello su cui tutti ci hanno rotto le palle per almeno due anni". E aggiunge: "Adesso ha un signor servizio. Ci vuole calma, pazienza. Bisogna lavorare e basta. E ringraziare tutti i giorni di avere la fortuna di vivere in questo periodo con un fenomeno del genere in Italia”.

Anche la preparazione anticipata negli Stati Uniti, secondo Bertolucci, ha avuto un peso importante: "Non era al 100% dal punto di vista fisico. A questi livelli, se non sei a posto, paghi. Invece poi ha risolto il problema, è andato giù prima, si è allenato bene e si vedeva che stava bene fisicamente”. L’ex tennista allarga poi il discorso al rendimento degli altri big, prendendo come esempio il ko di Carlos Alcaraz contro Daniil Medvedev: "Non c’è niente di scontato. Entrano in campo da favoriti perché sono l’uno e il due del mondo, ma poi può succedere che trovi un avversario in giornata e vai a casa".

 

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Un passaggio lo dedica proprio a Medvedev, tornato competitivo dopo mesi più complicati: "Ma non è che potesse essersi dimenticato come si gioca a tennis", osserva Bertolucci, spiegando come il cambio nello staff tecnico possa aver inciso nel ritrovare stimoli e continuità. Infine uno sguardo a Lorenzo Musetti, reduce da un periodo delicato dopo l’infortunio: "Fa parte del percorso. Non puoi pensare di rientrare e partire subito a mille". Per Bertolucci il margine resta importante, ma serve tempo: "Sono convinto che a Miami vedremo un Musetti di ben altro spessore”, conclude la sua disamina.

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Libero Quotidiano

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