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Jannik Sinner, il segreto per vincere: si arriva, si cena e niente passeggiata

  • Postato il 14 aprile 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner, il segreto per vincere: si arriva, si cena e niente passeggiata
Jannik Sinner, il segreto per vincere: si arriva, si cena e niente passeggiata

Sunshine Double e Monte Carlo, Jannik Sinner si gode i tre 1000 portati a casa da numero uno e ora è lì a godersela nel Principato. Da casa sua, a La Condamine, al ristorante Cipriani sono meno di due chilometri, ma il punto non è la distanza: è lo stile. E quello non si discute. Niente passeggiate: si sale sulla Porsche, si arriva, si cena. Con lui Flavio Briatore e il suo entourage. Il team al completo, più la fidanzata Laila Hasanovic, presenza discreta ma ormai familiare.

È la celebrazione di un piano riuscito. Sinner aveva in testa da mesi l’obiettivo: arrivare al Roland Garros con un Masters 1000 sulla terra già conquistato. Missione compiuta sui “campetti” di casa, impresa riuscita nell’era Open prima di lui solo a Novak Djokovic nel 2015. Il successo su Carlos Alcaraz certifica il salto: il gap sulla terra, almeno nei match brevi, è chiuso. Diciassette partite in poco più di un mese tra Stati Uniti ed Europa non si vincono per caso. Serve equilibrio. Sinner lo ha trovato nella sua bolla monegasca, costruita con Simone Vagnozzi e Darren Cahill, figure che vanno oltre il campo. Quando serve, entra la famiglia. Quando non serve, tutto resta fuori. Anche Laila lo ha capito: presenza costante ma mai invadente, lontana dai riflettori social. Significativa la scelta di partecipare alla cena di gala allo Sporting, ospite del principe Alberto II di Monaco, alla vigilia della finale. Un gesto misurato, senza eccessi. Poi il campo, e la vittoria. Dopo il trionfo, spazio anche alla leggerezza: il tuffo in piscina dal trampolino, su invito di Vagnozzi.

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“Prima di fare bisogna essere capaci di immaginare”, diceva papà Hanspeter. Una filosofia rimasta intatta. Oggi tutto è controllato, dall’alimentazione agli allenamenti. Sinner ha seguito anche esperimenti nutrizionali sul modello Djokovic, affidandosi al dottor Joseph Cannillo. Gli sgarri? Pochi e mirati. Ora la scelta: Madrid o riposo. “È difficile chiedere di star fermo a un giocatore così in fiducia”, ammette Vagnozzi. Ma è proprio qui che Sinner fa la differenza: anche nella programmazione, oggi, è un passo avanti agli altri. E grazie al successo su Alcaraz ieri è iniziata la sua 67ª settimana al vertice del tennis mondiale.

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Autore
Libero Quotidiano

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