Jannik Sinner, il mito Thoeni lo gela: "Nessun rapporto"
- Postato il 3 febbraio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner, il mito Thoeni lo gela: "Nessun rapporto"
“Vive su un altro pianeta, con lui non ho rapporti”. Gustav Thöni non gira intorno alle parole quando parla di Jannik Sinner in una intervista al Corriere della Sera. Lo dice con rispetto, ma anche con la distanza di chi appartiene a un altro tempo e a un altro mondo: “Ci siamo incontrati una volta sola, l’anno scorso per il Ballo dello sport — ha proseguito — Mi sono avvicinato, era talmente assediato. È stato solo un attimo”. Nessuna critica, solo la constatazione di una fama totale, quasi ingestibile, che separa.
Nel suo rifugio di Trafoi, ai piedi dello Stelvio, il più grande sciatore italiano di sempre guarda lo sport e la vita con lo stesso sguardo asciutto. Di Sinner riconosce implicitamente la dimensione fuori scala, mentre racconta di sé come di un uomo rimasto fedele alle origini: “Non ho mai pensato di vivere altrove — ha proseguito Thöni — In città non potevo nemmeno fermarmi davanti a una vetrina. È stato il mio rifugio”.
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Poi un commento è andato anche su Alberto Tomba, con l’affetto di chi ha condiviso tutto: “Siamo molto amici — ha detto ancora — Negli anni in cui gli facevo da allenatore tante sere restavamo da soli, io e lui, in camera. Ci cucinavamo gli spaghetti”. E poi la frase che dice molto del suo modo di vedere le cose: “Oggi penso che gli manchi una famiglia. Mi dispiace. Io glielo dicevo ogni tanto: ‘Devi fare i tombini!’. Ma non ha mai funzionato”.
Oggi la sua vita è altrove, lontana dai riflettori. “Sono un nonno a tempo pieno, ormai. Faccio soprattutto il tassista”. Dodici nipoti, tre figlie, una quotidianità semplice che lo commuove: “Ma per loro mi commuovo. Quando c’è qualcosa di bello”. Ripensa al passato senza rimpianti. “Mi sono sposato a 24 anni, a 29 mi ero già ritirato — ha ricordato Thöni — Ogni tanto me lo chiedo. Ma in realtà no, il tempo è stato giusto”. E quando parla di sci, il rispetto resta intatto: “Nello sci chi sono stati i più grandi? Zeno Colò, Toni Sailer”.
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