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Jaecoo 8, la prova de Il Fatto.it – L’ibrido plug-in (e premium) da viaggio

Jaecoo 8, la prova de Il Fatto.it – L’ibrido plug-in (e premium) da viaggio

C’è un pensiero antico, scritto più di duemila anni fa da Laozi, padre del taoismo: “Un buon viaggiatore non lascia tracce”. Significa muoversi senza forzare, senza imporsi, trovando un equilibrio naturale tra uomo, macchina e percorso. È esattamente la chiave per capire la Jaecoo 8, che abbiamo provato su strada.

Il nostro viaggio parte dal Viola Park, il nuovo centro sportivo della Fiorentina. Un luogo che colpisce subito: moderno, immerso nel verde, pieno di ragazzi. Più che un impianto sportivo è una visione concreta, un investimento che racconta un amore vero per la città. E anche chi ci lavora trasmette quella stessa sensibilità, quella stessa attenzione verso il futuro.

Lasciando Firenze verso Bagno a Ripoli, la strada comincia a muoversi tra curve dolci e saliscendi naturali. Ed è proprio in questo contesto che la Jaecoo 8 inizia a raccontarsi.
Dentro, l’impatto è forte. Pelle Nappa, lavorazioni curate, sedili anteriori massaggianti, ventilati e riscaldati. Il doppio display da 12,3”, l’head-up display in realtà aumentata, l’impianto audio Sony a 14 altoparlanti: tutto contribuisce a creare un ambiente ricco ma mai ostentato. La sensazione dominante è il silenzio. Non solo quello dell’elettrico, ma quello di un abitacolo pensato per isolare, per proteggere.

Poi si guida, ed è qui che la Jaecoo 8 prende posizione. Lo sterzo è leggero, progressivo, non sportivo. Le sospensioni – McPherson all’anteriore e multilink al posteriore con ammortizzatori a controllo continuo – filtrano tutto, restituendo una marcia morbida, composta, quasi distante dalle asperità della strada. Sul misto toscano non invita ad attaccare le curve. Scorre. E più si allunga il ritmo, più si capisce che la sua dimensione è quella del viaggio, non della prestazione pura.

Eppure, i numeri raccontano tutt’altro. Il sistema plug-in hybrid combina un 1.5 turbo a ciclo Miller con tre motori elettrici per una potenza complessiva di 428 cavalli e fino a 580 Nm di coppia. La trazione è integrale intelligente, la batteria da 34,46 kWh consente fino a 134 km in elettrico, mentre l’autonomia complessiva supera i 1.100 km e lo scatto da 0 a 100 orari avviene in 5,8 secondi.

Ma la potenza qui non serve a impressionare. Serve a non mancare mai. Sorpassi, ripartenze, salite: tutto avviene con una progressione piena ma sempre controllata. Il sistema ibrido lavora in modo continuo, senza strappi, senza cambi di carattere percepibili.

Il viaggio prosegue e emergono altri aspetti. La telecamera aiuta nelle manovre più strette, la qualità generale resta alta anche nella seconda fila. Poi si arriva alla terza: utilizzabile, ma non generosa. Più un “cinque più due” che un vero sette posti, coerente con la filosofia dell’auto: Jaecoo 8 non nasce per riempire ogni sedile, ma per far stare bene chi c’è.

All’interno della gamma Omoda & Jaecoo, quest’auto rappresenta il vertice di una strategia precisa. Il sistema Super Hybrid (SHS) viene infatti declinato su tre modelli: Jaecoo 5 (compatta e accessibile), Jaecoo 7 (tecnologica ed efficiente) e per l’appunto Jaecoo 8, che punta su prestazioni e lusso. Un posizionamento ribadito anche dal prezzo, visto che la Jaecoo 8 SHS-P viene proposta in Italia in un’unica versione full optional a sette posti, con un listino chiavi in mano di circa 53.900 euro.

L'articolo Jaecoo 8, la prova de Il Fatto.it – L’ibrido plug-in (e premium) da viaggio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

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