Jacobs spiega il dietrofront con Camossi: "Mi conosce meglio di tutti". Poi la stoccata a Reider: "Non è stato sincero"
- Postato il 26 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Zitti tutti, parla Marcell. Che quando decide di farlo pesa sempre (e tanto) le parole: spesso sono macigni, altre volte fluttuanti come uno start esplosivo, di quelli che in carriera Jacobs ne ha fatti a iosa, arrivando a mettersi al collo anche metalli (quelli si) pesanti. Ma la parabola del velocista di Desenzano è lungi dal potersi considerare conclusa: il 2025 non è andato come avrebbe voluto che andasse, il 2026 si presenta però come un bellissimo libro pieno di pagine bianche, tutte da scrivere. E per farlo ha scelto di tornare al passato, riprendendo Paolo Camossi come allenatore.
- La "fuga" di Reider, il rapporto ritrovato con Camossi
- Il programma 2026: in Florida fino a maggio, poi a Desenzano
La “fuga” di Reider, il rapporto ritrovato con Camossi
La decisione di Jacobs ha sorpreso per tempestività e determinazione. Anche perché è arrivata due anni dopo la scelta di trasferirsi in Florida, a Jacksonville, dove Rana Reider faceva base con un manipolo di velocisti di primissimo livello. “Poi Rana ha cominciato ad andare in Cina, ma non è stato sincero nel dirmi che non sarebbe tornato in Florida tanto di frequente”, ha spiegato Marcell.
“A fine novembre, quando ho deciso di proseguire fino a LA28, ho cercato di capire cosa volesse fare Reider. Quando mi ha detto di aver dovuto rivedere i suoi programmi, di fatto facendo base permanente in Oriente, lì ho capito che con lui non ci sarebbe stato futuro. Ho capito anche che all’origine della decisione c’erano problemi economici, quindi non sono stato a pensarci su troppo. Così ho chiesto a Paolo se avesse voglia di farmi una tabella di lavoro per un mese. Dopodiché, una volta ritrovato lungo il cammino, mi son detto che la cosa più logica era tornare a lavorare assieme a tempo pieno”.
Proposta accolta con entusiasmo da Camossi. “Con lui, questo ci tengo a dirlo, nel 2023 c’eravamo lasciati bene: un aperitivo sul Ponte Milvio, e poi ognuno per la sua strada. Ai mondiali di Tokyo dello scorso settembre ci siamo ritrovati e siamo anche usciti a cena, poi abbiamo ricominciato a sentirci anche a distanza. La verità? È come se il tempo si fosse fermato, perché abbiamo impiegato un attimo per ritrovare l’intesa che avevamo. Dopotutto nessuno mi conosce bene quanto Paolo, visto che mi ha seguito sin da quando ero ragazzo”.
Il programma 2026: in Florida fino a maggio, poi a Desenzano
Dissipati i dubbi legati a possibili ruggini o scheletri nell’armadio, Jacobs e Camossi hanno ripreso a fare coppia fissa, con l’obiettivo di tornare ad alzare l’asticella. Per ora lavorano a distanza: Marcell fino a maggio resterà a Jacksonville, sia per consentire ai figli di terminare le lezioni scolastiche, sia alla moglie Nicole di ottenere il passaporto statunitense (e per 6 mesi non può uscire dal Paese). Poi a primavera si trasferirà a Desenzano, utilizzando le medesime strutture che lo ospitavano fino a che si allenava in Italia (cioè fino al 2023), facendo ogni tanto la spola con Roma.
“Saltando tutta la stagione indoor, per me è più logico restare in Florida fino a maggio. Paolo verrà a Jacksonville ogni tanto, giusto per controllare che sia tutto ok, anche perché impegnato con la FIDAL e le Fiamme Azzurre. Quando sarò in Italia sarà tutto più semplice”. Per ora Jacobs lavorerà nel campus della University of North Florida, alternando tanto lavoro in palestra. “Ho ripreso anche alcune abitudini sugli esercizi di riscaldamento, evitando di prolungarli eccessivamente”.
L’obiettivo 2026 è presto detto: “Gli Europei di Birmingham ad agosto, quando spero veramente di poter essere al massimo della condizione. Chiaramente però il vero focus è tutto improntato a Los Angeles 2028: sarà l’ultimo grande appuntamento al quale prenderò parte e vorrei che fosse tutto perfetto”.