Italia, Capello spiazza sul nuovo ct: né Allegri né Conte. L’erede di Gravina e la bordata: “Basta burattini”
- Postato il 2 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Le dimissioni di Gabriele Gravina e Gigi Buffon hanno dato il via alla rivoluzione (si spera) del calcio italiano. Resta in bilico Gennaro Gattuso, che sembra in egual modo destinato all’addio dopo aver mancato la qualificazione al Mondiale nella notte nera di Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina. Fabio Capello fa il punto sul possibile successore di Gravina e rivela ai microfoni di Sky a chi affiderebbe la panchina dell’Italia. Ballano nomi importanti: da Antonio Conte a Max Allegri, fino a Roberto Mancini.
- Figc, chi al posto di Gravina? Parla Capello
- Italia, l’ex allenatore sorprende sul nuovo ct
- Come superare la crisi: la ricetta di Capello
Figc, chi al posto di Gravina? Parla Capello
La lunga giornata in via Allegri ha registrato le dimissioni di Gravina e anche quelle di Buffon. Messo con le spalle al muro e sotto pressione anche da parte del mondo politico, l’ormai ex presidente della Federazione ha fatto un passo indietro, dopo aver inizialmente dichiarato di non voler lasciare l’incarico. “Il sentimento è di grande amarezza ma pure di grande serenità. Ringrazio tutte le componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno, stima e insistenza nel continuare. La mia scelta è convinta e meditata”: queste le prime e uniche parole di Gravina, intercettato dai cronisti all’uscita dalla sede della Figc.
Sulla vicenda è intervenuto Fabio Capello, che a Sky ha commentato senza mezzi termini: “Dopo due fallimenti ai Mondiali, era il minimo che un presidente dovesse fare. Bisogna cercare strade nuove”. Secondo l’ex commissario tecnico di Russia e Inghilterra, il profilo giusto per il futuro della Federazione è quello di Giovanni Malagò: “È una figura interessante, ha fatto molto bene al Coni”. Più fredda, invece, l’apertura verso Giancarlo Abete: “Sarebbe un ritorno, ma se cerchiamo qualcosa di nuovo…”.
Italia, l’ex allenatore sorprende sul nuovo ct
L’intenzione – a quanto pare – è di ripartire da un allenatore top. Quattro big nel mirino: Conte, Mancini, Allegri e Simone Inzaghi, ma tutti sotto contratto. Capello, però, va controcorrente: “Io non penso a quei nomi lì, aspetterei su Gattuso, almeno per le prossime due partite. Non bisogna dimenticare che ha preso la Nazionale in corsa ed è riuscito a trasmettere carattere e determinazione alla squadra”.
La ragione del flop contro la Bosnia è una sola, secondo ‘don Fabio’: “Abbiamo pagato l’errore elementare di un giocatore (il riferimento è all’espulsione di Bastoni, ndr), altrimenti l’avremmo portata a casa. Le dimissioni di Buffon? Lo conosco, è uno diretto, ci ha messo la faccia. Anche lui va rispettato”.
Come superare la crisi: la ricetta di Capello
La rivoluzione deve interessare innanzitutto le fondamenta. “Sono stati commessi errori gravissimi. Ai ragazzini di 12 anni si insegna la tattica, ma non a giocare: serviranno almeno dieci anni per rivedere giovani capaci di fare la differenza con il pallone tra i piedi” ha spiegato l’ex tecnico.
Per Capello, il punto di (ri)partenza è estremamente chiaro: restituire libertà e creatività ai calciatori in erba. “C’è bisogno che i ragazzi tornino a divertirsi”. Poi l’affondo finale, netto: “Basta burattini. I giovani devono diventare bravi con il pallone. Non vanno sgridati se sbagliano, ma incoraggiati”.