Istituto Falcone, studenti del CAT protagonisti al Sophia STEAM Village: tecnologia, ambiente e innovazione al centro dell’esperienza
- Postato il 23 marzo 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 3 Visualizzazioni

Loano. Un’esperienza formativa intensa, innovativa e altamente qualificante: è quella vissuta dagli studenti delle classi 4A e 5A CAT a Lignano Sabbiadoro, nell’ambito del progetto “Sophia STEAM Village”, un percorso che ha saputo coniugare cultura, tecnologia e cittadinanza attiva.
Le attività si sono aperte con una visita culturale a Pordenone, alla Galleria Harry Bertoia e al Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri. Qui gli studenti hanno approfondito il linguaggio fotografico contemporaneo attraverso le opere di autori come Robert Doisneau, Olivia Arthur e Stefanie Moshammer, in dialogo con la figura del designer Harry Bertoia. Un primo momento dedicato allo sviluppo dello sguardo critico e alla lettura della realtà attraverso l’arte.
Nel pomeriggio, presso l’Auditorium Concordia, i ragazzi hanno preso parte a una plenaria dinamica guidata dal divulgatore Fill Pill, insieme a professionisti del mondo scientifico e creativo. L’incontro ha evidenziato come le competenze STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica) possano tradursi in concrete opportunità professionali e strumenti di crescita per il territorio.
Spazio anche alla riflessione civica: la serata è stata dedicata al tema della crisi climatica, con un laboratorio partecipato realizzato in collaborazione con Legambiente Giovani FVG, durante il quale gli studenti si sono confrontati su come trasformare consapevolezza e conoscenza in azioni concrete.
Il cuore dell’esperienza si è svolto nella seconda giornata, con un hackathon strutturato come una vera startup tecnologica. Divisi in team e affiancati da mentor, gli studenti hanno lavorato su dati satellitari del programma ESA Copernicus, analizzando immagini ad alta risoluzione per individuare criticità del territorio, come rischio idrogeologico, eccessiva urbanizzazione o carenza di servizi e spazi verdi.
Grazie all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, i gruppi hanno elaborato proposte progettuali basate su evidenze scientifiche, con l’obiettivo di promuovere sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Non solo analisi, dunque, ma progettazione di soluzioni concrete con uno sguardo rivolto al futuro.
La plenaria serale, guidata da Sabrina Fontanella, ha infine introdotto elementi di gamification, aiutando gli studenti a comunicare in modo efficace idee, diritti e proposte.
L’ultima giornata si è conclusa con la presentazione dei progetti e la votazione finale dell’hackathon: un momento significativo che ha messo in luce non solo le competenze tecniche acquisite, ma anche capacità di collaborazione, pensiero critico e consapevolezza civica.
Il Sophia STEAM Village si conferma così un’importante occasione di crescita per i giovani, dimostrando come tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e dati satellitari possano essere strumenti concreti al servizio del bene comune e della formazione delle competenze richieste dal mondo del lavoro.