Israele contro il vescovo di Manfredonia per le parole su Gaza: “Retorica corrotta, fomenta l’antisemitismo”
- Postato il 3 aprile 2025
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’accusa di usare “retorica moralmente corrotta”. Di più: “Fomenta antisemitismo e odio”. E una sorta di richiesta di messa all’indice. Israele si scaglia contro il vescovo di Manfredonia, Franco Moscone, per le sue parole nette e forti usate durante una manifestazione per la pace a Bari. Il prelato aveva detto: “È dal 1947 che la Striscia di Gaza e la Palestina sono un campo di concentramento a cielo aperto e dal 7 ottobre 2023 sono diventate un campo di sterminio con il silenzio del mondo e dell’Europa”.
Quindi aveva aggiunto: “Dobbiamo liberare anche lo Stato di Israele da una situazione e una gestione contraria alla sua stessa natura visto che sa benissimo cosa sia il genocidio”. Moscone aveva anche attaccato l’Unione Europea per la decisione di riarmarsi, aveva bollato come una “buffonata” la questione del kit di sopravvivenza e aveva detto di “vergognarsi” di essere europeo di fronte alle posizione prese nel conflitto israelo-palestinese successivo al 7 ottobre 2023.
A due giorni di distanza, è arrivato l’attacco dell’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman: “Ha sminuito l’olocausto e ha usato parole che fomentano antisemitismo e odio mentre commentava la situazione a Gaza. Tale retorica, moralmente corrotta e fattualmente scorretta, dovrebbe essere pubblicamente denunciata da tutti”. Parole che hanno provocato la reazione di diverse associazioni del territorio. Tra queste anche il coordinamento di Libera Foggia, che ha ricordato come Moscone sia “da sempre voce ferma e decisa nel denunciare le ingiustizie, i soprusi, ogni forma di violenza, compresa quella mafiosa”.
Il vescovo, sottolinea Libera Foggia dandola la propria solidarietà, è “un punto di riferimento per noi e per tutto il Gargano, per il suo coraggio di chiamare sempre le cose con il giusto nome ed essere al fianco dei più fragili e di coloro ai quali vengono negati diritti. Una voce sempre presente quando si tratta di difendere la dignità umana al di là di qualsivoglia condizionamento. Una voce che cerca e prova sempre a costruire la pace anziché inneggiare alla guerra”.
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