Iran, Trump dispiega “una grande armata” ma non chiude al negoziato
- Postato il 27 gennaio 2026
- Feed Content
- Di Quotidiano del Sud
- 1 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Iran, Trump dispiega “una grande armata” ma non chiude al negoziato
Roma, 27 gen. (askanews) – Gli Stati Uniti starebbero valutando
attacchi mirati contro funzionari e comandanti iraniani di “alto
livello” dopo aver dispiegato nella regione quella che lo stesso presidente americano Donald Trump ha definito “una grande armata, più grande di quella in Venezuela”. Una fonte del Golfo ha detto al Middle East Eye che gli attacchi in risposta alla repressione delle manifestazioni di piazza potrebbero avvenire già questa settimana, ma in un’intervista ad Axios Trump ha affermato che la diplomazia rimane ancora un’opzione, perchè Teheran “vuole raggiungere un accordo”.
Secondo fonti a conoscenza della situazione sentite da Axios, il presidente americano non ha ancora preso una decisione e potrebbe tenere nuove consultazioni questa settimana, nel corso delle quali gli verranno presentate diverse opzioni militari. Nei giorni scorsi, il Wall Street Journal aveva fatto sapere della richiesta di Trump ai suoi collaboratori di mettere a punto opzioni militari “decisive” contro l’Iran. Opzioni ora rafforzate dall’arrivo nella regione della portaerei USS Abraham Lincoln, entrata ieri nell’area di responsabilità del Centcom, e dal dispiegamento di altri caccia F-15 e F-35, più aerei cisterna per il rifornimento e altri sistemi di difesa aerea.
In un intervento pubblicato sul Wsj, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ammonito che l’Iran “risponderà al fuoco con tutte le sue forze”, se dovesse subire “un nuovo attacco” dopo quello dello scorso giugno. Si trattarebbe di “uno scontro totale” che “travolgerebbe tutta la regione”, ha aggiunto Araghchi.
Stando a indiscrezioni di stampa, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Turchia hanno espresso contrarierà a un intervento militare in Iran, e ieri gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato ufficialmente che non consentiranno che il loro spazio aereo, il loro territorio o le loro acque territoriali vengano utilizzati per azioni militari ostili contro l’Iran. Intanto, gruppi armati iracheni legati all’Iran hanno fatto sapere di essere pronti a intervenire a sostegno di Teheran.
Poche ore dopo l’intervista di Trump ad Axios, un alto funzionario americano ha detto alla stampa che la Casa Bianca “è pronta a fare affari” quando si tratta dei negoziati con l’Iran: “Se vogliono contattarci, e loro sanno quali sono i termini, allora possiamo parlarne”.
I termini fissati dagli Stati Uniti per un accordo sono la rimozione di tutto l’uranio arricchito dall’Iran, un limite alle scorte di missili a lungo raggio, un cambiamento della politica iraniana di sostegno ai proxies nella regione e il divieto di arricchimento indipendente dell’uranio nel Paese. Gli iraniani hanno più volte espresso disponibilità a un negoziato con gli Stati Uniti, a patto che si basi sul “reciproco interesse”, sul “rispetto reciproco” e non sia invece uno strumemnto per imporre la volontà di una parte sul’altra.
Il Quotidiano del Sud.
Iran, Trump dispiega “una grande armata” ma non chiude al negoziato