Iran, Pd e M5s difendono Sanchez e insultano Meloni: "La differenza tra obbedire e governare"
- Postato il 4 marzo 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Iran, Pd e M5s difendono Sanchez e insultano Meloni: "La differenza tra obbedire e governare"
Sinistra e Cinque stelle dalla parte di Pedro Sanchez. "La Spagna guidata da un governo progressista dà una lezione di sovranità ai tanti pseudo-sovranisti sparsi in tutta Europa. Mentre Giorgia Meloni prima applaude al rapimento del Presidente del Venezuela e adesso non condanna l’aggressione di Usa e Israele in Iran e Libano, il premier Sanchez non concede l’uso delle basi sul territorio spagnolo dimostrando di avere la schiena dritta. Questa è la differenza fra uno statista che tutela gli interessi nazionali e una cheerleader che li rinnega. Alla Spagna va la nostra solidarietà. Le minacce di ritorsioni commerciali da parte di Trump vanno respinte al mittente. Anche in tempi bui come quelli che stanno vivendo la bussola dell’Unione europea deve essere quella della pace, del diritto internazionale e del primato della diplomazia sull’uso indiscriminato della forza. Su questi valori l’Unione europea dimostri unità o verrà schiacciata dall’arroganza della legge del più forte", scrive in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. Poi, per il capogruppo grillino al Senato, Luca Pirondini, "c'è una differenza enorme tra guidare un Paese e limitarsi a obbedire. Pedro Sánchez lo ha dimostrato subito. Giorgia Meloni fa l'esatto contrario. Si inginocchia a ogni desiderata che arriva da Washington".
E ancora, ecco Nicola Fratoianni: "Lo diciamo con molta chiarezza: Giorgia Meloni tiri fuori un po' di coraggio e un po' di dignità e faccia come il premier spagnolo Sanchez. Condanni il carattere illegale di questa aggressione unilaterale di Trump e Netanyahu e dica con chiarezza che non concederemo le basi militari in nessun caso, il governo del nostro Paese non porti l'Italia in guerra". A loro fanno eco i dem. Nicola Zingaretti fa sapere che "non è vero che Pedro Sanchez sia isolato. Con le sue scelte e dichiarazioni è uno dei punti di riferimento per rimettere al centro il diritto internazionale. Con lui, e insieme ai nostri leader, dobbiamo e possiamo costruire un'alternativa al trumpismo e al pensiero della cultura Maga. Questa è la missione ora della socialdemocrazia. Con la destra c'è meno sicurezza e più caos e aumentano i pericoli. L'opposto di quello che hanno promesso". Prima del capodelegazione Pd al Parlamento europeo, intervenuto durante la riunione del gruppo S&D, è stata Elly Schlein a parlare.
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La leader del Pd ha addirittura telefonato al primo ministro spagnolo. A lui ha espresso "la solidarietà e il sostegno suoi e del Pd davanti alle minacce inaccettabili di Trump". Nelle scorse ore Sanchez aveva risposto a Donald Trump sottolineando la posizione spagnola: "Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno, perché abbiamo assoluta fiducia nella forza economica, istituzionale e, direi anche, morale del nostro Paese". Parole arrivate dopo che ieri il presidente Usa aveva definito la Spagna un alleato "terribile" e aveva minacciato di tagliare i rapporti commerciali.
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