Iran, Laura Boldrini spiazzante: "Nessuna minaccia". Avevano solo 11 testate...
- Postato il 4 marzo 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Iran, Laura Boldrini spiazzante: "Nessuna minaccia". Avevano solo 11 testate...
Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione. Laura Boldrini non è il Perozzi di “Amici Miei” – comunque decidete voi se è un genio – e ieri pomeriggio ha dichiarato: «In Iran non c’era alcuna minaccia nucleare». Bene, o meglio, ci torniamo subito. Prima diamo conto di quanto aveva appena detto Steve Witkoff, l’inviato speciale della Casa Bianca: «I negoziatori iraniani a Ginevra si erano vantati con gli americani dicendo che Teheran aveva uranio arricchito per alimentare 11 testate nucleari. Durante il primo incontro», aveva continuato Witkoff nell’intervista a Fox News, «ci hanno detto direttamente, senza vergogna, che controllavano 460 chili di uranio al 60 per cento, che erano in grado di produrre 11 bombe. Ci hanno detto che avevano il diritto inalienabile di arricchire l’uranio. Noi», ancora l’inviato di Trump, «gli abbiamo risposto che il nostro presidente riteneva inalienabile il diritto di fermare questo percorso». Torniamo alla dem Boldrini: «Non c’era nessuna minaccia nucleare, come ha detto l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, eppure si è voluta compiere un’azione militare illegale contro il diritto internazionale». Boldrini, a parole, ha sempre difeso anche il diritto delle donne iraniane a non portare il velo, che però lei in Iran ha indossato. Così come nel 2016 la compagna di partito Debora Serracchiani, la quale attaccata perfino da una parte del Pd si era giustificata dicendo che aveva rispettato le leggi locali; idem nel 2017 Federica Mogherini, pure lei dem, Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, che ha dato sfoggio dell’hijab durante la cerimonia d’insediamento del presidente Rohani. In nome delle leggi locali la donna può sottomettersi, si capisce.
La Boldrini ha chiaro pure il futuro della popolazione iraniana: «La democrazia non si esporta con le bombe, noi saremo accanto al popolo nel percorso democratico che deciderà di intraprendere, e non deve farlo qualcun altro. Dev’essere il popolo iraniano», ha ribadito, «a decidere il suo futuro». È la linea della segretaria Elly, la quale pur di attaccare Trump e dunque la Meloni sostiene che il popolo iraniano debba arrangiarsi. È la medesima Schlein, la statista di Lugano, per la quale con lei a Palazzo Chigi «Trump non sarà mai un alleato». Pausa teatrale. Ieri mentre gran parte del Pd continuava ad attaccare l’occidente, una delle vicepresidenti del parlamento europeo, Pina Picierno – incidentalmente del Pd – dichiarava che «chi lotta per la libertà, la dignità e la democrazia non può essere lasciato solo. La loro battaglia», ha aggiunto Picierno, «riguarda ciascuno di noi». Elly afferma che «la democrazia non si esporta con le bombe»? La Picierno risponde che quando viene tolto di mezzo un dittatore è sempre una buona notizia.
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Breve elenco di giornata dei mittenti dei comunicati ciclostilati sul «diritto internazionale»: Francesco Boccia, Anna Ascani, Piero De Luca figlio del vulcanico Vincenzo, e Nicola Zingaretti, il quale è impegnatissimo nella battaglia per far entrare in aereo gli strumenti musicali. Di seguito (ma non sono strumenti musicali) altri politici di altri partiti: Angelo Bonelli della Bonelli&Fratoianni, il suo socio capo di Sinistra Italiana, e poi Riccardo Ricciardi dei 5Stelle e Riccardo Magi di +Europa, partito escluso dall’Europa perché ha preso meno voti del necessario. Sennonché la sinistra alimenta anche un’altra polemica, relativa al possibile utilizzo delle basi americane, in particolare quella di Sigonella. I 5Stelle, quelli di Giuseppi, sono scatenati: «La base di Sigonella e la stazione Muos di Niscemi sono già coinvolte nella guerra contro l’Iran. Nell’aeroporto militare nella Sicilia orientale in uso all’Us Navy, allertato da venerdì scorso, si registra un intenso traffico di aerei cargo militari americani, uno è in arrivo dalla base americana a Creta, hub logistico per le operazioni in Medio Oriente, e di aerei spia americani». Gli strateghi geopolitici, tra cui la pasionaria Alessandra Maiorino, vanno avanti: «Il centro di comunicazione satellitare Muos, uno dei quattro nodi terrestri globali che garantisce il collegamento tra tutti gli aerei, droni, navi e sottomarini americani, è per definizione coinvolto nelle operazioni militari Usa in Iran. Il ministro Crosetto chiarisca». D’accordo, ma i 5Stelle capirebbero?
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