“Io molestata dal segretario”. Ma la Fim Cisl manda via anche lei

  • Postato il 5 aprile 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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E’ una storia che mette in imbarazzo la Fim, il potente sindacato dei metalmeccanici Cisl. Una giovane sindacalista denuncia agli organismi interni presunte “molestie anche a connotazione sessuale” e “vessazioni” sul lavoro da parte del segretario di una provincia dell’Emilia-Romagna. L’accusato si dimette e lascia l’organizzazione, che però, nel giro di qualche mese, allontana anche la donna. Il caso è all’esame del giudice civile.

La vicenda si protrae da anni. Lui dirigente, lei impiegata di un altro sindacato Cisl, negli stessi locali. Tra i due nasce un’amicizia e lui, nel settembre 2021, la porta in Fim alle sue dipendenze. Per lei è una bella opportunità di carriera, lui le fa la formazione. Sono in due in ufficio, lei sui 35 anni e lui una decina di più, entrambi sposati con altri sindacalisti Cisl. Nel luglio scorso, quando il flirt – se c’è stato – era probabilmente finito, ma lui non mollava e i rapporti lavorativi si erano complicati, lei chiede aiuto a colleghi e dirigenti. Racconta le presunte molestie e si rivolge ai vertici sindacali, che girano il caso ai Probiviri della Fim, a Roma. La donna chiede l’espulsione del segretario. Se c’era materia per una denuncia penale i termini sono scaduti.

Dalla solidarietà all’allontanamento. Le arriva subito grande solidarietà dai piani più alti: “Abbiamo letto con apprensione… vogliamo comunicarle l’assoluta vicinanza della Confederazione”, le scrive a luglio Daniela Fumarola, allora segretaria nazionale aggiunta e dal 12 febbraio scorso numero uno della Cisl al posto di Luigi Sbarra. Però lascia fare alla Fim, come da Statuto. Più freddino Ferdinando Uliano, leader nazionale della Fim, che comunque promette una “puntuale istruttoria”.

La donna, secondo le carte recapitate al Fatto da fonti Cisl che non hanno condiviso la gestione del caso, consegna ai Probiviri decine di messaggi whatsapp, audio e video. Riferisce di “tre anni di condotte prevaricanti”, di comportamenti fra il protettivo e il controllante, di avances generalmente rifiutate e a volte accettate. Lui respinge le accuse, parla di una relazione, nega qualsiasi prevaricazione. Ma insomma, benché le versioni divergano molto, entrambi parlano di un solo rapporto sessuale, risalente a prima ancora che lei passasse in Fim. Dai messaggi immediatamente successivi, per come li riporta lei, si direbbe che non era lucida; lui ovviamente contesta. Per gli anni seguenti lei allega una serie di “piantala” e “smettila” e riferisce di minacce di perdere il posto, che collega al rifiuto delle avances, fino a un’intrusione nella vita familiare che fa saltare il banco. Lui nella sua memoria tratteggia un ambiente piuttosto difficile, ben al di là dei rapporti tra i due: lettere anonime, addirittura una telecamera trovata nel marzo 2024 nel bagno degli uffici Cisl in questione.

A lui un incentivo all’uscita, lei fatta fuori al congresso. Il segretario si dimette subito, prima di difendersi, dopo un incontro con Uliano. A ottobre, dopo l’audizione davanti ai Probiviri, lascia il sindacato per cui lavorava in distacco dal 2010, torna nell’azienda di cui è dipendente. “Venuta meno la qualità di socio… cessata materia del contendere”, scrivono i probiviri il 28 ottobre 2024.

La Fim, secondo alcune fonti, avrebbe tentato di ricollocarlo in una provincia vicina, senza successo. Poi l’ha congedato. In una bozza di conciliazione che abbiamo visto gli ha riconosciuto anche un piccolo incentivo oltre alle spettanze dovute: tre mensilità più mille euro a saldo e stralcio, per un totale di poco più 11 mila euro e forse la garanzia per i risarcimenti eventualmente dovuti a lei dal sindacato. Bene. Ma lei? “Ha continuato a svolgere la propria attività sindacale in assoluta autonomia e serenità, senza essere emarginata, anzi le sono state assegnate ulteriori aziende da seguire sul piano sindacale oltre l’intera gestione della sede territoriale”, ci ha scritto la segretaria regionale Fim Roberta Castronuovo, che per un po’ ha assunto la reggenza della provincia in questione, ha gestito in prima persona la situazione ma ha preferito non rispondere ad altre domande. Uliano non ci ha mai risposto.

Castronuovo assicura di aver protetto la giovane collega, secondo altre fonti invece sarebbe stata emarginata, isolata. Lei senz’altro l’ha vissuta male e ai primi di gennaio, con lettera dell’avvocata Maria Cristina Fabbretti, ha chiesto un risarcimento al sindacato per i danni che ritiene di aver subito: circa 60 mila euro. Richiesta respinta: “Non sussistono trattative”, scrive Castronuovo. Il congresso locale della Fim, il 28 febbraio, ha escluso l’operatrice dagli organismi dirigenti e il 3 marzo, a firma del nuovo segretario provinciale, l’organizzazione l’ha allontanata, cioè le ha revocato l’aspettativa sindacale e l’ha rimandata a lavorare per la categoria di provenienza. Al momento la donna ha fatto causa per danni all’ex segretario, non al sindacato.

La Consigliera di Parità: no al confronto accusatrice/accusato. Lei, contattata dal Fatto, non vuole parlare, come la sua avvocata. A quanto pare è in malattia per lo stress accumulato, nell’ambiente non si parla d’altro da mesi. Lui al Fatto dice solo: “Diffamazioni gravissime”. E ci rimanda al suo avvocato, Stefano Melcarne, che promette di chiamare l’accusatrice a rispondere in tribunale delle “illazioni diffamatorie”, ma a quanto pare non l’ha ancora fatto.

La Fim è una grande organizzazione (oltre 200 mila iscritti dichiarati almeno nel 2019) che anche nei mesi scorsi ha fatto campagna contro le molestie nei luoghi di lavoro. I sindacati però non sono immuni: fece scalpore, anche per il silenzio del mondo sindacale, il caso di un sindacalista Fit Cisl (Trasporti) espulso per aver palpeggiato a Malpensa, nel 2018, una hostess che si era rivolta a lui, e in seguito assolto in sede penale con motivazioni alquanto discusse.

Stavolta è toccato alla Fim e del caso che abbiamo raccontato, a settembre, si è occupato anche l’ufficio della Consigliera di parità della Provincia interessata, come succede nelle aziende quando vengono segnalate discriminazioni o penalizzazioni delle donne. L’allora operatrice Fim non intendeva sostenere davanti ai Probiviri – cinque uomini, peraltro – una sorta di confronto all’americana con l’accusato. E’ stato evitato: li hanno sentiti separatamente dopo che Giovanna Petrasso, della segreteria nazionale, ha risposto alla convocazione della Consigliera di parità per delega di Uliano. Ai primi di settembre è stato emanato dalla Fim locale un nuovo Documento di valutazione dei rischi (Dvr) che fissa procedure anche per i casi di molestie sessuali negli uffici. Se necessario, saranno senz’altro utili in futuro.

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Il Fatto Quotidiano

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