Intervista a Raffaella Masciadri: "Per la resilienza la mia medaglia va a Federica Brignone, da donna a Francesca Lollobrigida"
- Postato il 12 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Nell’enormità del suo contributo alla crescita della cultura dello sport e al superamento del gap di genere, Raffaella Masciadri, che pure è Team Manager della Juventus femminile e membro della Commissione Atleti Milano Cortina e CONI, ha vestito la divisa e portato la Fiamma Olimpica realizzando quell’ambizione che motiva ogni sportiva e ogni atleta verso il sogno olimpico. Da ex capitana della nazionale di basket femminile con trascorsi anche negli Stati Uniti, ritenuta la migliore ala di sempre in Italia, conosce la tenacia, il sacrificio, la capacità di vedere oltre. Anche in queste Olimpiadi Invernali di Milano Cortina come ci illustra, in esclusiva, per Virgilio Sport.
- L'emozione da tedofora
- L'eredità di Milano Cortina
- Brignone, Lollobrigida e gli altri sogni olimpici
L’emozione da tedofora
Quale è stata la tua percezione quando è stato il momento di indossare la divisa e portare la Fiamma Olimpica?
E’ stata un’emozione incredibile, ma ne sono stupita. Ero sicura che avrei provato quelle sensazioni in profondità eppure ho dovuto constatare il livello, quanto potessi emozionarmi in quei metri con la Torcia perché quei valori della Fiamma Olimpica e dell’Olimpiade mi appartengono, anche se non ho mai partecipato. Averla vissuta da ambasciatrice a Tokyo era già stata una sensazione straordinaria, essere nominata tedofora in casa, in occasione di Milano Cortina e attraversare Meda, la mia città, è stato travolgente. Ho ribaltato la prospettiva. Avendo sempre giocato in una squadra, ho vissuto l’affetto e il tifo in modo condiviso tra me e la squadra. Per la prima volta mi sono trovata davanti la mia comunità che mi circondata di affetto e sostegno da protagonista, è stato uno choc enormemente positivo.
Video e foto documentano la partecipazione, l’attesa e un indubbio entusiasmo delle persone comuni al passaggio della Fiamma Olimpica.
A Meda come in ogni piccolo centro o metropoli la presenza delle persone è stata costante. Nonostante il meteo non sia stato sempre clemente, la partecipazione è stata importante. Credo che come Italia avessimo bisogno di un evento del genere, di viverlo sulla nostra pelle dopo Torino 2006. Sono passati già vent’anni e, in questo momento storico, la gente ha bisogno di vivere quei valori che lo sport e l’olimpismo promuovono e che ha spinto le persone, intere collettività a essere lì, presenti al passaggio della Fiamma.
L’eredità di Milano Cortina
A Torino non sei legata esclusivamente per le passate Olimpiadi, ma per via del ruolo che ricopri, nella Juventus, in qualità di Team Manager e di riflesso per l’incarco nella Commissione. A tuo avviso che cosa rimarrà a livello infrastrutturale e di impianti dopo questa Olimpiade di Milano Cortina?
Le infrastrutture devono essere la componente più importante per il futuro, ciò che rimane. Il Villaggio Olimpico, costruito a Milano, rimarrà e darà il suo contributo alle esigenze cittadine, ma in passato ne abbiamo avute tante di cattedrali nel deserto in Italia. Abbiamo anche dimostrato che le cose le sappiamo fare e le sappiamo fare bene, le Olimpiadi Invernali lasceranno la loro eredità. A Torino, l’opportunità costituita dai Giochi del 2006 ha consegnato l’occasione per evolversi, per migliorare la città ed è un sentimento che si è ancorato nella mentalità collettiva, e spero che così sia per Milano. Probabilmente Milano stessa aveva bisogno di un evento del genere per recuperare la sua centralità e il suo fulcro. L’Arena di Santa Giulia avrà la sua centralità e non solo per gli sport invernali, ma per la musica, i concerti e eventi che potranno essere ospitati pur augurandomi che sia lo spazio per gli sport invernali.
Brignone, Lollobrigida e gli altri sogni olimpici
C’è una medaglia in particolare delle nostre che hai sentito in modo particolare e una che ti ha restituito quel senso di realizzazione piena, che rimarrà?
Senza nulla togliere agli altri atleti e alle altre, la medaglia per la resilienza e la resistenza va riconosciuto attribuita a Federica Brignone. Dopo l’incidente che ha subito il 3 aprile, trovare le risorse, il coraggio per rimettere ai piedi gli sci ha dello straordinario. Visto quanto accaduto domenica a Lindsey Vonn, che a 41 anni si è rimessa in gioco nelle competizioni, quanto realizzato da Federica ha dell’eccezionale. Auguro a Lindsey il meglio per la sua salute e non solo per lo sci, proprio in virtù dello slancio che ha dimostrato tornando alle gare con una carriera magnifica, gli infortuni e una protesi al titanio. Da donna, poi, la mia medaglia è anche per Francesca Lollobrigida. Non per l’oro, ma perché da Presidente della Commissione Atleti con le altre colleghe e colleghi ci siamo battuti per il supporto delle mamma atlete. Vederla gioire con suo figlio e il marito mi ha restituito una enorme soddisfazione, mi ha toccato il cuore. Altrimenti questi sono sport che vivono nell’anonimato, sullo sfondo. Poi un pensiero speciale lo riservo al pattinaggio e a Federico Pellegrino, comunque.
Tornando al tema tedofori, le critiche da parte di ex campioni e le polemiche scaturite, puoi esplicitare il processo di selezione che ti ha interessato?
Ho compilato il form on line, come avvenuto per chiunque altro, ed è partito da questo primo paso. La mia domanda è arrivata al Comitato Olimpico e al Comitato Regionale, sentendo poi il Comune che ha contattato direttamente me per comunicarmi che la mia domanda era stata accolta. Il tratto è assegnato automaticamente, una sorpresa dell’ultimo momento.
Considerato anche il tuo incarico istituzionale, a quali eventi prenderai parte?
Ho già stata presente a Casa Italia, in qualità di membro della Commissione Atleti di Milano Cortina e spero di seguire dal vivo le gare ove possibile, compatibilmente con il calendario che aspetta la Juventus Women. Le prossime due settimane ci impegnano, sia sul fronte dei playoff di Champions sia in campionato. Attendo di poter celebrare un risultato appagante per il lavoro svolto da tutte e tutti anche da parte della squadra.