Inter, Marotta dà ragione a Chivu e prepara la rivoluzione: addio a Thuram e Calhanoglu, serve peso in mezzo e un uomo alla Lookman
- Postato il 27 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Punto e a capo. L’eliminazione col Bodo Glimt ha fatto capire all’Inter che per andare avanti in Champions League bisogna seguire la strada indicata già la scorsa estate da Cristian Chivu, che puntava a staccarsi dal dogma del 3-5-2 e inserire un attaccante in grado di saltare l’uomo come Ademola Lookman. Oltre a uno specialista del dribbling, servirà anche un centrocampista di peso. E Beppe Marotta è pronto a sacrificare Marcus Thuram e Hakan Calhanoglu per accontentare il tecnico.
- Inter, il ritorno all’idea originale di Chivu
- Addio a Thuram e Calhanoglu per cambiare pelle
- Chivu chiede peso a centrocampo
- L’esterno “alla Lookman”
Inter, il ritorno all’idea originale di Chivu
Alla fine aveva ragione Cristian Chivu. Dopo la scoppola col Bodo Glimt, l’Inter si è resa conto che per essere più competitiva in Champions League avrebbe dovuto dare ascolto al suo allenatore, che la scorsa estate aveva chiesto un solo rinforzo: Ademola Lookman. Ovvero un giocatore offensivo in grado di agire sull’esterno e di saltare l’uomo, che avrebbe spinto i nerazzurri a distaccarsi dal dogma del 3-5-2 dell’era Inzaghi.
La rivoluzione fu rinviata per esigenze di bilancio e la trattativa mai decollata con l’Atalanta. Chivu, da vero aziendalista, accettò la decisione del club, accontentandosi di giocare senza specialisti nell’uno contro uno e puntando a modificare l’atteggiamento in campo dei nerazzurri più che il sistema di gioco. Una soluzione che ha pagato in campionato, ma che contro il Bodo Glimt – e non solo, se si pensa alle sconfitte con le big come Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal nella ligue phase – ha evidenziato grossi limiti.
Addio a Thuram e Calhanoglu per cambiare pelle
Per rilanciare le proprie ambizioni europee, ora l’Inter è pronta a cambiare pelle, anche a sacrificare alcuni dei pezzi pregiati del proprio organico. Giocatori come Marcus Thuram e Hakan Calhanoglu, fondamentali negli ultimi anni. Il francese è ritenuto cedibile per l’alto stipendio e il rendimento altalenante delle ultime due stagioni; il turco è il vero uomo mercato nerazzurro – due giorni fa il Galatasaray ha ribadito il fortissimo interesse nei suoi confronti – ma il suo addio sarebbe motivato anche da pure ragioni tattiche. Perché Chivu sa bene che inserire un esterno “alla Lookman” significa modificare anche le esigenze del centrocampo dell’Inter.
Chivu chiede peso a centrocampo
L’idea del tecnico per dare maggiore imprevedibilità all’attacco nerazzurro e donare uno stile più europeo alla squadra – a differenza dell’Inter tutte le qualificate agli ottavi di Champions League vantano ali o trequartisti abili nell’uno contro uno – è quella di passare dal 3-5-2 al 3-4-2-1. Ma in questo sistema di gioco un centrocampista come Calhanoglu, un regista puro, rappresenta un lusso. Per sostenere un tridente serve un interno di peso, che abbia fisicità e dinamismo.
Non a caso nelle ultime ore gli esperti di mercato sono tornati a parlare di un forte interessamento nerazzurro per Leon Goretzka, l’esperto centrocampista in uscita a parametro zero dal Bayern Monaco, che piace anche a Juventus, Milan, Napoli e a tanti altri club europei. Un giocatore dalla grande fisicità, abile nel recupero ma anche con geometrie e inserimenti: insomma, l’uomo perfetto per la nuova mediana a due.
L’esterno “alla Lookman”
Tra l’altro ingaggiare Goretzka a zero permetterebbe all’Inter di fare un investimento importante sull’esterno “alla Lookman” nonostante l’uscita prematura dalla Champions League abbia sottratto risorse importanti al bilancio. Per quel ruolo l’Inter ha cercato Moussa Diaby nello scorso mercato di gennaio, ma non è escluso che Marotta punti più in alto, a giocatori dal costo maggiore: Curtis Jones del Liverpool, un jolly in grado di destreggiarsi sull’esterno e sulla trequarti, ma anche di arretrare come mezz’ala, potrebbe essere la soluzione vincente per Chivu.
Marzo è dietro l’angolo, ma la dirigenza nerazzurra ha tutto il tempo per individuare il profilo giusto e colmare un vuoto ormai storico nel proprio organico. Al momento c’è una sola certezza: l’Inter non vuole ritrovarsi ancora una volta ad essere tra gli ultimi top club europei nella classifica dei dribbling tentati e riusciti. Dopo la lezione col Bodo l’ha capito: il calcio del presente e del futuro guarda al passato, ai solisti in grado di spezzare l’equilibrio con una finta o un’accelerazione. Giocatori ai cui l’Inter non ha più intenzione di rinunciare.