Inter-Lecce, moviola: Maresca parte malissimo, dubbi sul rigore e distrazioni fatali
- Postato il 15 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
- 1 Visualizzazioni
Fabio Maresca, la scelta di Rocchi per Inter-Lecce, è stato il primo arbitro italiano ad assegnare un calcio di rigore in Serie A grazie all’utilizzo del VAR nella gara tra Juventus e Cagliari. Nato a Napoli il 12 aprile 1981 comincia ad arbitrare il 10 aprile del 1997 in una partita degli Esordienti a Napoli. Nel 2010 raggiunge la Lega Pro e prosegue la trafila delle serie minori fino a raggiungere la Serie B nell’estate del 2013 con l’esordio nella gara tra Virtus Lanciano e Reggina. In quella stessa stagione arriverà a dirigere la sua prima gara di Serie A. Maresca è un vigile del fuoco e ha prestato servizio presso la Direzione Regionale Vigili del Fuoco Campania. Due anni fa ha diretto la finale di Supercoppa Italiana 2022 a Riad tra Milan ed Inter e aveva esordito come arbitro internazionale in Irlanda-Finlandia 0-1 il 6 settembre 2020. Due anni fa è stato tra gli arbitri di maggior rendimento ma l’anno scorso dopo l’esordio alla prima giornata in stagione (Milan-Torino 2-2) è stato sospeso dalla Fifa per presunte minacce di morte a un giocatore. Rocchi lo aveva utilizzato spesso all’Avar e recentemente in B. E’ tornato a dirigere in A dopo 5 mesi e mezzo in Roma-Monza. In questa stagione aveva diretto solo Udinese-Genoa, Pisa-Juve e Torino-Udinese, vediamo come se l’è cavata stavolta.
- I precedenti di Maresca con Inter e Lecce
- L’arbitro ha ammonito 3 giocatori
- Inter-Lecce, i casi da moviola
- La sentenza di Marelli
I precedenti di Maresca con Inter e Lecce
Nei 18 precedenti con il fischietto napoletano i nerazzurri avevano vinto 12 volte, pareggiato 3 e perso 3 gare, 9 gli incroci con i salentini con un bilancio in perfetto equilibrio (3 vittorie, 3 pari e 3 ko).
L’arbitro ha ammonito 3 giocatori
Coadiuvato dagli assistenti Passeri e Di Gioia con Manganiello IV uomo, Maggioni al Var e Chiffi all’Avar, l’arbitro ha ammonito Thuram, Danilo Veiga, Luis Enrique.
Inter-Lecce, i casi da moviola
Questi gli episodi dubbi della gara. Al 17′ Thuram entra nell’area del Lecce e poi cade dopo un contatto leggero con il piede di Pierotti: per l’arbitro non solo non c’è rigore ma scatta anche il primo giallo del match all’indirizzo dell’attaccante nerazzurro: provvedimento eccessivo. Al 24′ Bonny in area va giù dopo lo sgambetto di Danilo Veiga, Maresca fischia calcio di rigore ma poi, richiamato dal VAR, decide di revocare il penalty. Il giocatore del Lecce in realtà tocca sia il pallone che la caviglia sinistra dell’ex Parma, restano i dubbi.
Sull’azione che poi ha portato al rigore prima dato e poi tolto c’era anche un fuorigioco attivo di Carlos Augusto ma il Var non poteva intervenire in quanto il suo cross, respinto dalla difesa, ha di fatto dato via ad una nuova APP in seguito alla giocata difensiva.
Al 63′ ammonito Danilo Veiga per fallo su Carlos Augusto. Al 70′ Siebert atterra Thuram con un calcione da dietro al limite dell’area, Maresca si perde il fallo e l’ammonizione. Il VAR non interviene perché il contatto non è in area di rigore. Al 71′ proteste nerazzurre per un presunto tocco di mano di Siebert, ma il contatto è con il fianco, l’arbitro lascia correre. Regolare al 78′ il gol di Pio Esposito. Al 93′ ammonito Luis Enrique per perdita di tempo. Dopo il recupero Inter-Lecce finisce 1-0.
La sentenza di Marelli
A fare chiarezza sugli episodi dubbi della gara è Luca Marelli. Il talent di Dazn si sofferma sul rigore prima concesso e poi revocato all’Inter e a caldo dice: “Veiga tocca il pallone col piede destro, poi c’è il contatto con la gamba sinistra di Bonny: il rigore è da revocare”.
Poi dopo aver rivisto le immagini aggiunge: “Carlos Augusto parte in fuorigioco, ma non si può tornare indietro e fischiare il fallo, perché Veiga controlla il pallone e lo rilancia, poi successivamente si arriva al contatto in area che è molto difficile da cogliere in campo. Il calciatore del Lecce tocca la palla, poi il contatto con Bonny fa parte della dinamica di gioco. Il richiamo all’ofr è stato piuttosto lento, ma l’importante è che sia stata presa la decisione giusta”.