Inter e arbitri, cosa sta succedendo (e perché il Milan spera)

  • Postato il 15 marzo 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Inter e arbitri, cosa sta succedendo (e perché il Milan spera)

L’Inter sta lasciando il suo destino nelle mani degli arbitri, degli episodi, della fortuna che, nel calcio, premia sempre gli audaci. E i nerazzurri, da qualche settimana, non lo sono affatto. Sono diventati spettatori del loro stesso campionato. Si sono messi a osservare questo finale di stagione con superficialità e supponenza. Nei grandi momenti, questa squadra entra in modalità passiva. Lo ha fatto nella finale di Champions dello scorso anno, lo sta rifacendo in questo finale di campionato. Questo accade perché le mancano leader oltre a Lautaro. E se anche il capitano ci fosse stato in queste settimane, non sarebbe bastato. Serve più di un leader a una squadra che vuole vincere lo scudetto. Ecco, “vuole”: ne siamo sicuri? L’Inter non dà più l’impressione di volerlo vincere. Continua a giocare partite uguali a mesi fa, quando era un altro momento della stagione, più leggero quindi più facile. Ora c’è pressione, quindi le partite andrebbero accettate per quello che sono: caotiche e sfuggenti. L’Inter continua a fare tutto il contrario: gioca sul velluto fino a che non segna e poi prova a controllare l’intensità.

Dovrebbe dimenticare il bel calcio di interscambi di Inzaghi e l’aggressione alta di Chivu perché non si vede più né l’uno né l’altra. L’Inter insegue un ideale che, nel momento di pressione psicologica, diventa irraggiungibile. Si sta dimostrando incapace di comprendere le proprie difficoltà e di cambiare stile e approccio durante la stagione. In un simile contesto, la reazione al torto arbitrale diventava fondamentale. L’Inter sceglie il silenzio assoluto per tenere i nervi sotto controllo, forse intuendo che questa squadra vive male il trambusto.

 

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Potrebbe però anche essere vero il contrario, e cioè che la polemica offra qualche energia in più a un gruppo che si sta pericolosamente appiattendo. Ciò detto, il contatto Scalvini-Frattesi magari non è rigore nel calcio ideale, quello di contatto, ma lo è di certo nel calcio reale di questi anni. Avevamo avvisato che al peggio non c’è mai fine, e il peggio si è puntualmente materializzato con il cambio delle disposizioni agli arbitri in corso d’opera.

 

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Un fatto inammissibile perché anche la più amatoriale delle competizioni sportive, se vuole conservare un minimo di credibilità, inizia e finisce con le stesse regole. A giochi fatti, ci si siede al tavolo e si sistemano le cose. In Italia facciamo il contrario, le cambiamo in corsa forse perché d’estate sono tutti in ferie. Chiusa parentesi, per il Milan si configura la situazione ideale, quella per cui Allegri, vecchio volpone, avrebbe firmato: Champions in cassaforte proprio nel derby che fa crollare l’Inter. Nulla da perdere, zero ansie, solo una “sana gioia” di far vivere un incubo ai rivali cittadini.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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