Industrial Accelerator Act: arriva la clausola “made in Europe” per appalti e industria Ue

  • Postato il 5 marzo 2026
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  • Di Agi.it
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Industrial Accelerator Act: arriva la clausola “made in Europe” per appalti e industria Ue

AGI - L'Industrial Accelerator Act, presentato oggi dalla Commissione europea, introduce per la prima volta un criterio di preferenza europea - una clausola 'made in Europe' - per gli approvvigionamenti industriali in alcuni settori specifici come le industrie energivore (acciaio, alluminio e cemento), le tecnologie pulite (eolico, pompe di calore, nucleare, fotovoltaico e batterie) e l'automotive.

Uno dei nodi principali della proposta, che ha portato a diversi rinvii della presentazione - inizialmente prevista per metà dicembre - era proprio quello dell'ambito geografico, da definire in modo tale da introdurre una preferenza europea senza escludere del tutto i partner più stretti dell'Unione. Un punto su cui la Francia - e il commissario incaricato del dossier, il vicepresidente con delega alla Strategia industriale Stéphane Sejourné - ha sempre spinto per un'interpretazione più restrittiva possibile, mentre dalla Germania e da altri commissari arrivavano indicazioni più aperte al libero commercio (nei giorni scorsi sia la ministra all'Economia tedesca, Katherina Reiche sia il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, avevano parlato di 'made with Europe' piuttosto di 'made in Europe').

Il punto di caduta finale, prevede che la clausola 'made in Europe' negli appalti pubblici si applicherà anche a "Paesi terzi con i quali l'Unione ha concluso un accordo che istituisce una zona di libero scambio o un'unione doganale, o che sono parti dell'accordo sugli appalti pubblici" a livello dell'Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), "qualora sussistano obblighi pertinenti dell'Unione ai sensi di tale accordo".

Paesi equivalenti e interventi pubblici

Per altri tipi di intervento pubblico, invece, saranno considerati come equivalenti "Paesi terzi con i quali l'Unione ha concluso un accordo che istituisce una zona di libero scambio o un'unione doganale". Secondo fonti europee, tale lista comprenderà circa 40 Paesi partner per quanto riguarda gli appalti pubblici, mentre sulle altre forme di sostegno sono circa 80 i Paesi che potranno essere considerati equivalenti.

Criteri di esclusione e reciprocità

Potranno, appunto, perché l'Unione europea potrà in qualsiasi momento, attraverso atti delegati, decidere di escludere alcuni Paesi per il non rispetto di alcuni criteri, tra cui la reciprocità - se, ad esempio, un Paese dovesse decidere di applicare criteri protezionisti per alcuni settori, l'Ue potrebbe limitare l'accesso al mercato in tali settori -, "per evitare dipendenze o altri sviluppi ciò potrebbe minacciare la sicurezza dell'approvvigionamento nell'Unione", come si legge nel testo, o per le eccezioni incluse negli accordi internazionali (come quelle relative alla sicurezza nazionale o ai rischi ambientali).

Eccezione per le flotte aziendali

Rilevante eccezione è quella che riguarda le flotte aziendali, per le quali la definizione di Made in Europe sarà quella della proposta presentata dalla Commissione il 16 dicembre scorso, ovvero aperta solo alle auto prodotte in Ue.

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Agi.it

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