Indian Wells senza Medvedev e Rublev bloccati a Dubai? La confessione di mamma Rune: "Holger terrorizzato"

  • Postato il 2 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
  • 1 Visualizzazioni

Tra le conseguenze dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran, con la clamorosa ritorsione di Teheran che ha lanciato a sua volta attacchi verso le basi americane nel Golfo Persico e contro i paesi limitrofi accusati di essere coinvolti nel conflito, c’è anche quella che riguarda diversi tennisti di spicco. Quelli reduci dall’ATP 500 di Dubai, che proprio sabato – in concomitanza col lancio dei primi missili – ha vissuto il suo atto finale, ma anche quelli che vivono abitualmente nei paesi del Medio Oriente. Da qualche giorno la loro vita s’è trasformata in un calvario. È il caso, tra gli altri, di Daniil Medvedev, Andrey Rublev e Holger Rune.

Dubai, la finale del torneo ATP e i missili dall’Iran

A Dubai Medvedev sabato ha festeggiato (si fa per dire) il successo nel torneo, grazie al forfait prima della finale di Tallon Griekspoor, uscito malconcio dalla semifinale del giorno prima. Lo stesso olandese, per giunta, è bloccato nella metropoli degli Emirati Arabi al pari dei protagonisti della finale del doppio: Harri Heliovaara, Henry Patten, Marcelo Arevalo e Mate Pavic. Le possibilità che i sei riescano a raggiungere Indian Wells, in California, dall’altra parte del mondo, per prendere parte al Masters 1000 al via nella giornata di mercoledì diminuiscono sempre più col passare delle ore. I voli, infatti, continuano a essere vietati.

Medvedev, Rublev e Griekspoor negli alberghi bunker

Per risolvere l’impasse l’ATP ha convocato una riunione d’emergenza al termine della quale ha raccomandato a tutti di restare in albergo, trasformato in bunker con letti al piano sotterraneo in caso di nuovi e più cruenti attacchi. Due le opzioni per lasciare Dubai: sei ore di auto fino all’Oman, che però ha chiuso i suoi aeroporti, oppure dieci fino a Riad, capitale saudita da dove i voli partono regolarmente. Il problema? Code interminabili e controlli estenuanti. Col rischio, per Medvedev e Rublev, di vedersi negare il visto perché russi. Rublev che dal tabellone di Dubai era uscito qualche giorno prima, ma aveva atteso il weekend prima di partire per la California. Non immaginava che nel frattempo sarebbe successo l’inferno.

La testimonianza dello Zar: “Sto bene, non so cosa succederà”

Se Griekspoor, Rublev e i doppisti alloggiano al Creekside Hotel, Medvedev è di base al Four Seasons, da cui ha diffuso un messaggio rassicurante. “La situazione è insolita. Lo spazio aereo è chiuso, nessuno sa quando potremo volare. Non è chiaro quanto durerà, quindi aspettiamo solo di vedere cosa succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Per quanto strano possa sembrare – ha aggiunto lo Zar – sono molto emotivo in campo, più che nella vita, ma probabilmente mi aiuterebbe essere più emotivo in certi momenti. Per me, va tutto bene. Naturalmente ho ricevuto molti messaggi da amici e conoscenti, tutti sono preoccupati. Ma posso dire che va tutto bene”.

Anche Rune sotto le bombe a Doha: “Notte selvaggia”

Giorni difficili pure per Holger Rune, alle prese con la riabilitazione post infortunio e che ha scelto Doha come base. Anche il Qatar ha subito gli attacchi dell’Iran e per il danese e la sua famiglia sono state (e sono) giornate d’angoscia, come raccontato da mamma Aneke: “È stata una notte selvaggia. Non riuscivamo a dormire, vedevamo palle di fuoco nel cielo e abbiamo passato ore a rifugiarci nella hall dell’hotel. Holger era davvero terrorizzato”. Tanti gli attestati di solidarietà da parte dei fan per una situazione difficilmente preventivabile e che ha spiazzato anche il mondo del tennis.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti