Incidente mortale a Pontedecimo: indagato per omicidio stradale l’autista del tir che ha investito Maurizio Perrone
- Postato il 12 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. La pm Paola Calleri ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale l‘autista del tir che venerdì mattina ha investito e ucciso Maurizio Perrone, all’incrocio tra via Gallino e via del Canto a Pontedecimo.
L’autista è un 54enne italiano come la vittima, residente in Svizzera. Intanto gli investigatori della sezione infortunistica della polizia locale proseguono nella ricerca di telecamere e testimonianze per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro con esito mortale in cui ha perso la vita il 54enne ex edicolante e grande appassionato di musica, che era molto conosciuto nel quartiere.
Finora l’unico testimone risultato ‘attendibile’ ha spiegato che il tir stava percorrendo via del Canto verso monte. Arrivato all’incrocio, il semaforo per svoltare a sinistra verso via Campomorone era verde. Per gli inquirenti l’autista si sarebbe fermato per un istante sulla linea di mezzeria, per poi ripartire.
Ma proprio quando il mezzo era fermo Perrone aveva attraversato la strada, con il semaforo rosso, appena più avanti delle strisce pedonali. Giunto proprio a metà dell’incrocio – la vittima si muoveva abbastanza lentamente visto che camminava con un bastone per alcuni problemi di salute – l’autoarticolato è ripartito trascinandolo per alcuni metri sotto la motrice.
Come già chiarito, sull’incrocio della tragedia non ci sono telecamere di sorveglianza utili a una ricostruzione certa dell’incidente e non ci sarebbero nemmeno telecamere private, ad eccezione di quelle di Poste italiane, i cui uffici sono quasi all’incrocio tra via del Canto e via Gallino.
Per questo dovrebbero aver ripreso la manovra del tir durante la svolta per salire in via Campomorone e potrebbero confermare o meno la versione del supertestimone. Ma ancora quelle immagini devono essere acquisite dagli agenti della locale coordinati dal comandante Fabio Manzo perché è necessaria una richiesta della Procura e il via libera dell’azienda.