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Inaugurato Largo Mario Gualtieri, Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona di Cosenza»

  • Postato il 11 aprile 2026
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Inaugurato Largo Mario Gualtieri, Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona di Cosenza»

Il Quotidiano del Sud
Inaugurato Largo Mario Gualtieri, Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona di Cosenza»

Inaugurato Largo Mario Gualtieri nel quartiere Casali di Cosenza. Il sindaco Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona della città».


COSENZA – Un luogo che diventa simbolo, memoria che si fa spazio urbano, affetto che si trasforma in eredità condivisa. È una geografia dell’anima quella che da ieri ha preso forma nel quartiere Casali di Cosenza, in cui è stato inaugurato Largo Mario Gualtieri. Un abbraccio che la città consegna a una delle sue voci più autentiche. Scomparso nel 2018 all’età di 77 anni, Mario Gualtieri non è stato soltanto un cantante: è stato interprete dell’identità cosentina, narratore di una quotidianità fatta di ironia, malinconia e appartenenza. E proprio quella comunità che lui ha saputo raccontare e cantare si è ritrovata compatta attorno a una targa, trasformando la cerimonia in un momento di rara intensità emotiva.

Inaugurato Largo Mario Gualtieri, Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona di Cosenza»

Alla presenza del sindaco di Cosenza Franz Caruso, della famiglia Gualtieri, dell’imprenditore Federico Morabito, del presidente dell’associazione “La terra di Piero” Sergio Crocco, il quartiere è diventato uno spazio di memoria viva e pulsante. A guidare l’evento il dj Franco Siciliano. A sorpresa, è intervenuto anche il cantautore Dario Brunori. La sua partecipazione non è stata soltanto un omaggio, ma un passaggio di testimone ideale: la continuità di un racconto musicale che affonda nelle radici e guarda avanti senza dimenticare. Sul muro, a fare da cornice, alcune frasi tratte dai brani più amati di Mario Gualtieri, tra cui: “Magico Cosenza”, “Mezzanotte”, Ciao Fausto”, “Zia Tertesina”. Coordinate emotive di un territorio, frammenti di vita di una città che si riconosce nella sua voce.

Le parole del primo cittadino si intrecciano con lo sguardo della comunità. Non è retorica istituzionale: è il racconto di una determinazione che ha attraversato attese, burocrazia e vincoli normativi: «Non è stato un percorso semplice, è stata una corsa a ostacoli. Dare ufficialità all’intitolazione di questo luogo a un’icona della nostra città era un dovere. Un dovere verso Mario, verso la sua famiglia, ma anche verso tutti i cosentini che lo hanno conosciuto e amato». Il sindaco Franz Caruso ha sottolineato come l’intitolazione rappresenti non solo un tributo affettivo, ma un riconoscimento culturale. E proprio in questo passaggio emerge il cuore della cerimonia: la trasformazione di un artista locale in patrimonio identitario che si espande oltre i confini regionali e non solo.

Come ha ricordato il sindaco, visitando il Museo Gualtieri, la narrazione si fa più ampia, quasi a correggere una visione riduttiva: Mario non è stato solo la colonna sonora di una città. «Noi siamo affezionati a lui per le sue canzoni, per quello che ha rappresentato anche per il calcio cittadino. Ma spesso lo abbiamo circoscritto alla nostra realtà. Invece quel museo racconta un percorso umano, artistico e culturale straordinario». E allora il perimetro si rompe. Cosenza resta il cuore, ma il respiro diventa globale: «Mario è stato un riferimento cosentino, calabrese, italiano nel mondo. È stato apprezzato ovunque. Forse più fuori che da noi». Una contraddizione amara, ma tipica di molti talenti italiani: riconosciuti pienamente solo quando la memoria rischia di diventare assenza.

La città di Cosenza omaggia Mario Gualtieri: l’impegno dell’imprenditore Federico Morabito

E poi c’è una distanza che non si misura in metri, ma in memoria. Eppure, a volte, basta contarli per capire tutto. Lo ha raccontato l’imprenditore Federico Morabito: «Max Gualtieri ha pubblicato un video molto commovente. Parlava dei “cento passi”: la distanza tra questo luogo, che da oggi porta il nome di Mario Gualtieri, e il murales poco più avanti». L’imprenditore cosentino ha donato alla città non solo un murales, ma anche un vero e proprio spazio rigenerato nell’area sotto la sopraelevata di via Padre Giglio dedicato al celebre cantautore. Un filo invisibile che unisce segni, volti, storie.

Dario Brunori: «La cosa più bella è vedere l’affetto delle persone»

E mentre la città si racconta attraverso i suoi spazi, la musica restituisce il senso più profondo di quella partecipazione. A sottolinearlo è il cantautore Dario Brunori, con uno sguardo che parte da Mario Gualtieri e arriva molto più lontano. Non parla di palco, non parla di successo. Parla di persone. Brunori sposta subito il baricentro, lontano dagli applausi e vicino a ciò che resta davvero: «La cosa più bella è vedere l’affetto delle persone. Quello che si crea intorno alla musica, alle canzoni, a una figura come Mario».

Il discorso scivola poi sul piano personale: «Per me è stato bellissimo il periodo post sanremese. Prima ero più di nicchia, vivevo una certa distanza. Poi è arrivato l’affetto popolare. Un’ondata incredibile mi ha spinto in quell’esperienza e in tutto quello che è venuto successivamente. Per questo sono sempre emozionato. Ringrazio Max per l’invito. È importante dare segnali di vicinanza. Non solo per la musica, ma anche per tutto ciò che sembra collaterale e invece è fondamentale».

Il libro su Mario Gualtieri e il progetto internazionale de “La terra di Piero” dedicato al cantautore

A seguire, Sergio Crocco ha ricordato il libro su Mario Gualtieri, scritto insieme a Claudio Dionesalvi, Marco Cozza e Maximiliano Gualtieri: «In quel percorso ho scoperto un Mario “dietro le quinte” ancora più straordinario: un uomo che amava gli indiani d’America, profondamente legato alla solidarietà e alla beneficenza, sempre praticate nel silenzio più assoluto. Ritengo che questo sia un momento storico, perché dare ufficialmente un nome a un largo, e farlo proprio in questo quartiere, è qualcosa di meraviglioso. Era un riconoscimento che spettava davvero a Mario, per tutto ciò che ha fatto per la nostra città e anche per tutto quello che molti di noi non conoscevano.

Inoltre, il presidente de “La terra di Piero” ha annunciato un nuovo progetto dedicato al cantante: «Il 20 partirò in Tanzania, a Zanzibar, dove il 27 aprile, una data significativa per Mario, andremo a posare la prima pietra per il parco “Mario Gualtieri”. Un parco totalmente accessibile, realizzato all’interno di un orfanotrofio che ospita 85 bambini, la maggior parte dei quali sordi e molti con gravi difficoltà motorie. Vogliamo dare anche a loro la possibilità di giocare come tutti gli altri bambini, sotto una targa dedicata a Mario Gualtieri. Stiamo ancora scegliendo la frase da incidere.».

Il ricordo del figlio Max Gualtieri

Visibilmente emozionato, il figlio Max ha confessato: «Papà, su questa piazzetta, ogni domenica prendeva la sua scopetta e la palettina e raccoglieva tutte le cicche da terra. Ecco perché, per me, questo spazio vale quanto Corso Mazzini, Piazza Bilotti. Non scegliamo dove nascere, ma scegliamo dove vivere. E lui ha scelto di vivere qui fino alla fine. Questi cinquanta metri, per me e per la mia famiglia, rappresentano tutto: rappresentano Mario». Largo Mario Gualtieri è la prova che certe storie non finiscono, ma cambiano forma. E continuano a vivere, nei luoghi, nelle persone, nella musica che ancora risuona tra le strade di Cosenza.

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Inaugurato Largo Mario Gualtieri, Franz Caruso: «Era nostro dovere per un’icona di Cosenza»

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