In Lombardia l'idrogeno è un sogno ventennale, ancora costoso. Ma piani e impianti crescono
- Postato il 14 marzo 2026
- Di Il Foglio
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In Lombardia l'idrogeno è un sogno ventennale, ancora costoso. Ma piani e impianti crescono
Era convinto di aver trovato la terra promessa dell’energia green, Roberto Formigoni, quando il 1 ottobre 2007 la Bmw gli aveva presentato la H7, una berlina alimentata a idrogeno pronta per solcare le autostrade padane. Il Celeste si era giustamente convinto che l’idrogeno poteva essere la risposta. Al punto che nel febbraio del 2010 la Regione Lombardia inaugurava ad Assago il primo distributore di metano-idrogeno. Ma la strada per la terra promessa era lastricata di buche, e i costi di produzione dell’idrogeno, dipendenti dall’energia elettrica erano già fuori controllo. Una quindicina di anni dopo quell’esperimento il mondo dell’impresa sembra aver trovato la strada giusta per l’alimentazione a idrogeno, ma non saranno le automobili a giovarsi di questa innovativa formula. “La filiera italiana – registra l’Osservatorio 2025 sull’idrogeno, realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo – mostra segnali di crescente maturità industriale. Competenze consolidate nel manifatturiero, con circa un quarto delle imprese attive nel settore da oltre dieci anni. Le attività coprono l’intera catena del valore, dalla produzione ai servizi di ingegneria, fino alle applicazioni per uso industriale e per la mobilità. Una filiera ben integrata nei mercati esteri: il fatturato da idrogeno generato con clienti internazionali rappresenta il 46 per cento del totale, e sale al 60 tra le manifatture.
Ma Alberto Dossi, presidente di H2IT, che associa il meglio delle imprese del settore, non nasconde che “l’idrogeno, nel suo insieme, rappresenta un problema molto complesso. Ha avuto parecchie possibilità di crescere e oggi siamo in un momento molto importante perché stiamo entrando nella creazione della domanda. Col Pnrr realizzeremo, entro il 30 giugno 2026, 42 hidrogen valley, nel mondo dei trasporti cominciamo ad avere contatti con le municipalità per avere la possibilità di mettere in strada bus e anche camion. L’idrogeno potrà avere un grande futuro”. Ma strade in salita. Dossi spiega: “Per l’idrogeno verde la materia prima è al 70% l’energia. In Italia l’energia costa troppo e quindi è difficile rendere competitivo l’idrogeno. Dovremo lavorare su schemi incentivanti, per rendere l’idrogeno competitivo, a partire dal recepimento della direttiva europea sulle rinnovabili”. Una cosa sembra certa: saranno i veicoli pesanti a giovarsi dell’energia GH2 (idrogeno verde). In Lombardia ci sono alcuni importanti progetti che stanno diventando realtà. Il primo è Malpensa H2, realizzato da Sea ed Edison Next. Finanziato dal Pnrr, prevede la realizzazione di una stazione di rifornimento a idrogeno verde presso l’area Cargo City di Malpensa. Dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2026. L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di decarbonizzazione intrapreso da Sea, che punta a ridurre a zero le emissioni di CO2 degli aeroporti milanesi entro il 2030. Questa stazione di rifornimento a idrogeno, estesa su 12.000 metri quadrati, sarà alimentata da un elettrolizzatore e supportata da un impianto fotovoltaico. Potrà erogare idrogeno a doppia pressione (350 e 700 bar), soddisfacendo le esigenze di diversi mezzi. Invece H2iseO Hydrogen Valley consente di sostituire, da Brescia a Iseo e Edolo, la vecchia ferrovia diesel con una moderna struttura a idrogeno. Realizzata da FNM, mira a decarbonizzare il trasporto pubblico. Il progetto H2Iseo prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni Alstom a idrogeno in sostituzione dell’intera flotta diesel e 3 impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno rinnovabile.
In Lombardia stanno crescendo anche altri progetti, come Hymantovalley (cofinanziato al 70 per cento dalla Ue, in collaborazione con 16 partner), che punta a realizzare in provincia di Mantova un ecosistema verde replicabile e sostenibile. L’obiettivo è sviluppare un modello integrato di produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo dell’idrogeno per molteplici applicazioni: dal riscaldamento domestico alla mobilità, passando per l’industria pesante. C’è poi H2 Olona Hydrogen Valley nato per rigenerare e trasformare l’area dell’ex cartiera di Cairate, nel territorio della Valle Olona. L’obiettivo è anche dare nuova vita a un’area industriale dismessa di 650.000 mq, creando un moderno hub tecnologico.
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