In futuro la malattia di Crohn si potrà prevenire?

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Di Focus.it
  • 1 Visualizzazioni
Un semplice prelievo rintraccia nel sangue le avvisaglie dell'insorgere della malattia di Crohn, poco meno di due anni e mezzo prima della comparsa dei sintomi. Il test, sviluppato da ricercatori canadesi, rileva le tracce di anticorpi contro la flagellina, una proteina normalmente prodotta dai batteri intestinali che scatena reazioni immunitarie improprie in chi soffre di questa malattia dell'intestino. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Clinical Gastroenterology and Hepatology, potrebbe aprire la strada a un futuro vaccino contro la malattia di Crohn.. Una difesa che fa ammalare. La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire qualunque tratto dell'intestino, e che causa diarrea, spesso sanguinamento intestinale, difficoltà digestiva, cattivo assorbimento dei nutrienti, stanchezza cronica e dolore addominale. Gli scienziati del Lunenfeld-Tanenbaum Research Institute, un istituto di ricerca medica di Toronto, Canada, avevano già scoperto in passato che, molto prima che il Crohn si manifesti, il sistema immunitario può scatenare una risposta infiammatoria spropositata che prende di mira i batteri intestinali. Nelle persone sane, questi batteri abitano pacificamente l'intestino e anzi sono fondamentali per una corretta digestione.. Un altro team di ricerca, dell'Università dell'Alabama, aveva anche sviluppato un test per trovare le tracce, nel sangue, di questa esagerata reazione di autodifesa: anticorpi diretti contro la flagellina, una proteina che costituisce i flagelli, quelle "code" che i batteri utilizzano per la locomozione. Le persone che soffrono di malattia di Crohn mostrano livelli elevati di anticorpi diretti contro la flagellina dei batteri della famiglia Lachnospiraceae, che colonizzano l'intestino umano sin dalla nascita.. Segnali preoccupanti. Lo studio ha seguito 381 parenti di primo grado di persone con malattia di Crohn di cui erano stati raccolti dati genetici, biologici e ambientali: il campione è stato estratto da un database del progetto Genetic, Environmental and Microbial (GEM) Project, volto a comprendere meglio l'origine delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Con il tempo, 77 dei partecipanti hanno sviluppato la malattia. Gli scienziati hanno potuto così seguire con un dettaglio insperato le fasi precedenti la comparsa dei sintomi.. Tra questi pazienti, più di un terzo (28 persone) mostrava livelli elevati di anticorpi contro la flagellina dei batteri Lachnospiraceae già quasi due anni e mezzo prima della diagnosi. La risposta è parsa più marcata nei fratelli di chi aveva già avuto diagnosi di morbo di Crohn. La presenza di anticorpi dannosi si accompagnava a infiammazione dell'intestino e permeabilità intestinale, cioè l'incapacità dell'intestino di agire da barriera impedendo il passaggio di tossine e altri elementi sgraditi nel sangue: entrambi questi sintomi sono caratteristici della malattia di Crohn.. Giocare d'anticipo. La scoperta apre alla possibilità di sviluppare vaccini diretti contro la flagellina nelle persone considerate più a rischio di sviluppare la malattia di Crohn, e offre una finestra di intervento precoce per intervenire a tutela dell'intestino dei futuri pazienti..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti