Il Venezuela senza petrolio. Ora Maduro scommette sul cibo
- Postato il 1 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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Il Venezuela senza petrolio. Ora Maduro scommette sul cibo
Braccia da restituire all'agricoltura! Di fronte al sempre più pressante assedio con cui l'Operazione Southern Spear voluta da Trump sta strangolando l'export di petrolio del Venezuela, Nicolás Maduro è arrivato ad annunciare che saranno le esportazioni alimentari “la nuova fonte di ricchezza nazionale per la valuta estera”. Se vogliamo, è una teoria economica che può rivaleggiare con le idee di Trump di sostituire i dazi alle imposte come nuova principale fonte di finanziamento del bilancio federale. D'altra parte, anche il modo con cui il presidente del Venezuela comunica al suo popolo gli sviluppi del braccio di ferro con l'Amrica, esibendosi mentre balla e canta, crea un curiosa sintonia tra i due avversari.
Il bolivar venezuelano ha chiuso il 2025 con una svalutazione dell'82,7 per cento rispetto al dollaro. Ma la fine dell'anno è stata segnata anche dal sequestro di due navi che trasportavano petrolio greggio venezuelano e dalla comunicazione di Trump secondo la quale ci sarebbe stato un primo attacco sulla terraferma. Non si hanno informazioni più precise, e solo il presidente colombiano Gustavo Petro ha spiegato che sarebbe stata colpita nella zona di Maracaibo una raffineria di droga controllata dall'Eln, gruppo armato colombiano con basi in Venezuela. In tutto, dopo l'ultima operazione di martedì, le vittime degli attacchi a narcos o presunti tali sarebbero salite a 110. Una terza petroliera inseguita dalla Guadia Costiera Usa ha cercato di salvarsi esibendo una bandiera russa. “È necessario produrre cibo puro, privo di sostanze chimiche che ci fanno ammalare, e biologico al 10 per cento, perché il mondo chiede cibo biologico”, ha detto Maduro. “Il mondo intero ci ringrazierà e ce lo strapperà dalle mani, e diventerà la nuova fonte di ricchezza nazionale per la valuta estera”. Ma intanto la scietà petrolifera di stato Pdvsa si trova ad affrontare una crisi operativa senza precedenti, per l'accumulo di combustibili residui nei serbatoi onshore. Negli ultimi giorni, alcune petroliere sono riuscite a entrare nelle acque venezuelane e si prevede l'arrivo di un altro paio di navi battenti bandiera cinese. Tuttavia, la maggior parte delle navi in consegna a dicembre e inizio gennaio ha sospeso l'arrivo nei porti venezuelani. La dipendenza del Venezuela dalla produzione di greggio extra-pesante, che richiede diluizione per il trasporto e la lavorazione in raffinerie complesse, ha generato ingenti volumi di fuel oil residuo normalmente destinati all'esportazione in Asia. Tuttavia, il blocco ha ridotto al minimo queste spedizioni nelle ultime due settimane. Di fronte alla saturazione dei serbatoi di stoccaggio a terra, Pdvsa ha fatto ricorso allo stoccaggio di petrolio greggio e olio combustibile su petroliere. Una fonte in contatto con Reuters informa però che circa 25 milioni di barili di residui sono già in deposito e l'azienda è prossima all'esaurimento della sua capacità. Pdvsa ha dunque anche iniziato a riaprire i serbatoi inattivi e a inviare il carburante residuo alle piscine di smaltimento dei rifiuti petroliferi nella regione occidentale del paese, nel tentativo di evitare la chiusura delle unità operative del Centro di Raffinazione di Paraguaná, che ha una capacità di 955.000 barili al giorno. Le esportazioni di petrolio venezuelano a dicembre sarebbero scese alla metà della media di 950.000 barili al giorno registrata a novembre.
Tra le poche navi che sono riuscite a salpare da metà dicembre ci sono quelle noleggiate da Chevron, il principale partner statunitense di Pdvsa. Proprio per convincere Chervon a restare, Maduro ha fatto sequestrare dei cittadini americani, che sono poi stati liberati in cambio di una prorga della licenza. Dopo di che, però, Trump ha lanciato l'Operazione Southern Spear. Da allora, in Venezuela sono stati arrestati almeno altri cinque cittadini statunitensi, ma senza fermare lo spiegamento. Mercoledì il Dipartimento al Tesoro Usa ha annunciato ulteriori sanzioni a quattro aziende legate al settore petrolifero venezuelano e alle navi associate.
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