Il Trovatore debutta il 14 gennaio al Teatro Carlo Felice, al via progetto di traduzione Lis in diretta
- Postato il 9 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Trovatore debutta giovedì 14 gennaio al Teatro Carlo Felice e sarà la prima opera del progetto sperimentale Navigare insieme per l’inclusione di chi soffre di disabilità motorie, cognitive, sensoriali e neurodivergenze. Si tratta di una produzione del 2019 del Carlo Felice con le scene e i costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov e la regia di Marina Bianchi. Il cast vocale è di tutto rispetto: nei panni del Conte di Luna si alternano Ariunbaatar Ganbaatar e Leon Kim; Leonora è interpretata da Erika Grimaldi e Iwona Sobotka; Azucena è interpretata da Clémentine Margaine e Chiara Mogini; Manrico è affidato a Fabio Sartori e Samuele Simoncini. Completano il cast Simon Lim e Fabrizio Beggi (Ferrando), Irene Celle (Ines) e Manuel Pierattelli (Ruiz).
Il sovrintendente Michele Galli, per questo inizio d’anno elenca alcuni numeri, a partire dal pienone del concerto di Capodanno “come non accadeva da anni” e l’indice di riempimento della sala, che ha raggiunto un valore medio oltre 1500 presenze a spettacolo. “Un atto di fiducia che tutta la comunità ligure e genovese accorda verso la proposta musicale e culturale del teatro, ma che suscita anche interesse tra i turisti stranieri”.
Il direttore d’orchestra è Giampaolo Bisanti: “Sono contento di tornare a Genova. L’anno scorso avevo fatto il Cappello di Paglia di Firenze opera meno nota e in cui il direttore può spaziare a piene mani. Qui rischiamo una pleonastica analisi musicologica. Il Trovatore fa parte della cosiddetta Trilogia popolare di Verdi insieme a Traviata e Rigoletto, ma ha una caratteristica significativa rispetto alle altre due: intanto è una novella epico-romantica ambientata nella Spagna del XV Secolo, Secondo me è l’opera per eccellenza perché non ruota attorno a tre voci, ma ben cinque grandi voci, incluso il basso, perché Ferrando apre l’opera con il coro maschile cantando una parte molto difficile. Stiamo lavorando alacremente”.
Bisanti ha ricordato le varie versioni del Trovatore: “Verdi non amava i suoi librettisti. Cammarano scrisse il libretto alla fine della sua vita facendo una summa come per l’Otello di Shakespeare. Muore e Verdi rielabora, all’epoca si chiamava El Trobador. Poi a Verdi fu anche chiesto di riscriverlo in francese con aggiunta del balletto, ai francesi non piaceva orchestrazione di Verdi, che è simile sulla gestione dei colori e degli strumenti a Traviata e Rigoletto. Lui lo ridefinì ma a me piace più la versione italiana.
Ambientato in una Spagna medievale segnata da guerre, roghi e faide, Il trovatore intreccia amore, vendetta, colpa e destino. Al centro della vicenda si muovono figure sospinte da forze più grandi di loro: il trovatore Manrico, la tormentata zingara Azucena, la nobile Leonora e il Conte di Luna, prigionieri di un passato che ritorna inesorabile e conduce a un epilogo tragico. Il libretto è di Salvadore Cammarano da El Trovador di Antonio García Gutiérrez.
Il fuoco – elemento ricorrente nell’opera, reale e simbolico – diventa metafora della passione che consuma i personaggi e ne guida le azioni. La scena si concentra sui rapporti di forza, sulle ossessioni e sui legami di sangue, restituendo un clima di tensione in cui il destino appare ineluttabile.
Il Miserere, Di quella pira, Stride la vampa o D’amor sull’ali rosee rappresentano perle di un flusso drammatico continuo.
La regista Marina Bianchi spiega: “Ho fatto scelte diverse con le due compagnie. Il Trovatore era stato creato qui nel 2019 e poi c’è stato il Covid. Ritrovarsi a farlo con molti che c’erano allora è una bellissima esperienza. Io amo lavorare con gli attori. Chi vedrà un cast vedrà qualcosa che non vedrà con l’altro cast. Mi piace lasciare libertà agli artisti. Ognuno ci trova qualcosa in questa storia: c’è tanto amore, c’è morte, c’è dolore, c’è passione, c’è il fuoco, il fuoco del rogo ma anche della passione amorosa, ciascuno ama a suo modo. Il tenore ama, è un personaggio strano, meticcio, un altro rispetto al gruppo, è un girovago, zingaro, poi sapremo che non lo è. Il conte di Luna ha su di sé la maledizione della vendetta che il padre gli consegna, ma è innamorato veramente di Leonora. Le donne sono estremamente affascinanti come tutti i personaggi femminili dell’opera di Verdi, lui per me è stato uno dei più grandi drammaturghi dell’Ottocento, Leonora è molto volitiva: doveva andare in sposa al conte di Luna, invece ha un altro. Assomiglia a Lucia, ma Lucia impazzisce, lei va fino in fondo, si suicida col veleno. Altra figura femminile incredibile è x, ossia il femminile oscuro, la fattucchiera, la donna che ha cresciuto il figlio di un’altra. In questa comunità lei è anche una guaritrice e ha delle strane visioni. Non è catturabile. L’unico sistema è quello di bruciarla. In quest’opera gli uomini hanno le armi, combattono, mentre le donne hanno il cervello, Leonora entra in scena con libro in mano”.
Bianchi definisce Il Trovatore una “storia molto fosca, noir. Io l’ho realizzata con questi due artisti kazaki che hanno inventato un girevole perché la storia non si ferma mai, come le fiction di oggi. La scena si muove, ha varie angolazioni e suggerisce tutti gli ambienti”. Tra i collaboratori Tiziana Colombo ha realizzato la coreografia, mentre Corrado Tommaselli si è occupato della costruzione delle battaglie. Il cielo tempestoso sarà garantito dalle luci di Luciano Novelli.
Il progetto Navigare Insieme
Il progetto Navigare Insieme si inserisce tra le novità introdotte all’inizio della stagione come i progetti di educazione musicale rivolti alle scuole dell’infanzia (Don Giovanni la prima opera affrontata): “Scontiamo un ritardo rispetto ad altri teatri, ma non siamo neanche gli ultimi. La responsabile del progetto Manuela Litro si è spesa per questo progetto in tempi molto rapidi”, puntualizza Galli.
L’assessore regionale alla Cultura Simona Ferro dice: “Complimenti al sovrintendente Galli per le varie iniziative. Se noi vogliamo che il teatro continui a vivere dobbiamo tramandarlo nella sua bellezza. Questa nuova iniziativa sottolinea come il nostro teatro sia un presidio culturale fondamentale per tutti. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno”.
La consigliera comunale Maria Luisa Centofanti, in vece del sindaco Silvia Salis, commenta: “Sull’inclusione non è importante arrivare prima o dopo, ma arrivare ed è fantastico che succeda in un teatro. Bene il fatto che ci si sia affidati a partner importanti, un segno di voler mettersi al servizio, giocare con associazioni di prima qualità”.
Per Il Trovatore saranno attivati i primi servizi di accessibilità, tra cui: mappe tattili e contenuti audio sul sito operacarlofelice.it per persone cieche e ipovedenti; audiodescrizione dello spettacolo tramite sistemi digitali in fase di test; traduzione in Lis e sottotitoli per persone sorde e ipoudenti; schede dell’opera in linguaggio Easy to Read; percorsi multisensoriali pre-spettacolo e possibilità di accesso anticipato al Teatro, per favorire un’esperienza più autonoma e consapevole.
In via sperimentale, e in collaborazione con le principali associazioni già attive in questo ambito, non solo a livello cittadino, il Teatro accoglierà sabato 10 gennaio, un gruppo di persone con disabilità cognitiva che assisteranno a una prova d’assieme, mentre per la recita di giovedì 22 gennaio sono in corso le prenotazioni per due gruppi di persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti che, un’ora prima dello spettacolo, potranno partecipare a un’attività condivisa di presentazione dell’opera e della produzione. Durante la rappresentazione, due interpreti Lis – Jenny Costa e Titta Arpe – si alterneranno raccontando dal vivo l’opera al pubblico con disabilità uditive.
Inoltre il sito operacarlofelice.it è in fase di aggiornamento per renderlo accessibile, con pagine dedicate, materiali scaricabili, video in Lis e audiodescrizioni dedicati al teatro e alle opere.
Parallelamente, il Teatro ha avviato un percorso di formazione del personale di sala e di accoglienza, con l’obiettivo di garantire un’accessibilità che non riguardi solo i servizi ma anche la qualità della relazione con il pubblico.
Manuela Litro spiega: “Ci rivolgiamo a tutte le disabilità, ad alcune in questo progetto, ad altre in futuro. I disabili hanno molte più possibilità di quelle che pensiamo noi. La traduzione in lingua dei segni di un’opera simultaneamente è molto raro, il linguaggio dei libretti è molto difficile da tradurre e poi perché anche l’opera è molto lunga. Credo che la parola chiave di questo progetto sia ‘insieme’, perché nasce dall’ascolto e dal confronto con chi vive ogni giorno le difficoltà legate alla disabilità e dalla volontà condivisa di superarle, anche grazie all’arte e alla musica. Per questo siamo orgogliosi di aver ideato e realizzato il progetto insieme ai rappresentanti delle associazioni del territorio che si occupano di tutte le disabilità dando vita a un’esperienza completa, che può essere vissuta in molti modi differenti. Infine, stiamo testando una tecnologia innovativa e particolarmente efficace per consentire a chi utilizza un apparecchio acustico un impianto cocleare di ascoltare la musica e le voci in modo chiaro, senza interferenze, permettendo anche al pubblico con disabilità uditiva di seguire le opere. La magia della musica farà il resto”.
Le rappresentazioni e gli incontri
Il calendario dettagliato prevede il debutto giovedì 15 gennaio alle ore 20.00, quindi repliche sabato 17 gennaio ore 15.00, domenica 18 gennaio ore 15.00, martedì 20 gennaio alle ore 20.00, giovedì 22 gennaio ore 17.00 e venerdì 23 gennaio ore 20.00. L’opera sarà registrata da Rai Radio3 e mandata in onda in differita.
Anche per Il trovatore sono in programma due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale: sabato 10 gennaio, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e il Conservatorio Niccolò Paganini – conversazione con Fabrizio Callai su Il trovatore tra innovazione e tradizione nell’ambito della trilogia popolare; invece martedì 13 gennaio, alle ore 18, appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare, con un incontro dal titolo Verdi in fiamme.
Sono confermate anche le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio Niccolò Paganini.