Il Triplete è il nuovo Santo Graal del calcio europeo: quattro squadre ancora sognano
- Postato il 3 aprile 2025
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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C’è un nuovo Santo Graal che si aggira nell’immaginario collettivo del calcio europeo ed è il Triplete, il trittico composto da Champions, campionato e coppa nazionale. Non è una novità, sia chiaro. In epoche recenti, ha illuminato il 2023 del Manchester City, il 2010 dell’Inter, il 2009 e il 2015 del Barcellona, il 2013 e il 2020 del Bayern Monaco, fino al romanzesco 1999 del Manchester United, con la Champions conquistata nei minuti di recupero, passando dallo 0-1 al 2-1. La vera novità è che all’alba dei quarti della più prestigiosa delle coppe europee ci sono tre squadre (Real Madrid, Barcellona e Psg) che hanno ottenuto il pass per la finale della coppa nazionale, mentre un’altra, l’Inter inzaghiana, il 23 aprile conoscerà il suo destino nella semifinale di ritorno contro il Milan. Si ripartirà dall’1-1 dell’andata.
Ci sarà un solo vincitore, ovvio. Una corsa a eliminazione, in cui il fronte più intrigante è quello spagnolo. Real o Barcellona, l’eterno Clàsico, lacrime e sangue, e poi politica, cultura, lingua. Sorprende un dato: in una storia secolare di successi e di trionfi, con ben 15 Champions in bacheca, i Blancos non hanno mai centrato il Triplete. Lo hanno sfiorato dieci volte: una maledizione? Il Barcellona, altro smacco, è l’unico club di Spagna ad aver calato il tris. C’è una possibile spiegazione a tutto ciò ed è rintracciabile, probabilmente, in una parola: ossessione. La Real casa colloca la Champions al di sopra di tutto: se Santiago Bernabeu fu il primo “ganador” serial di Coppe dei Campioni, Florentino Perez ha fatto della missione europea la sua ragione di stato. Tutte le migliori energie sono concentrate in questo obiettivo, e per dominare il mondo, si sacrifica talvolta la Copa del Rey, considerata in casa madridista un trofeo di secondo livello. Il Real che snobba la coppa del re: il paradosso dei paradossi.
Il Real di Ancelotti è davvero “o todo o nada”. Può vincere tutto, o restare a secco. In campionato, insegue il Barcellona, con tre punti di svantaggio e il Clàsico da affrontare l’11 maggio in trasferta, giornata numero 35 della Liga, probabilmente lo snodo decisivo. Ma poi ci sarà anche la finale di Copa del Rey, il 26 aprile, sempre contro l’eterno nemico blaugrana. E poi c’è una Champions nella quale bisognerà fare intanto i conti, nei quarti, contro l’Arsenal di Mikel Arteta, allenatore basco con trascorsi giovanili da calciatore nel Barcellona. A Madrid è stato ricordato in queste ore il 2014, quando sempre sotto la guida di Carlo Ancelotti, il club sognò ad un certo punto della stagione il Triplete. Il terzo posto in campionato, a tre punti dai trionfatori dell’Atletico Madrid, frustrò le ambizioni. Undici anni dopo, e ancora con Carletto gran timoniere, ci risiamo.
Il Barcellona, addirittura, sogna il “quadruplete”: si guarda infatti persino oltre, alla Supercoppa. L’allenatore tedesco, Hansi Flick, che già festeggiò il Triplete nel 2020 con il Bayern, dice: “Sognare è lecito, ma dobbiamo restare concentrati sul nostro cammino e su ciò che vogliamo”. Il primo a parlare del “quadruplete” è stato, nella zona mista del post Atletico-Barcellona, Alejandro Balde: “Se sogniamo il Quadruplete? Sì, naturalmente. Alla fine, giochiamo per vincere. E fino a quando saremo in corsa per tutti i trofei, sarà per conquistarli”.
Il Psg sorride largo: ha il campionato a un centimetro – 21 punti di vantaggio sul Monaco a sette giornate dalla fine – e la finale di Coppa di Francia, in programma il 24 maggio allo stadio St.Denis, in cui è nettamente favorito contro il Reims. È la Champions, ossessione dei parigini, lo snodo cruciale, ma Luis Enrique, protagonista del Triplete 2015 del Barcellona, conosce bene la strada. Il Psg, liberato dagli ego delle superstar, sta mostrando forse il miglior calcio della sua storia. Dovrà però fare i conti con l’Aston Villa dell’ex Emery nei quarti di Champions: parafrasando Pep Guardiola “come e peggio di una seduta dal dentista”.
L’Inter ha il cammino più complicato. In campionato, lotta gomito a gomito con il Napoli di Antonio Conte, tanto per restare in tema di ex. In Coppa Italia, il derby di ritorno è tutto un quiz: il Milan è stato il vero incubo della stagione nerazzurra. In Champions, nei quarti ci sarà il Bayern di Harry Kane, pieno di infortunati, ma sempre tosto. Il Triplete del 2010 è scolpito nella memoria del popolo interista. Gloria eterna, ma sognare il bis non è reato. Anzi.
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