Il Tar annulla l’interdittiva antimafia e riabilita l’azienda di costruzioni Brc
- Postato il 7 gennaio 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 2 Visualizzazioni

Genova. Il Tar della Liguria ha annullato l’interdittiva antimafia emessa il 20 marzo scorso dalla Prefettura di Genova nei confronti della Brc spa. Società di costruzione attiva in tutta Italia e guidata dall’imprenditore Lorenzo Romis. Si tratta dell’ultimo passaggio vittorioso della battaglia legale cominciata due anni fa dall’imprenditore.
La Brc infatti aveva ricevuto una prima interdittiva nel novembre del 2023 che era stata annullata al Tar dopo il ricorso della società e ripristinata dal Consiglio di Stato. Da lì era scattata a marzo di quest’anno la nuova interdittiva che tuttavia secondo i giudici del Tar, che hanno depositato la sentenza di annullamento a fine dicembre, non tiene conto dei cambiamenti avvenuti nel frattempo all’interno della Brc, compiendo così una “mancata attualizzazione del giudizio relativo al rischio” di infiltrazioni malavitose nell’azienda.
L’azienda infatti ha licenziato definitivamente il dipendente che era finito sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia emiliana per possibili legami con i clan della ’ndrangheta. E ha adottato modelli organizzativi e di gestione che possono prevenire determinati reati, istituendo anche un organismo di vigilanza interno. Per questo l’interdittiva è stata annullata dai giudici Giuseppe Caruso, Liliana Felleti e Nicola Pistilli. Per il Tar l’allontanamento del dipendente è “un indizio significativo nella valutazione del pericolo di condizionamento” da parte della criminalità organizzata.
Circa il secondo elemento alla base dell’interdittiva, vale a dire i rapporti avuti dall’azienda di Romis per alcuni lavori compiuti fra il 2019 e il 2021 con una ditta in subappalto che a sua volta avrebbe avuto legami con la ’ndrangheta in Emilia Romagna, per i giudici non si tratta di rapporti che rappresentano “un pericolo attuale di condizionamento mafioso” perché si tratta di “rapporti indiretti” e lontani nel tempo.
Nel frattempo infatti, spiega il Tar, l’azienda ha introdotto “misure di self cleaning”, vale a dire modelli di organizzazione, stilati in base alle norme sulla responsabilità amministrativa delle società (previste dalla legge 231), che definiscono le regole in base alle quali un’azienda previene la commissione di reati. Brc poi, sempre in base al decreto 231, ha istituito un organismo di vigilanza, ente autonomo che controlla e interviene affinché i vertici non tengano comportamenti illeciti. Per queste ragioni il tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso di Brc, assistita dagli avvocati Luigi Cocchi e Daniele Granara, contro il ministero dell’Interno e la Prefettura di Genova.
Nel frattempo proseguono le indagini della Procura nate proprio da un esposto di Romis, che aveva formulato accuse sulla gestione di alcuni appalti da parte del Comune negli anni passati, ritenendo che la sua società fosse stata ingiustamente penalizzata. .La Brc è molto nota a Genova per aver realizzato fra gli altri, gli interventi quelli di Porta Soprana, la Chiesa di Santo Stefano in via XX Settembre e anche la nuova scuola di piazza delle Erbe, commissionata dal Comune.