Il sussurro di marmo e resina nel cuore dell’Egeo Settentrionale: Thassos, l’isola smeraldo

Nella parte più settentrionale dell’Egeo, a poche miglia dalla Grecia continentale, c’è un’isoletta ricoperta di foreste che galleggia placida in un mare limpido. Dalla sagoma circolare e massiccia, è tutta un’altra storia rispetto alle tipiche casette bianche e porte blu delle Cicladi. Parliamo di Thassos (o Taso o Tasso), una terra montuosa ricoperta di pini, castagni e uliveti che le hanno fatto guadagnare il soprannome di “Isola di Smeraldo“.

Qui il verde è veramente ovunque, perché le pinete arrivano fino al mare e gli uliveti ricoprono colline intere, mentre cave bianchissime tagliano la montagna come cicatrici. Sì, perché l’isola era ricca di miniere di oro e marmo, tanto da essere stata pure una potenza economica dell’antichità.

Ancora oggi il marmo di Thassos rimane uno dei materiali più puri del Mediterraneo. Bianco luminosissimo, quasi cristallino, al punto che alcuni dei suoi preziosi blocchi finirono persino nei monumenti dell’antica Roma. Non è un’isola priva di visitatori, ma gli italiani qui sono ancora pochi. Molte persone arrivano invece da Bulgaria, Serbia e Macedonia del Nord. Un turismo affezionato e che contribuisce a mantenere un’atmosfera genuina: è una Grecia meno prevedibile.

Cosa vedere a Thassos

Thassos conserva un’anima rurale e intellettuale che prescinde dal richiamo dei lidi sabbiosi. Il suo bellissimo territorio è infatti puntellato di rovine classiche, monasteri arroccati sulle scogliere e villaggi che sembrano appartenere a un’altra epoca.

Limenas e l’antica città di Thassos

Limenas, Capitale attuale e piccolo porto vivace, occupa il sito della città antica, uno dei centri più prosperi del Nord Egeo durante il periodo classico. Non è infatti difficile incontrare, durante le passeggiate, alcuni interessanti resti archeologici. L’agorà occupava il cuore politico e commerciale della polis. Intorno alla piazza si trovavano templi dedicati a Zeus, Dioniso e Artemide. Poco più in alto ci sono ancora le rovine dell’acropoli, rafforzata nel Medioevo con mura difensive.

Molto bello è il teatro antico, costruito nel IV secolo a.C., che guarda il mare dall’alto della collina, mentre il vicino Museo Archeologico è un susseguirsi di statue, rilievi e ceramiche che raccontano quasi 14 secoli di storia. All’ingresso accoglie i visitatori un enorme kouros alto più di 3 metri.

La penisola di Alyki

Sul lato sud-orientale di Thassos si può notare una sottile lingua di terra che avanza nel mare formando due baie perfette. Il suo nome è Alyki e rappresenta uno dei posti più suggestivi. In passato qui funzionava una delle principali cave di marmo, con blocchi che venivano tagliati direttamente vicino alla riva e caricati sulle navi. Ancora adesso si distinguono tagli netti nella roccia e resti di edifici religiosi.

Tra pini marittimi e acqua turchese emergono le rovine di una basilica paleocristiana e di un santuario dedicato a divinità protettrici dei marinai.

Il monastero dell’Arcangelo Michele

Un promontorio verticale sulla costa orientale ospita uno dei luoghi spirituali più importanti di questo lembo di terra della Grecia: il monastero dell’Arcangelo Michele. Risale al XVIII secolo e custodisce reliquie sacre molto venerate. Dalla terrazza panoramica la vista abbraccia chilometri di costa e, nelle giornate limpide, arriva fino al profilo del Monte Athos.

I villaggi montani tradizionali

L’entroterra di Thassos custodisce paesi in cui lo scorrere del tempo non è mai arrivato. Stradine acciottolate, case in pietra e grandi platani segnano le piazze principali.

Panagia rappresenta uno dei più affascinanti. Situato ai piedi del monte Ypsario, è la culla di architetture tradizionali macedoni e una rete di sorgenti d’acqua fresca. Non è da meno Theologos, antica Capitale durante il dominio ottomano, con le sue case signorili con balconi in legno e taverne celebri per la cucina locale. Poi ancora Kazaviti e Maries a completare un mosaico montano fatto di silenzi, boschi e tradizioni rurali.

Palataki e le miniere di Limenaria

Thassos sfoggia anche un edificio insolito per un’isola greca: il Palataki, letteralmente “piccolo palazzo”, che svetta nei cieli su un promontorio roccioso vicino a Limenaria. La struttura venne costruita all’inizio del Novecento come sede amministrativa di una compagnia mineraria tedesca. Attorno a esso si sviluppavano miniere di ferro e piombo, attività industriali che trasformarono l’economia locale.

Oggi il palazzo rimane uno dei simboli architettonici più particolari dell’Egeo settentrionale.

Le spiagge più belle di Thassos

E per quanto riguarda il mare? Pura poesia: rappresenta uno degli elementi più spettacolari dell’isola. Sabbie chiare, baie nascoste e acque turchesi danno vita a una composizione costiera sorprendente. Alcune spiagge sorgono vicino a foreste di pini, oppure accanto a cave di marmo che rendono l’acqua quasi irreale.

  • Golden Beach (Chrissi Akti): ben tre chilometri di sabbia chiara circondati da montagne verdi. Fondali bassi e acqua limpida rendono questa baia una delle più amate di tutta Thassos (e non potrebbe essere altrimenti).
  • Paradise Beach: distesa sabbiosa dal colore dorato con acqua che sfuma nello smeraldo. Una formazione rocciosa conica emerge dal mare mettendo in scena uno paesaggio quasi tropicale.
  • Marble Beach – Saliara: minuscoli ciottoli di marmo bianco sostituiscono la sabbia. Il riflesso della pietra chiarissima dona al mare una tonalità turchese intensissima.
  • Giola: piscina naturale scavata nella roccia sulla costa meridionale. La laguna prende il soprannome di “Lacrima di Afrodite” per la forma simile a una goccia.
  • Metalia Beach: vicino a Limenaria, un angolo di paradiso tra resti di miniere abbandonate e acqua cristallina. Il contrasto tra archeologia industriale e paesaggio marino rende l’ambiente unico.
Giola, Thassos
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Giola, la “Lacrima di Afrodite”

Come arrivare

La magnifica Thassos si trova a circa 10 chilometri dalla Grecia continentale, una distanza sorprendentemente breve considerando che stiamo parlando di un’isola dell’Egeo. Il punto di accesso principale è il porto di Keramoti, collegato con traghetti che raggiungono Limenas in circa 35 minuti. Un secondo collegamento parte dalla città portuale di Kavala e arriva a Skala Prinos.

Per chi vuole arrivarci dall’Italia la soluzione più semplice consiste in un volo verso Salonicco o Kavala, da dove poi bastano 2 o 3 ore di auto per raggiungere i porti di imbarco. Thassos funziona così: prima incuriosisce sulla carta geografica e poi, una volta raggiunta, dimostra che nel Mediterraneo esistono ancora luoghi in grado di sorprendere davvero.

Autore
SiViaggia.it

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