Il soccorso deve sempre essere gratuito: “No alla legge che fa pagare per le chiamate ingiustificate”

  • Postato il 11 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Liguria. C’è in parlamento una nuova norma sul soccorso pubblico alla valutazione della commissione bilancio (quindi più di un’idea, ma non ancora una legge in vigore) che in sostanza prevede il pagamento del soccorso per chi abbia tenuto condotte “palesemente avventate” o chi abbia effettuato “chiamate ingiustificate”, mettendo in moto la complessa (e costosa) macchina dei soccorsi.

Diciamo subito che si è imboccata una strada difficile da percorrere, ma soprattutto pericolosa. Subito due domande: chi stabilisce, e in base a quali criteri, che la condotta è “palesemente avventata”? E chi classifica, e perché, che la richiesta di aiuto è “ingiustificata”?

Quella che potrebbe essere la fine dell’assoluta gratuità del soccorso fa riflettere soprattutto qui da noi, visto che a Savona (assieme all’Emilia Romagna) nacque il primo “centralino unico” per la chiamata delle ambulanze, e che in Liguria andò a regime l’elisoccorso gestito dai Vigili del fuoco.

Sono tutte considerazioni che ci arrivano da Michele Costantini, a lungo vice comandante dei pompieri di Savona, esperto di protezione civile, collaboratore del quotidiano La Stampa, che come sempre chiamiamo in causa su questi argomenti.

Spiega Costantini: “Da noi abbiamo mare e monti, quindi saremmo molto coinvolti dalla nuova normativa. Posso comprendere la necessità di lanciare un messaggio per invitare alla prudenza, ma penso che le controindicazioni siano superiori ai benefici e i casi di condotte avventate non così tanti da giustificare la nuova legge. Faccio un caso semplice semplice: se una persona anziana si perde nei boschi e non ha con sé il telefonino, la accusiamo di imprudenza”?

Secondo Costantini, già l’istituzione del numero unico delle emergenze e di un’unica centrale operativa allontana chi chiede soccorso da chi deve predisporre gli interventi più adeguati nel modo più rapido possibile.

Altro capitolo delicato quello delle chiamate di soccorso “non giustificate”: “Se vedo, o credo di vedere, una persona in difficoltà in mare chiamo o no i soccorsi? Chi me lo fa fare, potrebbe chiedersi qualcuno: se ho visto male mi fanno pagare motovedette ed elicotteri, io mi giro dall’altra parte e se annega pazienza” (anche se siamo sicuri che la chiamata, in un caso del genere, avverrebbe lo stesso, nonostante tutto).

Costantini conclude con la parte forse più importante del suo intervento: “La gratuità del soccorso, con i privati sempre pronti a sostituirsi al pubblico, deve essere un caposaldo certo”.

Autore
Il Vostro Giornale

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