Il sindaco di Crans-Montana chiede scusa dopo 26 giorni. La Svizzera: “Sì alla collaborazione con l’Italia sulle indagini del rogo”
- Postato il 27 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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La Svizzera – dopo che è stata sfiorata una crisi diplomatica – ha formalmente accolto la richiesta dell’Italia di una stretta collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi per chiarire le circostanze del tragico incendio al locale Constellation di Crans-Montana, avvenuto la notte di Capodanno e costato la vita a 40 giovani provenienti da diversi Paesi. La dichiarazione del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero all’Anas sottolinea che le autorità dei due Paesi perseguono “il medesimo obiettivo: le circostanze che hanno portato alla morte dei ragazzi devono essere chiarite rapidamente, in modo trasparente ed esaustivo, e le persone responsabili devono risponderne”.
Tuttavia, la Svizzera ribadisce che la competenza sulle indagini – che sono state fortemente e formalmente criticate dalla parti civili – spetta alla giustizia vallesana, e non alla politica: “Un principio fondamentale del nostro sistema democratico è la separazione dei poteri, che attribuisce a ciascun organo dello Stato ruoli, compiti e responsabilità propri”, ha spiegato il Dipartimento. Lo stesso Ufficio federale di giustizia (Ufg) ha confermato che, grazie all’accordo PA II alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria (CEA), le autorità competenti in Svizzera e in Italia possono costituire gruppi investigativi comuni (SIC). “La costituzione di gruppi investigativi comuni è una procedura consueta, soprattutto in procedimenti complessi o di ampia portata. Il vantaggio è che non è necessario presentare richieste di assistenza giudiziaria per ogni singolo caso”, ha aggiunto l’Ufg, chiarendo così la possibilità di una cooperazione diretta tra il Ministero pubblico del Cantone del Vallese e la Procura di Roma.
L’arsenale pirotecnico nel Constellation
Le indagini condotte dall’Istituto forense di Zurigo, su incarico della procura di Sion, hanno rivelato che nel locale interrato del Constellation era presente un vero e proprio arsenale pirotecnico. Gli esperti hanno repertato sei tubi lanciarazzi ‘Thunder King’, otto petardi ‘LUPO P1’ e oltre cento fontane pirotecniche, alcune già utilizzate durante i festeggiamenti. Jacques Moretti, proprietario del locale, ha dichiarato agli inquirenti di ritenere che il materiale fosse stato introdotto dai clienti, eludendo la sorveglianza del locale. Ma le dichiarazioni dell’indagato e della moglie Jessica Maric, che durante gli interrogatori hanno scaricato le responsabilità di staff, camerieri, comune e addirittura fornitori – sono al vaglio. Questi dettagli gettano nuova luce sulle possibili cause del rogo: non solo le candele pirotecniche utilizzate durante i festeggiamenti, ma anche petardi e lanciarazzi avrebbero contribuito alla rapida propagazione dell’incendio, amplificando le conseguenze della tragedia.
Le scuse del sindaco 26 giorni dopo
Intanto il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, a 26 giorni dopo la strage, ha rilasciato la sua prima intervista dall’inizio della tragedia, affrontando sia le polemiche per la conferenza stampa del 6 gennaio — in cui non aveva espresso condoglianze ufficiali — sia le implicazioni emotive e amministrative della tragedia. “Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia, e le affronterò”, ha detto Féraud. “Per il momento non sono stato sentito, ma mi assumerò ciò che dovrò assumermi se dovessi essere incolpato”. Il primo cittadino ha raccontato anche di aver ricevuto minacce di morte dopo il rogo: “Cerco di capire queste persone, che non hanno le risposte che vorrebbero. Allo stesso tempo, al Municipio, analizziamo la questione della sicurezza dei nostri dipendenti. Numerosi collaboratori sono traumatizzati da questo dramma”.
Féraud ha poi espresso il rammarico per non aver chiesto scusa ufficialmente a nome del Comune durante la conferenza stampa: “In un contesto emotivamente molto difficile per tutti noi, ho commesso l’errore di privilegiare la prudenza nel tentativo di gestire la parte ufficiale della conferenza stampa, piuttosto che lasciar spazio a scuse ed emozioni. L’obiettivo era quello di informare la popolazione e la stampa, che aveva legittime esigenze, mostrandoci trasparenti. Ci sembrava un buon momento per farlo, per rispetto nei confronti delle vittime”.
Il sindaco ha commentato anche le carenze nei controlli di sicurezza al locale: “Non ero al corrente e non mi spiego le carenze emerse dalle nostre analisi. Mi rifiuto di credere che si tratti di una situazione sistematica a Crans-Montana. Gli ultimi controlli alla struttura risalgono al 2019, nei quali erano state indicate alcune migliorie. Le indagini diranno se le domande di messa in regola hanno portato o no ad azioni in pratica e se qualcosa aveva a che fare col dramma che è avvenuto. I nostri responsabili sono conosciuti per essere puntigliosi, ma non posso giudicare il funzionamento specifico di ogni servizio e il coordinamento con il dicastero”.
Infine, Féraud ha condiviso il peso emotivo che porta con sé ogni giorno: “Piango ogni giorno per aver perso tutte quelle persone così giovani e vedendo tanti feriti che soffrono ancora. Questo trauma mi resterà tutta la vita. Ho iniziato una terapia presso uno psicologo e penso che durerà a lungo. Mi sto impegnando per gestire la crisi. Fino alla fine del mio mandato non abbandonerò la nave in piena tempesta, per rispetto del Comune e di questi luoghi. Ciò che mi fa andare avanti è l’impegno di tutti per ritrovare un nuovo cammino verso l’avvenire”.
Lo stato dei pazienti italiani ricoverati
Sul fronte sanitario, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha aggiornato sul decorso dei pazienti italiani ricoverati a Milano, all’ospedale Niguarda. “Tutti stanno seguendo il loro percorso di recupero. I pazienti del centro ustioni stanno facendo soprattutto attività di riabilitazione e medicazione per le ferite e le ustioni. Poi ci sono pochi ancora in rianimazione, ma piano piano si stanno risvegliando tutti e credo di poter dire che il percorso di recupero stia procedendo bene”. Bertolaso ha sottolineato che “non siamo ancora nelle condizioni di dire che sono tutti fuori pericolo, ma lo faremo quando saremo convinti che non vi siano più rischi per i nostri ragazzi. Li stiamo seguendo in modo preciso e puntuale, con grandissimo impegno e grande competenza. Dobbiamo ringraziare tutto il personale sanitario che se ne sta occupando”. L’assessore ha inoltre anticipato che nei prossimi giorni saranno possibili alcune dimissioni, dopo i due pazienti già tornati a casa la scorsa settimana, “magari durante le Olimpiadi”.
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